Esiste in generale una strategia vincente per vincere le nostre sfide quotidiane?

È possibile superare le prove più importanti della nostra vita applicando ogni volta la medesima strategia vincente?

Beh, è naturale che ciascuna prova con cui ci confrontiamo risulti ogni volta diversa e necessiti, di conseguenza, di una tattica specifica; eppure esiste senza dubbio una strategia vincente generale attraverso la quale è possibile assicurarsi una maggiore percentuale di successo rispetto alla sfida affrontata.

Che si tratti di vincere la sfida più importante della tua vita, in ambito professionale o sportivo, superare una difficile prova densa di ostacoli, una semplice scommessa con i tuoi amici o con te stesso, conoscere e utilizzare i princìpi basilari di una strategia vincente che possa in generale essere applicata a tutte le prestazioni può rivelarsi la tua arma più forte ed efficace.

Filosofia, psicologia, coaching ed esperienza diretta sul campo ci strizzano l’occhio in tal senso, e chi ha buone orecchie per intendere può senza dubbio capire, in quanto queste diverse discipline parlano in questo caso la medesima lingua.

Esse, insieme, ci insegnano a guardare nella direzione degli aspetti essenziali che dobbiamo ri-conoscere per assicurarci la possibile vittoria.

La vittoria non è certo sicura, ma a noi spetta comunque il compito di fare la nostra parte fino in fondo.

Come?

Giungendo sino alla radice della questione, dove dimorano i 3 requisiti essenziali che, una volta conseguiti, ci aiutano a guadagnare la pole position prima della gara.

Sono le 3 mosse vincenti con cui mettere k.o. i nostri contendenti, assicurandoci la prova.

Eccoli subito espressi in sintesi:

  • conosci te stesso,
  • conosci il tuo avversario e la prova in sé,
  • conosci il terreno dello scontro.

Analizziamo ora ciascuno di questi passi nel dettaglio.

PRIMA STRATEGIA VINCENTE : CONOSCI TE STESSO

Conosci te stesso” ammonisce un noto vecchio adagio attribuito al grande filosofo greco Socrate, monito che ha ispirato le menti più illuminate di ogni tempo e luogo.

Invito peraltro espresso in maniera più approfondita nel tempio di Apollo, a Delfi, in cui l’oracolo recita così:

“Oh, uomo, conosci te stesso e conoscerai l’Universo e gli Dei”.

L’oracolo di Delfi ci invita a cercare ed esplorare le nostre meraviglie interiori, poiché attraverso di queste troveremo il cosiddetto “Tesoro degli Dei”.

Solo conoscendo perfettamente i nostri forzieri interiori, scoprendoli colmi di oro, potremo poi individuare i tesori nel mondo esterno: questa è la traduzione essenziale dell’arcano forse più importante che dobbiamo svelare.

Ma cosa significa veramente conoscere se stessi?

Mi piace riferirmi a questo fondamentale argomento utilizzando la chiave Riconosci, come indicato dalla bussola RiconosciAmaDiventa e dal corrispettivo metodo.

Si tratta, infatti, di volta in volta, di usufruire al meglio delle conoscenze acquisite al momento su di sé, che debbono appunto essere ri-conosciute, ovvero conosciute nuovamente, senza pre-giudizi, quindi accettate e accolte in noi.

Conoscere se stessi implica riconoscere il proprio valore, in termini di ideali, potenzialità, risorse, credenze, interferenze, debolezze, limiti…

Da sempre l’essere umano, attraverso domande fondamentali, cerca di assicurarsi le informazioni indispensabili per illuminare il proprio cammino e assicurarsi una possibile strategia vincente attraverso cui compierlo.

Ecco perché le persone consapevoli continuano a chiedersi: “chi sono io, da dove vengo e dove sto andando?”

Perché le risposte a quelle domande ci consegnano una visione.

La visione è quanto di più necessario ci occorre per orientare noi stessi.

