“Nosso Lar” (Nostra Dimora) è un bel film brasiliano del 2010 dai contenuti mistici e spirituali.

È basato sull’omonimo libro di Andrè Luiz, in cui si avvale della preziosa collaborazione del medium brasiliano Chico Xavier.

Il film è sottotitolato in lingua italiana, ma il portoghese della lingua originale, comprensibile a tutti, si intona perfettamente al film.

Il protagonista, Andrè Luiz,  un medico, muore e nell’aldilà si confronta a livello astrale con tutta una serie di incredibili rivelazioni e difficili prove che, una volta superate, lo aiutano a crescere ulteriormente. In principio, soprattutto prima di giungere a Nosso Lar, una delle città spirituali delle altre dimensioni, è molto dura. La sua condizione migliorerà una volta giunto a Nosso Lar, dove imparerà fino in fondo, attraverso l’amore, ad accettare la propria condizione abbandonando ogni attaccamento che ancora lo tiene legato al passato e alla sua vecchia condizione.

Quanto si afferma in “Nosso Lar” è perfettamente in linea con ciò che dichiarano tutti gli spiriti disincarnati che ci hanno fatto pervenire nei modi più vari le loro testimonianze.

La trascendenza, tema basilare di questo film, ci ricorda che la coscienza, nostra inseparabile compagna nel viaggio della vita, non ci abbandona mai, neanche quando ci troviamo in quella zona di transito, che possiamo definire la vita oltre la vita.

Dobbiamo anche allora continuare a agire secondo coscienza, integrando quanto necessario al nostro cammino, che non ha mai termine fino a che non saremo del tutto amalgamati con l’essenza primordiale che ci ha creati.

Finanche nelle dimensioni della trascendenza occorre riconoscere l’essenziale rispetto a ciò che ci accade, accettare e accoglierne i frutti, in modo da facilitare le ulteriori trasformazioni cui siamo inevitabilmente sottoposti, come anime, nel nostro cammino evolutivo di crescita consapevole.

Abbiamo dunque ancora bisogno, a quanto pare, anche oltre la dimensione terrena, di una valida bussola con cui procedere, i cui punti cardinali sono da noi stati precedentemente delineati come Riconosci, Ama, Diventa.

Il film, indicandoci la trascendenza come via da seguire, ci aiuta ad accrescere la nostra consapevolezza in merito al viaggio e alle prove che ci aspettano dopo la morte.

LE PROVE DELLA TRASCENDENZA

Il risveglio del protagonista nella quarta dimensione è scioccante: qui si deve immediatamente confrontare con il proprio lato oscuro e con quello di altre ombre e figure inquietanti, specchio delle sue stesse paure, che lo aggrediscono e accusano, cercando di “vampirizzare” la sua energia.

Confrontarsi con la propria interiorità e con il suo lato oscuro, la cosiddetta “ombra”, è un compito gravoso da vivi come anche da morti.

Una prova che può condurci alla nevrosi e alla follia, o alla consapevolezza luminosa: può indurci a perderci o a ritrovarci.

La successiva prova riguarda il pentimento, difatti gli esseri luminosi vengono qui in soccorso, con spirito compassionevole, di tutte le anime che dimostrano dispiacere riguardo alla propria situazione e alle azioni non del tutto edificanti compiute in vita. Qui la prova consiste non solo nel riconoscere il necessario, ma anche nel chiedere e accogliere l’aiuto degli altri, accettando la propria temporanea condizione di “inferiorità”, impotenza e difficoltà.

Si tratta anche di mettere da parte pre-giudizi, lamentele e quant’altro, afferrando la mano che ci viene tesa.

Queste sono già prove complicatissime  da affrontare e superare, come pure quelle che verranno.

Eppure la prova principe per il protagonista è quella di riuscire a invertire la propria tendenza egoica, con le sue naturali ed istintive vecchie pulsioni, sintonizzandosi di volta in volta sulla giusta frequenza, in modo da cambiare la propria vibrazione e avere accesso ad altri scenari più evoluti.

La vera prova maestra è dunque rappresentata dal controllo sulle proprie emozioni e sulla conseguente necessità di raffinarle.

Dovrà ad esempio imparare a sintonizzarsi sull’abbondanza, a dispetto di quanto aveva imparato in vita, dove si è facilmente indotti a competere per tutto.

Una prova di una certa entità da affrontare per il protagonista è di accettare le accuse che gli sono mosse di essere un suicida; difatti, indirettamente, i suoi smodati comportamenti lo hanno inconsciamente portato ad anticipare la propria dipartita, e questo all’inizio non riesce ad accettarlo e nemmeno a vederlo.

Verificarlo e assumersene la responsabilità è una prova tutt’altro che semplice.

Anche a Nosso Lar, nelle dimensioni trascendenti come sulla terra, il protagonista dovrà impegnarsi in modo impeccabile e appassionato in compiti concreti e specifici; le prove a quanto pare continuano: in questo caso la prova si chiama servizio.

Dovrà anche imparare ad essere un buon esempio per gli altri, soprattutto per i nuovi arrivati, incarnando con umiltà e gratitudine il compito che gli spetta.

La prova finale per il protagonista è anche la più impervia: ritornando temporaneamente sulla terra in forma di spirito dovrà dimostrare non attaccamento nei confronti della vita passata, dei legami energetici, karmici e affettivi che l’hanno caratterizzata, sostituendo alle emozioni meno nobili solo l’amore incondizionato.

In questo passaggio consiste la sfida più dura che sancisce l’avvenuta profonda trasformazione.

La prova, nel suo insieme, è stata superata dal protagonista della vicenda imparando a Riconoscere, Amare, Diventare un essere nuovo, consapevole e luminoso.

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6 commenti. Nuovo commento

Mi ha aperto un’altra visione della vita. Grazie per la visione di questo film che non conoscevo.

Gianfranco Santiglia
8 Febbraio 2017 9:44

Beh, vedere i fatti della vita da altre prospettive può risultare talvolta illuminante.
Se ti fa piacere proponilo a qualche amico più “recettivo”.

Film molto interessante,peccato non sia in italiano. Faccio fatica a seguire e leggere i sottotitoli, ma è sicuramente un mio problema.

Gianfranco Santiglia
8 Febbraio 2017 9:46

Vero, però se e quando ti sintonizzi perfettamente sul film anche il portoghese diventa “quasi” comprensibile anche per chi non lo conosce.

L’avevo già visto e mi ha fatto piacere rivederlo. Grazie

Gianfranco Santiglia
8 Febbraio 2017 9:48

Sì, trovo anch’io piacevole rivederlo di tanto in tanto, scoprendo sempre dei passaggi e metafore interessanti che non avevo del tutto colti.

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