Riuscire a prepararsi al punto successivo nel tennis , accompagnandosi adeguatamente con le abilità mentali, tattiche, fisiche e tecniche di cui si dispone, è la vera forza di ogni giocatore di successo. Dopotutto, sono questi i 4 pilastri del tennis su cui edificare il proprio tempio del successo, e servirsene in modo sistemico e sinergico consente di impiegare al meglio se stessi e la propria forza interiore.

In senso pratico, significa saper costruire punto su punto, secondo le proprie necessità e possibilità, senza lasciare nulla al caso né di intentato, assumendoci la piena responsabilità della situazione, evitando così di subire passivamente le circostanze.

E per poterlo costruire, il punto, dobbiamo saperlo preparare, tenendo sempre presente che la qualità dei momenti che precedono la giocata del punto spesso ne determina anche l’esito.

Sapere come prepararsi al punto successivo nel tennis , mantenendo una corretta predisposizione psicofisica, e riuscire a farlo al meglio quante più volte possibile durante l’incontro, spesso fa la differenza nel punteggio finale.

Ciò ci induce, per quanto ci attiene, a diventare gli architetti del nostro destino, e non dei semplici manovali, i registi e i protagonisti indiscussi della propria storia, non soltanto una sbiadita comparsa.

Penso che l’importanza di questo passaggio sia chiara a tutti anche nella gestione di una partita di tennis, soprattutto se desideriamo ottenere il successo o quanto meno realizzare una prestazione ottimale.

Proviamo allora a vedere come prepararsi al punto successivo nel tennis , senza trascurare nulla.

PREPARARSI AL PUNTO SUCCESSIVO NEL TENNIS

Qualunque giocatore di tennis sa che in ogni partita ci sono dei punti più importanti di altri, anche se soltanto con il senno di poi possiamo effettivamente constatare quali lo siano stati davvero.

Il tennis è infatti uno sport in cui puoi anche vincere meno punti del tuo avversario, eppure assicurarti ugualmente la vittoria finale.

È anche vero, per altri versi, che tutti i punti sono in qualche modo importanti, anche se per ragioni diverse, in quanto ciascun quindici nel tennis non ha soltanto una funzione di punteggio, ma anche quella di confermare e rafforzare le nostre sensazioni positive e attraverso di esse la nostra autostima e l’autoefficacia, che in senso mentale e psicologico non hanno prezzo nell’economia di una competizione sportiva, e non solo.

La questione delicata che peraltro si accompagna a questa è: sapere alcuni punti più importanti di altri ti induce, personalmente, a giocarli in modo più deciso e consapevole, e quindi efficace, oppure li carica di troppi significati e pressione, impedendoti di esprimere per come sai?

In quest’ultimo caso è preferibile non pensare in termini di punteggio e risultato, ma di prestazione, ricordandoti di restare nel qui e ora, in modo da ancorarsi alle sensazioni e alla respirazione profonda anziché alle aspettative o altro.

E poi, c’è pure un’altra questione che non è certo secondaria: come posso mantenere una concentrazione duratura nell’arco dell’intera partita?

Questo talvolta è difficilissimo anche per i campioni più navigati, anche se loro certo sanno come praticare l’attenzione rilassata,  che è il grande segreto del campione di ogni diversa disciplina sportiva e la via d’accesso più importante ai momenti di flow.

Talvolta, occorre allora, per i più, fare delle scelte e orientare la propria attenzione verso i momenti topici, cercando di aggiudicarsi i punti più caldi del match.

Ma è possibile accendersi e spegnersi a piacimento?

ATTIVAZIONE E DISATTIVAZIONE

Il tennis è ritmo.

Al pari della vita, di cui peraltro il tennis è una perfetta metafora, è fatto di un’alternanza fasica costituita da tempi di azione/reazione e di pausa/riflessione.

Questi ultimi sono i tempi e i necessari momenti di transizione, di preparazione e studio che precedono le nostre azioni concrete, e non si traducono assolutamente in termini di passività, almeno non nella connotazione negativa e fuorviante che come occidentali attribuiamo a questo termine, dimenticando spesso che stare fermi non significa affatto non fare nulla.

È senza dubbio più corretto e adeguato, nel tennis, esprimerci in termini di attivazione/disattivazione.

La regola di base è che una corretta attivazione nasce sempre da una adeguata disattivazione, la quale consente un funzionale e propedeutico rilassamento, accompagnato da distacco, distanza emotiva e abbandono.

Un cocktail preparato alla giusta temperatura con corrette proporzioni.