Senza una visione siamo del tutto smarriti, abbandonati a noi stessi, e procediamo a tentoni tra la confusione interna e il caos esterno.

Una visione che possa legare la linea del tempo, costituita da passato, presente e futuro, alla nostra vita, rendendo l’insieme, l’asse verticale e quello orizzontale della nostra esistenza, uno strumento coerente attraverso cui riconoscere la nostra essenza, unica e irripetibile, per poterci manifestare ed esprimere al meglio.

LE 3 CHIAVI D’ACCESSO ALLA CONOSCENZA INTERIORE

Ecco di seguito i 3 elementi che fanno parte della strategia vincente, i quali maggiormente ci aiutano a riconoscere il nostro sé interiore:

  1. RISORSE INTERIORI.
  2. OSTACOLI INTERIORI.
  3. COMPORTAMENTO OTTIMALE.

1 RICONOSCI LE RISORSE INTERIORI

Esplorare ciò che siamo ci dà sicuramente modo di conoscerci meglio per capire fino in fondo chi siamo, cosa vogliamo, quali limiti affiorano per ottenerlo, come pure quale specifica potenzialità utilizzare per avvicinarci all’obiettivo.

Capire fino in fondo chi siamo è fondamentale per giungere sin dove siamo diretti e conseguire le mete che abbiamo scelto di realizzare. Senza tale conoscenza il percorso diventa molto più accidentato e si inerpica in salite irte, difficili da superare.

Possiamo cercare di comprendere chi siamo in diversi modi; uno di questi è di guardare in modo positivo e costruttivo alle nostre risorse nel loro insieme, le quali ci offrono la possibilità di accedere alla Forza Interiore che ci rappresenta e che attende soltanto di essere risvegliata.

Conoscere se stessi in relazione a tutte le proprie risorse interiori implica riconoscere il proprio valore in merito alle virtù, alle potenzialità, alle credenze potenzianti, alle visioni e agli ideali di massima.

Naturalmente, concentrarci solo sulle risorse, e su nient’altro, ci induce a gettare uno sguardo esclusivo sul nostro potenziale, cercando di fare continuamente leva sullo stesso per ottenere le migliori prestazioni possibili in base alle strategie concordate.

Conoscere i nostri punti di forza ci aiuta a guardare a noi stessi con gli occhi del potenziale, non con lo sguardo miserevole del deficit, in modo che il bicchiere che abbiamo davanti ci appaia sempre mezzo pieno anziché mezzo vuoto soltanto.

L’intento di guardare con un occhio particolare alle proprie risorse non è di cercare un punto di vista esclusivamente positivo e ottimistico, quanto di concordare una strategia efficace sulla base di una progettualità vincente.

Non solo, guardare a noi stessi in questo modo accresce tanto la nostra autostima che l’autoefficacia, ci aiuta cioè a persuaderci e convincerci di potercela fare; soprattutto se impariamo a volgerci indietro guardando a quanto già abbiamo realizzato, per poi focalizzarci con più fiducia nel presente e lanciarci senza paura nel futuro.

2 RICONOSCI GLI OSTACOLI INTERIORI

Un altro modo di guardare a noi stessi è quello di considerare soprattutto i propri limiti, che si manifestano nelle forme più variegate, prendendo spesso consistenza in termini di fragilità interne, interferenze, credenze limitanti, pensieri ed emozioni negative, mancanza di volontà e disciplina, ostacoli di diversa consistenza e natura.

Guardare ai propri limiti non significa necessariamente scandagliare la situazione con l’occhio abituato a cogliere soltanto le mancanze e le avversità, quanto individuare le interferenze, interne ed esterne, come pure le temporanee barriere che ci intralciano, frapponendosi tra noi e gli obiettivi, per capire e concordare come è meglio agire per superarle o aggirarle.

Significa cioè cercare di comprendere quali sono i propri punti di rottura, i nervi scoperti, la propria zona d’ombra, compreso il lato oscuro della forza che ci appartiene, in modo da non farci cogliere del tutto impreparati quando si paleseranno.

