Pratiche d’eccellenza per prestazioni vincenti.

Come ben sappiamo dalla lettura dei precedenti post sullo stato di flusso, il flow è essenzialmente una condizione superiore dell’essere umano, un’esperienza straordinaria della coscienza.

Se vogliamo davvero comprendere lo stato di flusso interiore e come avvicinarvisi, è da qui che dobbiamo partire: non da quello che desideriamo realizzare al di fuori di noi, bensì dalla condizione interiore, dall’essere, che sarà il mezzo e lo strumento per conseguire l’azione e l’obiettivo specifico.

Lo stato di flusso interiore è dunque la condizione ottimale per conseguire l’eccellenza in tutto ciò che facciamo, la via regia per realizzare prestazioni vincenti in ogni campo d’applicazione.

Il prerequisito essenziale per avvicinarci gradualmente allo stato di flusso della coscienza è di impegnarci in qualcosa che ci appassioni, in modo da incrementare il nostro livello di presenza, consapevolezza, integrazione.

La noia come pure l’eccessiva tensione conseguente all’ansia da prestazione risultano controproducenti al sopraggiungere del flow e al conseguente stato di flusso in azione.

In tutti questi anni in cui ho cercato il flow nelle mie diverse prestazioni, ho trovato notevole conforto soprattutto in un concetto caro allo zen, ed espresso sinteticamente nel principio del “fare senza fare”.

Essenzialmente consiste nel praticare un’azione che ormai conosciamo perfettamente e che ora conduciamo con un minimo intervento da parte nostra, evitando tutte le interferenze non necessarie.

Per praticare l’azione in questo stato di flusso occorre pieno rilassamento, fiducia, disidentificazione e distacco dalla volontà dell’ego, massima integrazione interiore, piacevolezza nell’azione. Riconosciamo in questi aspetti dei chiari elementi di flow.

TECNICHE ED ESERCIZI PROPEDEUTICI ALLO STATO DI FLUSSO E ALLA PRESTAZIONE VINCENTE

Gli esercizi che seguono, tutti propedeutici al flow, hanno come obiettivo quello di aiutarti a migliorare le tue prestazioni in ogni campo e ad ogni livello; scoprirai infatti che, utilizzandoli con consapevolezza, possono essere anche traslati e applicati efficacemente in molte differenti situazioni di vita.

Faciliteranno senz’altro il tuo approccio al flow.

In generale, tecniche ed esercizi specifici sono dei validi strumenti che ti aiutano a concentrarti nel qui e ora, portandoti naturalmente nel tuo centro, dove vive integralmente la tua forza interiore e non ci sono le consuete interferenze mentali ed emozionali che di solito intralciano la prestazione e la tua gioia di fare.

I training, quando perfettamente integrati, ti permettono di usare, anche e soprattutto nei momenti più importanti, tutte le energie e le risorse connesse alla tua totalità, inerenti cioè all’aspetto energetico, fisico, emozionale, mentale e spirituale.

Alcune tecniche potrai utilizzarle efficacemente proprio nei momenti clou della prestazione, ma solo dopo averle con insistenza provate, riprovate e metabolizzate, allenandole con la necessaria cura e attenzione durante i training quotidiani.

Altre sono tecniche esclusivamente d’allenamento, esercizi propedeutici per acquisire buone e utili conoscenze, abitudini e consapevolezza in merito al tuo essere ed agire.

Ogni consapevolezza acquisita migliorerà in-direttamente anche le tue prestazioni.

Un ultimo suggerimento prima di entrare in azione: ti invito a essere un osservatore dell’esperienza che vivi, in modo da diventare perfettamente consapevole di ciò che fai e comprenderne i benefici o altro.

Tieni dunque sempre d’occhio ciò che fai, quando, come e perché lo fai, e cosa accade dentro di te e fuori proprio mentre lo fai.

Portiamo allora proprio dall’atto indispensabile dell’osservazione con il nostro testimone, l’osservatore interiore.

IL TESTIMONE

L’atto di saperci osservare, nello sport come pure nella vita, diventa spesso fondamentale allo scopo di prendere una maggiore autoconsapevolezza ed, eventualmente, correggerci.

Talvolta può essere utile fermarci per pochi secondi, osservando cosa accade dentro di noi e come ci relazioniamo con l’esterno.

Proviamo allora con un fermoimmagine durante un movimento specifico, un gesto atletico, uno spostamento, una postura, un dialogo interiore, un atteggiamento reattivo.

Possiamo farlo escludendo il giudizio, soltanto come osservatori esterni della realtà.

