“Conversazioni con Dio” ci porta nel territorio gradito ma per certi versi controverso della spiritualità .

Ci induce a confrontarci con il tema della spiritualità per ridefinirne forme, contenuti e confini.

Questo film rappresenta infatti parte del potenziale percorso spirituale nella direzione che ben rappresenta il cambio di orientamento e paradigma che l’umanità sta cercando di realizzare: la consapevolezza dello spirito nella materia e dunque nella realtà che ci circonda.

Un film pregno di significati intensi ed interessanti per quanti sono in cerca di risposte importanti su di sé e sulla vita.

Non si può tuttavia negare, almeno secondo la critica, che il film, come la trilogia letteraria di Neale Donald Walsch da cui ha preso spunto, possa anche strizzare l’occhio ad  una religiosità commerciale ed ammiccante, ricca di clamori.

Tuttavia, rimane sicuramente, anche per i detrattori, una preziosa testimonianza di vita, provocatoria e rivelatrice, sulla realtà dei “senza tetto” nella società opulenta del materialismo, che sempre più è sintomatica dello sgretolamento sociale.

Che sia una semplice favoletta, una testimonianza sociale o la proposta del percorso spirituale iniziatico che spetta a quanti veramente scelgano la “Via”, la valutazione spetta naturalmente ad ogni singolo fruitore del messaggio.

Di fatto, che la conversazione che ha qui un ruolo centrale sia con Dio o con il proprio Sé interiore, ripristinare comunque un tipo di comunicazione vera e profonda, la quale coinvolga l’anima innanzitutto, arricchisce sicuramente la qualità della nostra vita, rendendola vera, autentica, unica.

Degna di essere vissuta!

Questa è l’idea che mi sono fatto dove aver letto parte della trilogia e aver visto il film.

Ad ogni modo, forse ai più accade davvero: probabilmente molti di noi sentono davvero la voce dello Spirito  ogni giorno, ma siamo così tanto frastornati da non darle alcun credito.

Comunque chiamiamo nel nostro intimo quella voce,  Spirito,  Dio, Voce Interiore, Sé, Intuizione, o in altro modo, il senso non cambia: essa è la nostra bussola e ci indica la via.

Non possiamo evitarla e nemmeno seguirla contro la nostra volontà, ma è soprattutto quando le diamo retta e l’assecondiamo, seguendola, che proviamo appagamento, pienezza, felicità, benessere e gioia.

Ma come ci parla questa voce?

Per mezzo di sentimenti, emozioni, pensieri, immagini…

I sentimenti sono il linguaggio dell’anima e le emozioni rappresentano quanto di più profondo percepiamo e sentiamo in noi.
Per comprendere meglio noi stessi, è necessario prendere in considerazione quello che sentiamo anche e di più rispetto a quello che pensiamo.

Talvolta, infatti, la mente ci inganna.
Le emozioni e i sentimenti sono talvolta difficili da individuare, e spesso ancora più ardui da riconoscere come propri e accettare. Eppure, in essi si trova spesso la nostra verità, quella di cui noi tutti siamo in cerca.

I pensieri sono spesso pervasi di simboli e metafore, immagini e raffigurazioni.

Non ci si riferisce qui ai consueti pensieri spazzatura che spesso rapiscono e tengono a lungo  in ostaggio la nostra mente, allontanandoci dalla realtà e dalla vera essenza della vita.

Quindi, prima di accostarci alla visione del film, apriamo mente e cuore, pensieri e sentimenti, a una voce amica, liberandoci da ogni pre-giudizio.

LA TRAMA

Una storia vera, quella dell’autore della trilogia letteraria, che descrive la caduta di un uomo fallibile e la rinascita di un messaggero dello spirito.

Un uomo di mezz’età vede la propria vita andare completamente a rotoli in seguito a problemi sentimentali e alla perdita del lavoro.

Quasi senza rendersene conto l’uomo si ritrova solo e in mezzo ad una strada, senza soldi né amici né casa.

Solo!

Vivrà una dura esperienza come senza tetto.

Il protagonista della vicenda si risolleva dai guai in cui lui stesso ha contribuito a cacciarsi, complice una insistente e prolungata  “sfortuna”, ma soprattutto un errato atteggiamento e attitudine nei confronti della vita, grazie ad una “canalizzazione” notturna, che egli interpreta come il frutto di una comunicazione divina, diventando così uno scrittore di best-seller,  che viaggia nel mondo con passione, ma anche con incertezze e dubbi con i quali è costretto a convivere.