È questa miracolosa mistura a creare la quiete perfetta prima che si scateni la tempesta, come la natura ci mostra e insegna in mille altri modi possibili attraverso la sua attenta osservazione.

Avete mai osservato, per esempio, l’immobilità rilassata di un felino prima di lanciarsi sulla preda?

Non è forse anch’essa una perfetta combinazione di intenzione e preparazione?

Proprio come la nostra concentrazione prima di giocare un punto importante, in cui prima di attivarci dobbiamo per un attimo raccoglierci e disattivarci, in modo da risvegliare ciò di cui abbiamo più bisogno in quel frangente.

L’ATTIVAZIONE PER PREPARARSI AL PUNTO SUCCESSIVO NEL TENNIS

L’attivazione, detta arousal in lingua inglese, ha i suoi segnali tipici.

Il mio consiglio è quello di controllare sempre il proprio livello di attivazione prima di prepararsi al punto successivo , in modo da poter correggere il proprio assetto psicofisico.

Andiamo a elencare gli aspetti che maggiormente caratterizzano un eccesso di attivazione, deleteria in campo, che possiamo definire sovra attivazione:

  • Respiro accelerato, irregolare e superficiale.
  • Sensazione soggettiva di ansietà.
  • Tensione e rigidità muscolare.
  • Aumento della frequenza cardiaca.
  • Innalzamento della pressione arteriosa.
  • Affaticamento generale.
  • Scarso controllo delle risposte emotive.
  • Pensieri non focalizzati sull’obiettivo.
  • Scarsa attenzione e concentrazione.
  • Continue interferenze relative alla partita interiore.
  • Forte autocritica.

RIMODULARE L’ATTIVAZIONE

Occorre a questo punto, prima della ripresa del gioco, prepararsi al punto successivo nel tennis , rimodulare il processo di attivazione orientandolo in termini qualitativi, passando per esempio attraverso una adeguazione disattivazione, che miri a abbassare il livello di eccitazione e tensione, riequilibrando il processo energetico e le corrispondenti risposte mentali, emozionali e fisiche.

Come?

Si agisce immediatamente sul respiro, cercando di renderlo più consapevole, profondo, lento, ampio.

Quindi si agisce sul tono muscolare attraverso la decontrazione fisica che facilita disattivazione e rilassamento. Partendo per esempio dall’arto dominante che impugna la racchetta.

Ci si sposta infine verso la focalizzazione dell’attenzione verso aspetti mirati al di fuori di noi, per esempio sulle corde della racchetta o sul grip, poi su aspetti interiori positivi, accompagnandosi con un dialogo interiore adeguato, dei suoni calmanti e dei mantra efficaci, centrati sui principi chiave da applicare in campo.

Per ultimo si ritorna all’atteggiamento mentale, riportando la competizione al giusto ruolo, che è soprattutto quello di divertirsi offrendo il meglio di sé.

Una ricostruzione che è una perfetta combinazione e modulazione di aspetti mentali, emozionali, fisici ed energetici, ideale per affrontare ogni singolo punto.

LA DISATTIVAZIONE PER PREPARARSI AL PUNTO SUCCESSIVO NEL TENNIS

Anche un’eccessiva disattivazione, o sottoattivazione, definita in inglese under-arousal, non è positiva. Il mio consiglio è dunque quello di verificare il proprio livello e la qualità della disattivazione prima di approcciarsi al gioco, in modo da prepararsi al punto successivo nel tennis correggendo il proprio assetto mentale, emozionale e fisico.

Andiamo dunque ad evidenziare i segnali tipici di un’eccessiva sottoattivazione:

  • Sensazione di mancanza di energia.
  • Demotivazione e disinteresse.
  • Distrazione e scarsa concentrazione.
  • Considerevole riduzione di tensione e ansietà.
  • Passività, noia, pigrizia.
  • Mancanza di reattività.
  • Sensazione di frustrazione e impotenza.

Da questi tipici segnali appare evidente che quando ci si sposta da un momento di sottoattivazione o disattivazione ad uno di attivazione, prima ad esempio di giocare un punto per prepararsi al punto successivo nel tennis , bisogna operare un corretto processo di transizione e modulazione applicando delle adeguate strategie di riattivazione.

RIMODULARE LA DISATTIVAZIONE

Rimodulare adeguatamente la disattivazione significa trasferirsi e traghettarsi mentalmente, quindi a livello emozionale, fisico ed energetico, verso una nuova e corretta fase di attivazione.

Come?