Testimoni, non giudici.

Poi riavviamo il fotogramma e il movimento dell’immagine e guardiamo per quanto tempo riusciamo ancora ad osservarci consapevolmente in movimento diventando il testimone, che ci renderà un giorno gli esclusivi padroni e maestri delle nostre azioni.

Diventa bravo ad osservati dall’interno, con il tuo sguardo interiore.

Per farlo muoviti con lentezza, rallentando quando puoi ritmi e tempi interiori, nonostante all’esterno continui a muoverti normalmente.

Quando diventi un buon osservatore ti puoi avvalere di questa facoltà per osservare anche l’esterno, incamerando un sacco di dati e informazioni utili per migliorare ulteriormente la tua prestazione, acquisendo una maggiore consapevolezza di ogni elemento e aspetto della realtà con cui interagisci.

Osserva tutto oggettivamente e lascia che il tuo cervello elabori i dati necessari a migliorare la performance. Sii un attento osservatore e un abile testimone non giudicante della realtà con cui interagisci; il resto verrà da sé.

Diventare un testimone che smette di criticare e di giudicare, ma del tutto presente nell’osservazione, ci consente di liberare preziose energie tenute in scacco dai laboriosi processi mentali.

È essenziale in alcuni momenti della prestazione, quando ci accorgiamo di diventare duri con noi stessi, oppure tesi o distratti. Dobbiamo a questo punto lasciare il nostro corpo libero di agire come sa, senza tensioni, in modo che possa gradualmente scivolare nel libero flusso.

L’ATTIVAZIONE

Ci sono momenti, prima e durante la performance, in cui è indispensabile attivarsi al meglio.

Ce ne accorgiamo dal nostro livello carente di energia, dalla scarsa concentrazione, dalla sensazione di disinteresse, demotivazione, blocco, impotenza.

Ecco come attivarci.

  • Inizia a respirare in profondità, utilizzando il diaframma per gonfiare e sgonfiare la pancia, come se fosse un pallone. Quindi aumenta le frequenze respiratorie ed espira l’aria come se dovessi soffiare sulla cenere per riattivarne il fuoco. Quando ti senti più attivo riporta il respiro alla normalità, ma non perderne la consapevolezza e continua a utilizzare bene il diaframma, la pancia e i polmoni.
  • Risveglia il tuo corpo massaggiandolo con le nocche del corpo o con le mani disposte a coppa.
  • Esegui dei saltelli sul posto, la corda e i consueti esercizi di stretching.
  • Risveglia e utilizza adeguatamente i tuoi cinque sensi.
  • Compi una rapida revisione mentale degli obiettivi di performance che ti sei posto.
  • Identifica gli elementi che possono accenderti positivamente da un punto di vista emotivo e mentale. In gergo sono definiti trigger, sono cioè il grilletto della tua pistola.
  • Utilizza un linguaggio persuasivo positivo con cui spronarti e incoraggiarti.
  • Usa la visualizzazione per risvegliare immagini cariche di energia e per recuperare ricordi positivi inerenti alle precedenti prestazioni che possano servirti come ancoraggio positivo.
  • Ascolta un po’ della tua musica preferita, oppure canta, balla.

Cerca di realizzare alcuni o tutti questi accorgimenti in relazione al tempo che hai a disposizione e alla situazione. Nel caso tu non possa fare tutto scegli ciò che più fa al tuo caso in relazione alla prestazione.

LA DISATTIVAZIONE

Ci sono invece momenti in cui siamo troppo carichi e attivati. Non sempre questo è positivo, soprattutto se avviene in frangenti e con modalità non congeniali.

Ce ne accorgiamo da un precoce senso di affaticamento, dall’emergere dell’ansia, dalla tensione, dalla rigidità muscolare, dall’aumento della frequenza cardiaca, della pressione, dal respiro corto,  irregolare. La mente sovraeccitata corre rapida saltando da un pensiero ad un altro, in modo caotico, disordinato e la nostra attenzione fa fatica a seguirli e a focalizzarsi.

Ecco come abbassare un po’ il nostro livello di attivazione.