I CONTENUTI

Perché siamo qui sulla terra?

Esiste uno scopo?

Per ricordare e ricreare chi siamo, secondo la voce in evidenza nel film.

Eppure, come ben sappiamo, spiritualità e materialismo storico ci hanno fornito sempre risposte diverse, con voci estremamente diversificate, lasciando a ciascuno di noi il compito di dipanare l’intricata matassa per svelare l’arcano.

È quanto a suo modo si è cercato di fare in “Conversazioni con Dio”.

I tre volumi di Walsch che hanno ispirato il film sono molto intensi, profondi, persino provocatori e a tratti destabilizzanti. Sono dei contenuti spirituali talvolta esplosivi e non sempre facilmente digeribili, non per tutti.

In relazione alle vostre personali esperienze e livelli di coscienza, alcuni concetti vi daranno sicuramente fastidio, altri vi entusiasmeranno.

Dopotutto, fastidio ed entusiasmo sono aspetti contrastanti, spesso complementari, che possono tranquillamente convivere in noi. In questo caso, come in molti altri, non c’è una scelta giusta né una sbagliata in merito alla percezione dei contenuti presentati, forse non c’è neppure una scelta da fare, se non quella di  ascoltare e osservare liberamente e senza pregiudizi il materiale esposto, che sia in forma cartacea o di film, restando a vedere dove le sensazioni ci portano.

I concetti di giusto e sbagliato non sono i soli ad essere messi qui in discussione e talvolta persino ribaltati, come pure quello tra bene e male, successo ed insuccesso, gioia e dolore.

Il dolore, per esempio, ci mostra l’autore, è soprattutto il risultato di un pensiero sbagliato, una credenza errata e limitante. Potremmo in un certo senso affermare che esista soprattutto nell’opinione che di quella cosa ci siamo fatti: eliminata l’opinione, il pensiero, ecco che anche il dolore si ridimensiona.

Come dire che la felicità è in noi, è uno stato mentale: nelle nostre teste possiamo fare della nostra vita un paradiso o un inferno, la scelta è nostra!

Un po’ come è accaduto al protagonista di questa vicenda.

Per questa e per altre ragioni non possiamo permetterci il lusso di giudicare e criticare l’operato altrui, a maggior ragione quando ci riferiamo espressamente alle loro vite, di cui sappiamo ben poco, soprattutto in merito alle intenzioni dell’anima e al percorso esperienziale che ha scelto per evolversi.

Dal punto di vista della spiritualità, inoltre, esistono delle logiche diverse e spesso imprevedibili che segue la nostra anima per necessità evolutive, e questo rende le nostre valutazioni estremamente difficili e approssimative, e dovrebbe indurci estrema cautela, invitandoci a rinunciare a formulare giudizi che non ci competono.

Il concetto che viene dunque qui ribadito e sottolineato più volte è che la spiritualità consista in regole e leggi diverse rispetto a quelle alle quali siamo solitamente soggetti dal punto di vista ordinario della materialità quotidiana. Concetti ed esperienze che possiamo comprendere a fondo soltanto sollevando il velo illusorio che nasconde la verità.

Ecco, questo è proprio l’invito espresso dall’autore e rivolto, più o meno indirettamente, a ciascuno di noi: ripristina quel dialogo sincero con te stesso, il quale ti consentirà di individuare il tuo vero volto che si nasconde oltre la maschera e la verità che giace oltre il velo di Maya.

Solo così potremo scoprire di che pasta siamo fatti, riconoscendo finalmente tutto il nostro potenziale illimitato.

Buona visione, dunque.

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2 commenti. Nuovo commento

Un film interessante che fa riflettere sulla condizione degli esseri umani. Grazie, non lo conoscevo.

Gianfranco Santiglia
7 Marzo 2017 7:46

Se ti interessa l’argomento puoi leggere i relativi libri da cui è stato tratto il film, in quanto la lettura è sicuramente più adatta e propedeutica all’argomento e offre i tempi e gli stimoli giusti per una riflessione più approfondita. A presto, perché vedo che il blog ti interessa, quindi continua gentilmente a scrivere lasciando il tuo prezioso contributo, grazie mille Manuela, un abbraccio.

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