“L’ultimo samurai” è un film con Tom Cruise del 2003 diretto da Edward Zwick candidato a quattro premi Oscar e a tre Golden Globe.

 Il film narra le vicende del capitano Nathan Algren, un  guerriero dall’ azione impeccabile ma un uomo in difficoltà, quasi alla deriva, in un mondo anch’esso instabile, devastato dalla guerra.

Un mondo che sta rapidamente trasformandosi, mentre si affaccia al ‘900.

Il capitano è un valoroso soldato che ha rischiato ripetutamente la vita per lealtà verso il suo paese, ma dagli anni della guerra civile e delle guerre indiane il mondo è per lui uno spazio incomprensibile, angusto, estraneo, irriconoscibile, in cui non riesce più a trovare dei validi punti di riferimento.

Un mondo nuovo in cui il pragmatismo prevale sugli ideali, la furbizia ha preso il posto del coraggio, l’interesse personale ha la meglio sul senso dell’onore, che ora non esiste più, e l’ azione impeccabile è intesa in termini di efficacia anche quando priva di valore etico.

Il capitano è disgustato da tutto, e da tutti, anche da se stesso, soprattutto per avere avuto un ruolo considerevole nelle guerre contro gli indiani, che lo hanno lasciato disilluso e angosciato.

Ha incubi continui, persino ad occhi aperti.

Smarrita la propria anima, si dà al bere.

In un universo molto distante e apparentemente del tutto diverso, in Giappone, un altro valoroso soldato, un samurai, deve fare anch’egli i conti con gli stessi cambiamenti e con simili difficoltà dovute all’impellenza della modernità che avanza, espropriando non solo territori, ma anche visioni, valori, codici comportamentali e l’onorevole tradizione, in cui

l’ azione impeccabile era una prerogativa dei guerrieri più arditi e valorosi.

In breve, anche il samurai vedrà, come Nathan, andare in pezzi il proprio mondo.

In suo nome è Katsumoto ed è l’ultimo erede di una nobile dinastia di samurai, che attraverso l’ azione impeccabile hanno consacrato la loro vita al servizio dell’imperatore e del paese.

Quando il capitano Nathan viene inviato in Giappone, per incarico dell’impero nipponico, allo scopo di addestrare l’esercito dell’imperatore ed eliminare i samurai ribelli presenti nel territorio, comandati proprio da Katsumoto, le loro strade si incontreranno e convergeranno al punto da dirigersi insieme, per mezzo dell’ azione impeccabile, nella medesima direzione.

Vediamo ora più da vicino chi erano i samurai e quale via percorrevano.

L’ azione impeccabile nella via del guerriero

I Samurai possedevano una forza d’animo, una determinazione e un controllo emotivo fuori dal comune, grazie ai quali potevano esercitare l’azione impeccabile propria della loro disciplinata filosofia di vita.

Il loro codice di onore, il Bushido, in cui peraltro si trovavano elementi del buddismo zen e dello scintoismo, aveva la funzione di indicare la “via del guerriero”, attraverso una condotta di vita ineccepibile e un insieme di norme comportamentali che disciplinassero l’intera casta guerriera.

Tale codice di condotta si differenziava da altri addestramenti militari già esistenti in quanto, oltre a contenere norme di disciplina bellica, sottolineava l’importanza di un comportamento etico retto e orientato all’ azione impeccabile .

Il samurai era tenuto a seguire scrupolosamente il codice d’onore, con assoluta impeccabilità e disciplina, in quanto proprio nella sua aderenza al codice comportamentale si decideva anche la rispettabilità della sua persona.

Una pratica costante, continua, quotidiana, che infine rendeva ineccepibile ogni suo gesto e azione.

Era la disciplina conquistata in una vita intera che rendeva il samurai padrone assoluto di sé e delle proprie azioni, assicurandogli la massima impassibilità e un assoluto autocontrollo da mettere in mostra in tutte le più disparate circostanze.

In ogni situazione i precetti del Bushido erano per il samurai la bussola attraverso cui orientarsi e lo strumento con cui ricevere il necessario conforto per esercitare l’ azione impeccabile .

Lungo l’arduo sentiero verso la realizzazione dei nostri migliori propositi noi tutti incontreremo ostacoli, intoppi e difficoltà d’ogni genere.

Possiamo allora imparare dagli antichi samurai l’atteggiamento disciplinato per procedere senza arrenderci e senza nemmeno perderci.

Ora sappiamo che c’è una via, la via dell’azione corretta, la via dell’ azione impeccabile che può portare enorme beneficio al benessere personale.

È tuttavia indispensabile essere disposti a sacrificare le proprie pulsioni egoiche sull’altare della verità, proprio  come ci mostrano i Samurai.

Come fare?

Per accedere a questa dimensione etica dobbiamo attingere con volontà e determinazione alla nostra forza interiore, come moderni samurai.

L’ azione impeccabile nel Bushido

I sette principi base e le regole morali su cui si fondava il Bushido erano i seguenti:

Gi – Onestà e Giustizia

Sii scrupolosamente onesto nei rapporti con gli altri, credi nella giustizia che proviene non dalle altre persone ma da te stesso. Il vero Samurai non ha incertezze sulla questione dell’onestà e della giustizia. Vi è solo ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.

Yu – Eroico Coraggio

Elevati al di sopra delle masse che hanno paura di agire, nascondersi come una tartaruga nel guscio non è vivere. Un Samurai deve possedere un eroico coraggio e ciò significa vivere in modo completo, pieno, meraviglioso. L’eroico coraggio non è cieco ma intelligente e forte.

Jin – Compassione

L’intenso addestramento rende il samurai svelto e forte. È diverso dagli altri, egli acquisisce un potere che deve essere utilizzato per il bene comune. Possiede compassione, coglie ogni opportunità di essere d’aiuto ai propri simili. Se l’opportunità non si presenta egli fa di tutto per trovarne una.

Rei – Rispetto e Cortesia

I Samurai non hanno motivi per comportarsi in maniera crudele, non hanno bisogno di mostrare la propria forza. Un Samurai è gentile anche con i nemici. Senza tale dimostrazione di rispetto esteriore un uomo è poco più di un animale. Il Samurai è rispettato non solo per la sua forza in battaglia ma anche per come interagisce con gli altri uomini.

Makoto – Onestà e Sincerità

Quando un Samurai esprime l’intenzione di compiere un’azione, questa è praticamente già compiuta, nulla gli impedirà di portare a termine l’intenzione espressa. Egli non ha bisogno né di “dare la parola” né di promettere. Parlare e agire sono la medesima cosa.

Meiyo – Onore

Vi è un solo giudice dell’onore del Samurai: lui stesso. Le decisioni che prendi e le azioni che ne conseguono sono un riflesso di ciò che sei in realtà. Non puoi nasconderti da te stesso.

Chugi – Dovere e Lealtà

Per il Samurai compiere un’azione o esprimere qualcosa equivale a diventarne proprietario. Egli ne assume la piena responsabilità, anche per ciò che ne consegue. Il Samurai è immensamente leale verso coloro di cui si prende cura. Egli resta fieramente fedele a coloro di cui è responsabile.

Osservando questi 7 precetti il Samurai si assicurava l’opportunità di avvicinarsi quanto più possibile all’ azione impeccabile .

Come dei moderni guerrieri anche a noi è concessa questa opportunità: ogni circostanza della nostra vita quotidiana è per tutti un’occasione per dimostrare il nostro valore e i principi etici che più ci ispirano.

Lasciamoci insieme ispirare all’ azione impeccabile dalla visione di questo bel film.

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