  • Cerca di rallentare e regolarizzare la tua frequenza respiratoria allungando i tempi di inspirazione ed espirazione. Attua anche una breve pausa consapevole tra l’inspirazione e la respirazione.
  • Rallenta notevolmente la gestualità del tuo corpo e muoviti con più lentezza possibile, in relazione naturalmente alla necessità della situazione.
  • Di tanto in tanto fermati del tutto per una manciata di secondi, e respira profondamente.
  • Focalizza l’attenzione su di un punto preciso in te, e fuori, caricandolo di pensieri positivi.
  • Cerca di eliminare ogni pensiero ed emozione che agisce da interferenza.
  • Concentrati soltanto sul compito da fare, isolandolo da  tutto il resto, anche le aspettative in merito a ciò che fai e la necessità di successo. Liberati di tutto
  • Riporta il tutto su un piano più consono di serenità ludica.

 Cerca di realizzare alcuni o tutti questi accorgimenti in relazione al tempo che hai a disposizione e alla situazione. Nel caso tu non possa fare tutto scegli ciò che più fa al tuo caso in relazione alla prestazione.

INTEGRAZIONE EMISFERICA

Fondamentale insistere sull’importanza di integrare le diverse e molteplici funzioni dei due emisferi cerebrali, ciascuno deputato a compiti differenti.

  • L’emisfero sinistro è analitico, logico, lineare e ben organizzato, razionale, si orienta nel tempo, si serve del linguaggio verbale. Identifica, seleziona  e valuta i dati a disposizione.

È il puro ragionamento.

  • L’emisfero destro è sintetico, analogico, creativo, si orienta nello spazio e sa presentarselo, si serve delle immagini. Organizza lo schema corporeo. Sede della vita emotiva.

È il puro intuito.

Bene, mettiti comodo. Avvicina le mani e unisci i polpastrelli della mano destra e sinistra. Muovi lentamente la testa per tre volte da destra verso sinistra e viceversa, respirando con lenta e profonda consapevolezza. Gli occhi sono rivolti all’osservazione interiore.

Quindi ferma la testa al centro, ancorando la tua attenzione proprio al centro della fronte.

Adesso immagina e poi visualizza e percepisci una grande X luminosa che parte dal lato destro del tuo cervello e connette tutto il lato sinistro del corpo. Non appena senti ben salda questa connessione, immagina e poi visualizza e senti la croce luminosa che ora collega la parte sinistra del tuo cervello con il lato destro del tuo corpo.

Muovi in modo circolare la testa per tre rotazioni, prima in senso antiorario e poi orario.

Infine visualizza l’intero corpo illuminarsi.

In alcuni frangenti della prestazione riuscire a integrare le opposte funzioni cerebrali è non solo auspicabile ma anche indispensabile; se riusciamo ad essere logici e creativi al tempo stesso, organizzati ma estrosi e imprevedibili, disciplinati e costruttivi, risulteremo efficaci ed impeccabili.

RILASSAMENTO DECONTRATTO

Puoi ottenere un rapido ed efficace rilassamento contraendo e decontraendo le diverse parti del corpo. Una tecnica che serve a prendere maggiore consapevolezza delle tensioni che pervadono il corpo, allo scopo di pacificarle.

Incomincia dalla mano dominante: stringila forte, contraila al massimo trattenendo il respiro, badando a coinvolgere soltanto quella parte del corpo, quindi rilascia la tensione attraverso un’espirazione prolungata, se preferisci accompagnata con un suono adeguato.

Ora immagina di inspirare ed espirare proprio attraverso quella parte del corpo.

Passa poi in rassegna l’intero corpo, ricominciando dall’altra mano, soffermandoti sulle zone del corpo che percepisci più contratte.

RISVEGLIO MULTISENSORIALE

Coinvolgere quanto, come e più possibile i nostri sensi mentre siamo in azione ci aiuta ad aumentare la nostra presenza in essa, la sensibilità, l’attenzione, l’energia e la consapevolezza, moltiplicando la nostra possibilità di realizzare una buona prestazione per vincere la sfida interiore.

Ciascuno di noi predilige maggiormente un senso piuttosto che un altro e quello diventa il suo canale privilegiato, ma è ugualmente indispensabile cercare di attivarli tutti insieme.

La formula di riferimento per ricordarcene è l’acronimo V.A.K.O.G.,  vale a dire Visivo, Auditivo, Kinestesico, Olfattivo, Gustativo.

  • Visualizza nel dettaglio ogni elemento che caratterizza la scena con cui interagisci.
  • Ascolta con attenzione tutti i suoni che caratterizzano la tua azione, escludendo tutti gli altri suoni che agiscono da interferenza.
  • Senti l’aderenza e il contatto tattile delle mani e del tuo corpo con i diversi elementi con cui ti confronti.
  • Percepisci gli odori intorno a te.
  • Gustati ogni sensazione come se passasse attraverso la tua lingua.

