È possibile comprendere come funzioniamo e come funziona veramente l’universo?

È questo l’obiettivo di questo video uscito nel 2004 negli Stati Uniti, distribuito in più di 30 paesi, che ha venduto oltre un milione di copie.
“What the Bleep do we known?”, insieme ad altri libri e video illuminanti, sta progressivamente contribuendo al risveglio delle coscienze che si respira in tutto il mondo!

In che modo?

Restituendoci ciò che da tanto tempo ci era stato tolto e che noi abbiamo permesso ci venisse sottratto: l’idea di essere artefici, architetti, maestri del nostro destino.

Nel video si sottolinea più volte il principio fondamentale secondo il quale possiamo incidere attivamente sulla materia e quindi sulla realtà.

La materia non è statica e il pensiero la influenza continuamente: l’osservatore si fa sperimentatore della realtà. Per il cervello non c’è differenza tra ciò che vede e ciò che immagina, e tutti noi vediamo solo ciò che crediamo possibile.

È necessario dunque rimettere in gioco il nostro pensiero e le relative credenze a proposito della realtà.

Ci aiutano a farlo i protagonisti di questo bel documentario costruito come se fosse un film.

Gli scienziati, i ricercatori e i filosofi che danno voce al dibattito interno al film indagano il mistero della vita e dell’universo, proponendoci risposte inusuali in relazione alle domande fondamentali che l’essere umano da sempre si pone.

Professionisti ed esperti dei loro rispettivi ambiti che ci aiutano a spalancare dinanzi a noi grandi scenari e contribuiscono ad aprire le nostre menti a concetti finora impensabili e raramente esposti prima con chiarezza ed efficacia.

Finalmente la scienza, la filosofia e la teologia parlano la medesima lingua e a noi è dato modo di capirla. Un linguaggio che propone una interpretazione completamente nuova di ciò che siamo, di come funzioniamo e della realtà in cui viviamo.

Perché ciò fino a poco tempo fa ci accadeva di vederlo, sentirlo e leggerlo tanto raramente?

Perché molti anni fa, da tempo immemore ormai, la scienza e la religione si sono separate, diventando antagoniste nel grande gioco della vita e delle sue relative spiegazioni e scoperte. Dobbiamo invece considerare scienza e religione come due facce della stessa medaglia. Entrambe aiutano a spiegare come funzioniamo e come funziona l’universo, avvicinandoci così al significato e al mistero dell’esistenza e al suo prezioso disegno e progetto, che spesso coincide con il nostro.

Di fatto, soltanto quando scienza e religione collaborano, integrandosi vicendevolmente, possono garantirci quelle risposte esaurienti e appaganti che molti di noi, in cuor loro, cercano. Ed è soprattutto essenziale che si integrino nella nostra forma mentis.

Con  l’indispensabile supporto della fisica quantistica, il video ci accompagna all’interno di un universo che è più bizzarro e vivo di quanto abbiamo spesso immaginato, un universo in cui la nostra facoltà di osservarlo ci rende dei partecipatori attivi, costruttori e creatori di realtà.

Ma ci accompagna anche oltre, fino ai margini estremi della nostra conoscenza scientifica e della coscienza umana, investigando la chimica del corpo e la struttura cerebrale.

Insomma, ci aiuta a chiarire davvero come funzioniamo .

Grazie al contributo dei ricercatori multidisciplinari qui presenti è inoltre possibile riportare l’attenzione sulle domande essenziali che da sempre incuriosiscono l’essere umano, del tipo:

  • Chi sono e da dove vengo?
  • Cosa ci faccio qui e dove andrò dopo la morte?
  • Di che cos’è fatto un pensiero?
  • Come si crea un’emozione?
  • Di che cos’è fatta larealtà?
  • Come può un pensiero modificare la natura della realtà?
  • Come posso vincere le mie dipendenze e la mia tendenza a sabotarmi continuamente?

La scienza coltivata nella visione qui evidenziata dal regista  non porta soltanto al mondo materiale, ma nel profondo del regno “invisibile” della spiritualità, rendendolo più vicino e comprensibile.

Dopotutto, se l’osservazione influenza l’esito di quanto osservato, noi non solo siamo parte dell’universo, ma ne siamo parte attiva, e questo ha una notevole implicazione tanto per la scienza che per la religione… non istituzionalizzata.

Se i pensieri sono più di attivazioni neurali casuali, cos’è la coscienza e che parte ha in tutto questo?

Se esiste un potere più elevato, è veramente accessibile a tutti?

Dov’è la linea di demarcazione tra là fuori e qui dentro?

A voi dunque  le risposte, ma non prima di esservi gustati questo interessante video, che ci restituisce dignità e ruolo attivo come esseri umani, alla ricerca delle infinite possibilità con cui creare ed elevare la nostra realtà esistenziale, giorno dopo giorno.

Concludendo, se questo è quanto propone il video, cosa non dovete aspettarvi da questo film?

Non vi aspettate delle risposte definitive, quelle spettano a voi!

A ciascuno di noi.

Attendetevi però una “visione” e l’opportunità di scuotervi attraverso di essa: infatti, con l’ausilio dei suoi eccentrici protagonisti, il contenuto del video evidenzia domande che attivano, arricchiscono ed espandono la mente e la coscienza, e talvolta ribaltano le nostre ordinarie concezioni e le apparenti sicurezze.

È un film che non ci indica la via, ma le infinite possibilità, gli innumerevoli sentieri tra i quali possiamo scegliere.
Ha il compito di ricordarci il libero arbitrio, la forza interiore, il potere creativo e decisionale in noi.

Il potere è in noi e anche la capacità di esprimerlo al meglio.

Pensiamo spesso di doverci recare ogni giorno sullo stesso posto di lavoro, percorrendo la medesima strada, facendo continuamente gli stessi gesti ripetitivi, con i medesimi pensieri, emozioni, sensazioni, per sentirci in quello stesso modo.
Eppure, non è così! Non lo è, se non lo vogliamo!

Se lo desideriamo e cerchiamo con il giusto intento possiamo tutti scoprire le infinite possibilità con cui vivere apprezzando veramente l’esistenza, con la sua abbondanza e la grande opportunità di goderci creativamente la realtà quotidiana , come esseri liberi e consapevoli, capaci di scegliere, a partire dai propri pensieri e dalla forza che ci contraddistingue.

La strada verso la felicità, secondo me, ricomincia da qui.

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