È possibile incrementare rapidamente il livello di attivazione spostando l’attenzione sul processo respiratorio, rendendolo più consapevole e funzionale allo scopo.

Quindi risvegliamo la mobilità del corpo con dei saltelli e quel che più ci aggrada.

Mentalmente, nel frattempo, rivediamo obiettivi e piani d’azione, rievocando la motivazione.

A questo scopo risvegliamo anche le energie delle emozioni, che sono un prezioso carburante.

Riformuliamo anche il processo di attivazione con un adeguato dialogo interiore atto a stimolarci.

Ci accompagniamo infine, a questo puto, con delle visualizzazioni adeguate e, se e quando necessario, con il recupero mentale di passate esperienze positive, prese anche in prestito e mutuate dal bagaglio altrui. Spesso, infatti, impariamo anche per imitazione.

COSA FARE TRA UN PUNTO E L’ALTRO

Tra un punto e l’altro, nel tennis, abbiamo poco più di una manciata di secondi, massimo mezzo minuto che si assottiglia ulteriormente da quando la nostra consapevolezza riprende il reale controllo della situazione. E non sempre questo avviene.

Per ottimizzare questo tempo e prepararsi al punto successivo nel tennis, ecco alcune proposte pratiche attraverso un decalogo studiato attentamente per i tennisti di ogni livello.

Un largo ventaglio di possibilità tra cui puoi scegliere anche tu, tenendo conto del tuo temperamento e delle tue specifiche necessità, uniche e personali.

Una proposta che ha lo scopo di invitarti a sfruttare al meglio ogni possibile pausa di non gioco, che è anche la messa a punto di quanto detto finora a proposito delle fasi di attivazione e disattivazione.

DECALOGO PER PREPARARSI AL PUNTO SUCCESSIVO NEL TENNIS

  • Respirazione completa.
  • Decontrazione fisica.
  • Zittire la mente e allontanare le interferenze della Partita Interiore.
  • Distanza emotiva.
  • Focus interno ed esterno.
  • Dialogo interiore propositivo.
  • Rituali specifici di gioco e ancoraggi mentali.
  • Orientare e modulare l’attenzione rilassata.
  • Scegliere la giocata e visualizzarla dettagliatamente.
  • Riattivazione fisica.

COSA EVITARE ASSOLUTAMENTE

  • Testa ai punti precedenti.
  • Preoccupazione ai punti successivi.
  • Mancanza di motivazione ed energia.
  • Legittimazione delle nostre Zone Erronee.
  • Mancanza di strategia e chiarezza.

LA SINTESI FINALE: I+A-T

La sintesi del decalogo è rappresentata dalla nostra formula della prestazione ottimale riproposta nei precedenti articoli: P=I+A-T, ovvero la Prestazione dipende dall’intensità della nostra Intenzione  e dall’Attenzione che naturalmente la segue quando riusciamo a eliminare le Interferenze interiori ed esterne.

Tradotto sul campo da tennis, significa che quando hai appena finito di giocare un punto, e ti appresti a giocarne un altro, scegli intenzionalmente il tipo più funzionale di atteggiamento da incarnare a tutti i livelli e orienta la tua attenzione in modo rilassato verso questa scelta.

Quindi elimina le interferenze e le tensioni con il respiro consapevole.

Scegli, procedi con attenzione e in modo rilassato, elimina il superfluo.

Che tu sia in risposta o al servizio, applica questa formula abbinandovi i rituali  di gioco che maggiormente ti allontanano dalle tue Zone Erronee concedendoti sufficiente respiro e libertà d’azione nella tua Partita Interiore.

Se ti aiuta, considera la situazione di gioco in cui versi, il punteggio, il momentaneo feeling con la palla in cui momentaneamente ti trovi, quello del tuo avversario, e scegli di conseguenza il tipo di servizio o la risposta, se e quando ne hai l’opportunità.

Oppure, prima di ogni punto azzera semplicemente tutto e pensa soltanto a queste semplici cose da fare:

  • respira a fondo,
  • rilassa rapidamente il corpo partendo dalla mano che tiene la racchetta,
  • riporta l’attenzione prima fuori di te e poi in connessione con l’interno,
  • quindi riattiva il corpo fisico.

Questo è un rituale ormai noto e forse anche naturale per tanti tennisti professionisti e non.

È anche noto come i 4 passi di Loher.

Ti aiuterà a gestire al meglio le tue emozioni, i pensieri e lo stress inerente ad alcuni delicati momenti del match, l’ideale per prepararsi al punto successivo nel tennis .

Parola di Coach! gianfranco santiglia parola di coach


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