Che tu sia un tipo che si esprime meglio attraverso il canale visivo, auditivo, olfattivo o altro, utilizza tutti i tuoi sensi al meglio per risvegliare il tuo corpo e incrementare quindi la qualità della tua performance. Insomma, lasciati inebriare dai tuoi sensi e questi ti porteranno nel qui e ora impedendoti di distrarti. Scegli soprattutto, quando sei nel clou della prestazione, di cosa avvalerti in funzione del momento della prestazione.

VISUALIZZARE L’ENERGIA

L’energia nella vita è tutto.

Puoi semplicemente richiamarla a te con delle rapide visualizzazioni.

Alcune delle visualizzazioni più efficaci in merito all’energia riguardano il girasole, l’antenna e la sfera dorata.

  • Visualizzati come un enorme girasole che attira a sé i raggi luminosi del sole e si ritempra, rivitalizzandosi in tempi brevi. Apriti del tutto all’energia in arrivo come fa un fiore nei confronti dei raggi di sole.
  • Immaginati come una grande antenna che visualizzi proprio dinanzi a te; essa capta tutti i messaggi possibili e ora, volgendosi verso il sole, cattura le onde vibratorie connesse ad un’alta qualità ed intensità energetica.
  • Immagina di avere tra le mani una sfera dorata d’energia che visualizzi in ogni dettaglio, la manipoli, testandone la consistenza. La osservi mentre scintillante emana tutto il suo calore, trasmettendoti calde sensazioni positive.

Arricchisci ad arte ogni visualizzazione servendoti dell’immaginazione connessa ai tuoi cinque sensi. Utilizza un tipo di respirazione adeguata alla pratica.

LO SCUDO E LA BOLLA

Quando affrontiamo una difficile performance sentiamo spesso il bisogno di sentirci protetti e invulnerabili, ad ogni livello.

A questo scopo puoi immaginare di essere avvolto in una bolla protettiva.

Visualizzala del colore e del materiale che più preferisci, una sorta di emanazione cromatica che parte dal tuo corpo e si estende per qualche centimetro, creando un campo energetico isolante.

In aggiunta, o se preferisci, puoi immaginare un grande scudo che ti protegge da qualsiasi intrusione e attacco esterno.

Puoi richiamare la tecnica della Bolla e/o lo Scudo nei momenti difficili di una prova, quando più senti bisogno di difesa e protezione. Magari anche solo dall’ambiente e dal pubblico, se è presente.

Immaginare la bolla può anche servirti per isolarti dal contesto esterno, in modo da concentrarti con più efficacia.

IL SORRISO INTERIORE

Non sempre le cose vanno come te le aspetti.

Non sempre la vita ti sorride, ma tu puoi ugualmente sorridere alla vita e questa, come uno specchio, riprenderà presto a sorriderti.

Parti da dentro, rilassando il tuo respiro, il corpo, gli organi interni.

Prova a pronunciare un sorriso enigmatico sul volto, come quello della Gioconda.

E aspetta che dalle labbra si espanda ulteriormente.

A che scopo?

Con un lieve sorriso si fa tutto meglio. Per il flow, la gioia, l’entusiasmo, il piacere e il divertimento sono essenziali.

Prova ora, se riesci, a sorridere con tutti i tuoi organi interiori: parti, come detto, dalle labbra e dal viso e trasmetti l’impulso orientandolo nella zona desiderata, immaginando che un respiro liberatorio nasca e fuoriesca da quel punto specifico.

Durante una prestazione la tecnica del Sorriso può aiutarti a esorcizzare e sdrammatizzare alcuni momenti e episodi chiave della prestazione, facendo in modo che non abbiano impatto e ripercussioni negative nei tuoi confronti.

Parola di Coach gianfranco santiglia parola di coach

 

Puoi trovare questi e altri esercizi per facilitare lo stato di flusso in Flow Tennis”.

 


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2 commenti. Nuovo commento

Praticate mentre ero in treno queste tecniche mi sembrano molto valide.Sono curiosa di praticarle in azione.

Gianfranco Santiglia
20 Gennaio 2017 8:20

Cara amica, le tecniche sono sempre un valido supporto e spetta a noi garantire quel quid in più per renderle funzionali ed efficaci.
Se sei riuscita ad entrare nello stato di flusso in treno puoi riuscirci ovunque, e sei destinata a migliorare ogni volta che pratichi nelle condizioni ottimali.
Quindi, buon flusso in azione.
Grazie per la condivisione e continua a collaborare con questo blog attraverso i tuoi preziosi commenti.

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