Solo così potremo essere del tutto pronti ad affrontare tutti i pericoli e a superare gli ostacoli che ci aspettano ogni volta che ci spingiamo oltre la nostra abituale e rassicurante zona di confort, la quale costituisce la nostra ambita e ricercata sicurezza di base.

Essere al corrente di tali ostacoli non è certo uno sterile tentativo di riconoscerci nelle nostre temporanee fragilità e nei deficit al solo scopo di legittimarli o consolidarli, quanto è cercare di trascenderli, spostando il loro limite, e il nostro, ogni volta di qualche centimetro in più.

Dopotutto, in questo consiste un efficace allenamento: alzare intelligentemente l’asticella per sfidarla ogni volta, nel rispetto delle nostre reali capacità e possibilità.

È un tendere con correttezza le proprie corde interiori, evitando accuratamente che si spezzino.

Allora, ogni volta che studiamo i nostri ostacoli interiori lo facciamo con lo specifico intento di allenarci a superarli, dopo averli pienamente riconosciuti.

È proprio questo il punto: riconoscerli correttamente è un passo fondamentale per comprendere poi come meglio procedere.

Non possiamo difatti agire in modo tanto avventato da non considerare adeguatamente le nostre difficoltà sapendo che prima o poi affioreranno, poiché così facendo andremmo incontro a un sicuro insuccesso.

Non ha senso, infatti, procedere cocciutamente a testa bassa incuranti di impedimenti e intralci, tronfi e chiusi nella nostra ignoranza, presunzione e arroganza.

Il saggio procede con avvedutezza, riconoscendo e accettando i propri ostacoli interiori, aggirandoli astutamente quando e come può.

3 RICONOSCI IL COMPORTAMENTO OTTIMALE

La conoscenza delle nostre risorse e di tutti i possibili alleati considerati nel primo passo, come pure la comprensione dei nostri limiti e dei possibili ostacoli osservati nel passo successivo, ci aiuta di volta in volta a stabilire le diverse strategie da concordare.

È proprio la strategia, applicata correttamente, a fare spesso la differenza.

Sicuramente, considerare la strategia sulla base delle risorse e dei limiti in relazione a una specifica situazione, ci prepara ad ottimizzare il nostro comportamento rendendolo efficace al massimo.

La domanda essenziale, a questo punto, è quindi: come posso mettermi nelle condizioni di rendere al massimo in questa occasione, qui e ora?

Posso allora fermarmi di volta in volta dinanzi ad una situazione, cercando di osservarla per comprenderla pienamente, chiedendomi in cosa consista in questo caso il mio comportamento ideale.

Cosa mi fa rendere al meglio in questa circostanza e come debbo utilizzarla?

Possiamo anche metterla in questi termini: la strategia è il comportamento ottimale che si evince spontaneamente in una situazione nel momento in cui si fa appello a tutte le proprie risorse, cercando di neutralizzare le possibili interferenze negative momentanee causate dalle nostre errate modalità operative.

Emerge quindi un possibile comportamento ottimale che, una volta incarnato, ci avvicina alla prestazione di picco e al successo.

Perlopiù, il comportamento ottimale è un misto di strategia vincente e corretta modalità operativa, in perfetto stile flow

Riuscire ad eseguirlo ci avvicina sicuramente alla vittoria, in ogni campo di sfida.

Parola di Coach! gianfranco santiglia parola di coach

Hai appena letto la prima mossa della strategia vincente per assicurarti la vittoria nelle tue diverse sfide. Non perdere le altre due nei successivi post e applicale con attenzione:

Seconda Strategia: conosci il tuo Avversario per Vincerlo

Terza Strategia: Conosci il Terreno dello Scontro

 


Ti è piaciuto l’articolo? Hai qualche dubbio o domanda da pormi?

Approfitta dello spazio Commenti più in basso.

Se vuoi puoi anche condividere.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *