Quando riusciamo a valorizzare adeguatamente i nostri punti di forza nel tennis ci assicuriamo la possibilità di avvicinarci alle nostre migliori prestazioni e, attraverso di queste, lanciarci risoluti verso la vittoria e il successo finale.

All’opposto, quando emergono soprattutto le nostre debolezze, in quanto indugiamo pericolosamente nelle Zone Erronee delle nostre mappe performative, diventa un’impresa titanica realizzare i nostri obiettivi, anche i più semplici.

Talvolta appare evidente quanto le nostre mappe mentali disegnate finora risultino inefficaci per realizzare prestazioni di picco e la necessità di riscriverle diventa quindi sempre più impellente.

A questo scopo è necessario prendere coscienza di quali siano i nostri maggiori punti di forza nel tennis dal punto di vista mentale, che nel precedente post ho denominato Indicatori,  in modo da utilizzarli, grazie al supporto delle Aree di Sosta, come dei trampolini di lancio verso il futuro desiderato.

Ma oltre a sottolineare i nostri punti di forza nel tennis , non dobbiamo dimenticare di mettere in debita evidenza anche le nostre fragilità, allo scopo di riconoscerle per poterle proteggere.

Nel tennis esse costituiscono delle pericolose Zone Erronee da evitare ad ogni costo per assicurarci le nostre migliori prestazioni.

È proprio per questa ragione che la nostra dettagliata analisi parte proprio da queste.

LE ZONE ERRONEE

Tutto ciò che per noi, come tennisti, non è vero, né buono, né utile.

In qualità di tennisti, le zone erronee della mappa performativa nel tennis corrispondono alle nostre peggiori inclinazioni mentali e comportamentali e a tutto ciò che alimenta la tendenza a scegliere un atteggiamento inefficace rinforzando l’apprendimento negativo.

In questo modo continuiamo a depotenziarci e a innescare pericolose spirali discendenti e sterili circoli viziosi destinati a replicarsi inconsapevolmente attraverso il meccanismo psicologico inconscio della coazione a ripetere e della compulsione.

Ne fanno parte le interferenze mentali ed emozionali che coinvolgono il tennista nelle loro forme più disparate, riconoscibili in:

  • Atteggiamenti disfunzionali.
  • Deresponsabilizzazione (vittimismo, ricerca di alibi, scuse, proiezioni…).
  • Credenze limitanti.
  • Giudizio e autocritica eccessiva.
  • Emozioni incontrollate, depotenzianti, nocive e tossiche in forma estrema (paura, rabbia, tristezza, preoccupazione, disgusto, disprezzo…).
  • Autosabotaggi vari (pensieri, dialoghi, affermazioni…).
  • Mancanze o eccessi.
  • Focus sulle proprie mancanze (occhio rivolto al deficit anziché al potenziale).

 Nel campo da tennis, durante i match più importanti e in modo particolare nelle zone davvero calde della partita, quando il punteggio è in bilico o in prossimità di una svolta positiva o negativa dell’incontro, le interferenze mentali ed emozionali vengono a trovarci con una maggiore frequenza del solito per testare di che pasta siamo davvero fatti, evidenziandosi in generale con atteggiamenti disfunzionali di diverso tipo, a partire dal più grave: la deresponsabilizzazione.

La deresponsabilizzazione è l’atto del sottrarsi alle proprie respons-abilità, ovvero di non risultare più abili nell’offrire dei responsi e delle risposte concrete. La tendenza a non assumerci fino in fondo le nostre responsabilità ci fa sentire e ci rende vittime delle circostanze, impotenti, inducendoci a cercare mille alibi e scuse (le palline, il campo, il sole, il vento, la tensione delle corde, la sfortuna…) per legittimare i nostri comportamenti e le azioni.

In realtà ci stiamo delegittimando, come persone e come tennisti.

La mancanza di responsabilità e le altre interferenze delle nostre Zone Erronee bussano alla nostra porta con una certa insistenza nei nostri momenti più difficili e raramente resistiamo alla tentazione di aprirgli, per constatare che hanno spesso sembianze cangianti e talvolta irriconoscibili.

Quando assumono la forma di credenze limitanti decidono per noi a priori il modo come ci comporteremo e affronteremo il disagio che si sta presentando, spesso in maniera inadeguata rispetto all’effettiva richiesta del problema e del compito da superare in campo.

Il giudizio e la critica eccessiva cui ci abbandoniamo con frequenza nel campo da tennis abbassano repentinamente il livello della nostra autostima e l’efficacia realizzativa.

Nelle vesti di emozioni incontrollate queste interferenze minano il nostro equilibrio emotivo al punto di soccombere a stati interiori che non agevolano le necessità sul campo. Pensate per esempio alla paura e alle sue conseguenze sul nostro corpo, sulla mente e sull’efficacia tecnica.

Oppure anche alla rabbia, sebbene quest’ultima possa fungere talvolta da carburante se riusciamo a volgerla momentaneamente nella giusta direzione, e non certo contro di noi.

Gli autosabotaggi, che spesso prendono il posto della nostra volontà consapevole, risultano in campo dei veri e propri atti di suicidio, che perlopiù attuiamo attraverso un dialogo interiore volto a denigrarci e disprezzarci, con affermazioni terribili che la nostra mente confeziona con cattiveria dirigendole alla parte di noi deputata all’azione, magari sottolineando le mancanze di cui siamo colpevoli o gli eccessi, presunti e reali.

In generale, in questi momenti di difficoltà, siamo incapaci di guardare a noi stessi con l’occhio del potenziale, cioè constatando cosa siamo bravi a fare, preferendo all’opposto uno sguardo che privilegia un focus spostato sull’ottica del deficit, cioè volto a tutto ciò che in quel momento ci manca o non siamo abbastanza capaci di fare in quella situazione di gioco.

LE AREE DI SOSTA AL SERVIZIO DEI PUNTI DI FORZA NEL TENNIS

Tutto ciò che per noi, come tennisti, è particolarmente utile.

In quanto tennisti, le Aree di Sosta corrispondono a ciò che alimenta, offre riposo, ristoro, conforto, sostegno, poiché potenzialmente in grado di rigenerare le energie, la motivazione e le risorse a nostra disposizione. Esse si pongono al servizio degli Indicatori, che sono i nostri veri punti di forza nel tennis .

Più nel dettaglio, le Aree di Sosta costituiscono mezzi e tecniche di supporto al nostro potenziale.

Nella pratica si traducono in strumenti che consentono alla mente una perfetta concentrazione rilassata, al fisico di essere decontratto e reattivo al punto e nei momenti giusti e alla tecnica di emergere con quella fluida continuità che esalta i nostri punti di forza nel tennis .

Ne fanno parte quegli elementi ed aspetti che facilitano il nostro compito in campo:

  • Attenzione rilassata.
  • Presenza consapevole nel qui e ora.
  • Respirazione completa.
  • Dialogo interiore e persuasione verbale.
  • Mantra, affermazioni e parole chiave.
  • Visualizzazioni mirate.
  • Attivazione sensoriale.
  • Ancoraggi e rituali.

Nel campo da tennis, l’attenzione è un aspetto fondamentale che potenzialmente è in grado di esaltare i nostri punti di forza nel tennis come pure nella vita. Rendersi conto di dove e di come è orientata la nostra attenzione fa tutta la differenza possibile, per esempio quella tra un’ottima ed una pessima prestazione e, spesso, persino quella tra vincere e perdere.

Occorre allora stare particolarmente attenti alla nostra attenzione e farlo in modo rilassato, così da non innescare inutili tensioni o uno sforzo eccessivo, controproducente, che bruci troppa energia psicofisica.

L’attenzione, peraltro, consente alle nostre intenzioni di manifestarsi in modo chiaro e ordinato e all’energia di concretizzarsi perfettamente nelle azioni pianificate. Un’attenzione orientata male si concentrerà esclusivamente sugli aspetti negativi, incrementandoli e attraendoli sempre più come un potente magnete.

Una buona attenzione ben distribuita si traduce in una continua presenza consapevole nel qui e ora, che attraverso una mente lucida presidia i nostri atteggiamenti e le azioni dettandone ritmi e modalità.

La respirazione è senza dubbio il mezzo privilegiato, lo strumento per eccellenza più idoneo a costruire i ponti necessari tra la parte mentale e quella emozionale e fisica: un ponte ideale per consentire alla presenza consapevole di facilitare le nostre intenzioni e azioni in campo, agendo sempre da supporto e mai da interferenza.

Una corretta respirazione è profonda, diaframmale, naturale e mai forzata né superficiale, scandita da 4 tempi: inspirazione/pausa-espirazione/pausa, là dove quella breve pausa ha la funzione di incrementare consapevolezza ed equilibrio. Quando ben realizzata, la respirazione ci consente di facilitare, ottimizzare ed esaltare le nostre potenzialità e tutti i punti di forza nel tennis .

Uguale funzione di facilitazione, nel campo da tennis, l’assume il dialogo interiore, che nell’ottica soprattutto della persuasione verbale ci convince in merito alla nostra autoefficacia e sostiene adeguatamente i nostri impegni attraverso parole chiave e affermazioni ripetute di continuo durante il match come dei mantra ipnotici potentissimi che accompagnano le diverse fasi di gioco.

Il potere e il valore della visualizzazione è stato ribadito più volte anche a livello scientifico; la sua funzione in campo è di anticipare e rafforzare le nostre intenzioni in merito alle giocate da effettuare e a tutti quegli aspetti che il Coaching sportivo intende come futuro desiderato.

A questo proposito, ricordiamo che la nostra mente non fa alcuna distinzione tra la realtà e ciò che è in grado di immaginare perfettamente, avvalendosi di un’adeguata e completa attivazione sensoriale.

Vista, udito, tatto, olfatto e gusto assumono anche nel campo da tennis un ruolo essenziale per ottimizzare le nostre prestazioni e potenziare i nostri punti di forza nel tennis , aiutandoci per esempio a concentrarci meglio e a spostare  intenzionalmente l’attenzione sugli aspetti desiderati; inoltre, attraverso l’uso corretto e consapevole dei 5 sensi in campo è possibile diluire la pressione per spostarla efficacemente dal piano mentale-emozionale a quello fisico deputato al fare.

Attraverso la visualizzazione e l’attivazione sensoriale possiamo costruire dei solidi ancoraggi mentali e degli efficaci rituali che possono incentivare i nostri punti di forza in campo.

Il rituale, per un tennista sotto pressione, svolge la funzione di aumentare la stabilità e agisce come un rinforzo per i suoi punti di forza e un elemento di rassicurazione per le sue debolezze. Ogni tennista si costruisce più o meno consapevolmente i propri rituali, che utilizza soprattutto nel pre-gara, durante i cambi di campo e, talvolta, tra un punto e l’altro, per esempio prima del servizio e/o della risposta.

I rituali agiscono come degli ancoraggi, ovvero come rinforzi, appigli, agganci per la nostra mente, per le emozioni e per il corpo, che i tennisti possono prontamente richiamare in campo per attingere dai propri punti di forza e per proteggere le vulnerabilità.

GLI INDICATORI: I VERI PUNTI DI FORZA NEL TENNIS

Tutto ciò che per noi, come tennisti, è vero, buono e utile.

In qualità di tennisti gli Indicatori corrispondono  alla nostra stessa essenza, all’immagine positiva che di noi alimentiamo e proiettiamo all’esterno,  e si traducono nel circuito virtuoso e potenziante che cerchiamo di costruire con la mente e con le azioni.

Gli Indicatori, che costituiscono i nostri veri punti di forza nel tennis dal punto di vista mentale, ci danno il segnale di via libera suggerendoci di seguire liberamente il flusso nella direzione intrapresa.

Ne fanno parte:

  • Feedback positivi.
  • Concentrazione focalizzata sul compito.
  • Virtù (coraggio, amore, saggezza, temperanza, giustizia, trascendenza).
  • Potenzialità (umiltà, intelligenza, lungimiranza, audacia, perseveranza, generosità, gratitudine, autocontrollo, equità, ottimismo, entusiasmo…).
  • Benessere e felicità.
  • Divertimento.
  • Emozioni potenzianti.

Nel campo da tennis gli Indicatori sono immediatamente evidenti e riconoscibili in risposta alle nostre intenzioni, scelte e azioni; come dei boomerang perfettamente lanciati riceviamo segnali e feedback positivi in risposta ogni volta che ri-percorriamo schemi comportamentali e di gioco efficaci, che diventano punti di forza nel tennis da ricercare spesso durante l’incontro per consolidare le nostre certezze. Possono essere interni e provenire dal nostro corpo e dalle conseguenti azioni, oppure giungere dall’esterno: dall’ambiente, dal pubblico dal nostro team.

Questa sensazione piacevole e rassicurante che consegue ai feedback positivi ci consente una perfetta concentrazione focalizzata sul compito complessivo da svolgere e su tutte le micro azioni necessarie a completarlo a brevissimo termine, nel qui e ora dell’incontro, ad ogni punto.

Quando siamo ben ancorati a ciò che facciamo, concentrati sul compito da realizzare e su tutto ciò che questo comporta, le nostre migliori virtù non stentano né tardano a manifestarsi.

Le virtù rappresentano la potenzialità di fondere essere e agire, e nel campo da tennis questo è fondamentale.

Esse sono, più specificatamente, il contenitore generale attraverso cui si esprimono e muovono le nostre migliori  potenzialità, la cornice della tela su cui andremo ad apporre le nostre uniche ed irripetibili pennellate, riconoscibili come il coraggio, l’amore, la saggezza, la temperanza, il senso di giustizia e la capacità di trascendenza.

Nel campo da tennis, il coraggio, ovvero la capacità di governare la paura nel perseguimento delle proprie mete, ha un ruolo essenziale e insostituibile. L’amore, l’attitudine a dare e a ricevere, rende possibile che trattiamo noi stessi e ciò che facciamo con rispetto, generosità e gratitudine.

È necessario, a lungo termine, che il tennista ami davvero ciò che fa e il modo in cui riesce a farlo, e che ami se stesso in modo incondizionato, indipendentemente dai risultati che riesce a realizzare.

La saggezza, che è la facoltà attraverso la quale tendiamo ad elaborare il senso dell’esistenza, ci aiuta a servirci dell’esperienza per fare la cosa giusta nel momento più opportuno, anche nel campo da tennis.

Con la temperanza siamo in grado di governare gli eccessi, in campo e fuori, equilibrando le nostre polarità che spesso si accentuano in campo. Con l’esercizio corretto della giustizia ci garantiamo la possibilità a lungo termine di convivere civilmente con i colleghi e con ciò che facciamo; infine, attraverso la trascendenza realizziamo la necessaria armonia per goderci la bellezza come motivo ispiratore delle nostre manifestazioni, in campo come pure nella vita.

Che cosa e quali sono invece, in generale, le potenzialità?

La potenzialità è uno specifico e concreto tratto caratteriale attraverso il quale manifestiamo la nostra essenza ed ha una variegata modalità di applicazione, espressione e manifestazione.

Come si riconoscono le nostre potenzialità?

Esse si manifestano in circostanze specifiche della nostra vita e nella carriera tennistica, per esempio quando ci appelliamo alla nostra forza interiore e a quelle caratteristiche che ci aiutato a superare le avversità; ci permettono di esprimerci al meglio e di sentirci a nostro agio nelle situazioni anche più difficili, esprimendo ciò che più ci rappresenta agli occhi degli altri e che tutti ci riconoscono e apprezzano,  spesso, come tratto unico e irripetibile: la nostra stessa essenza.

Includiamo ora alcune tra le potenzialità necessarie ad affrontare in generale una performance, dei veri e propri punti di forza nel tennis che non possono mancare nella mappa mentale del tennista di livello.

Per esempio, mi piace partire dall’umiltà; questa componente non dovrebbe mai essere carente in un buon tennista, o in chi ambisce a diventarlo, in modo da spingerlo a migliorarsi continuamente da ogni punto di vista, come i big del nostro sport preferito ci mostrano con costanza.

Ad un tennista, come ad ogni sportivo, non possono inoltre mai mancare la perseveranza, la diligenza e la lungimiranza necessarie a cogliere gli obiettivi sfidanti a lungo termine.

In termini di intelligenza, al tennista è utile discernere e ragionare tanto in termini di pensiero razionale-analitico che di intelligenza sportiva ed emotiva; per mezzo di quest’ultima l’individuo è capace di riconoscere e accogliere le proprie emozioni e comprendere cosa accade emotivamente non solo nel proprio campo ma anche dall’altra parte della rete, il che è molto utile.

Dal punto di vista energetico è auspicabile che il giocatore si butti anima e corpo in ciò che sta facendo, vivendo con passione ed entusiasmo la propria condizione di tennista.

Servirsi del proprio humor  ci porterà a sdrammatizzare in molte circostanze in cui cresce la tensione, prendendone la giusta distanza, ricordandosi il significato e il valore di questo gioco nella propria vita.

Quando siamo in grado di manifestare pienamente le nostre virtù e le potenzialità in campo ne scaturisce immediatamente un senso di felicità e benessere e di puro divertimento per quello che facciamo, fattori che ulteriormente si dispongono a beneficio della prestazione, sospingendoci verso emozioni potenzianti e piacevoli che ci è utile seguire come segnali apripista; esse facilitano l’esperienza di picco del flow tennis di cui abbiamo spesso parlato.

LA MAPPA MENTALE DEL TENNISTA NEL CAMPO DA TENNIS

In accordo con quanto detto nel precedente articolo  a proposito della nostra mente vista come un campo di gioco, allo scopo di chiarire ulteriormente attraverso una sintesi pratica finale, ecco riproposte sul campo da tennis le diverse posizioni che occupano le nostre Zone Erronee, le Aree di Sosta e gli Indicatori di direzione corretti.

Utilizzando i principi del semaforo, specificheremo le Zone Erronee con il colore rosso, le Aree di Sosta con il colore giallo e gli Indicatori con il colore verde.

Se la nostra mente fosse un campo da tennis, le nostre Zone Erronee mentali si posizionerebbero in campo molto decentrate rispetto al necessario, per esempio troppo oltre la riga di fondo campo, dove si fa una grande fatica a giocare e a spingere la palla, oppure a metà campo, nella cosiddetta “terra di nessuno”, o anche a rete in prossimità del corridoio. Insomma, tutti possono facilmente capire che quando occupiamo queste zone del campo diventa estremamente difficile vincere il punto.

Per contro, la posizione corretta in campo è occupata dagli Indicatori, i nostri più solidi punti di forza nel tennis ; essi a fondo campo si dispongono lungo la riga di fondo e suggeriscono al giocatore di indietreggiare soltanto quando necessario, in modo da fare meno fatica e imprimere pressione e il giusto ritmo al gioco. Non appena possibile, per accorciare gli scambi, il tennista avveduto e completo si porterà a rete, abbastanza vicino da rendere le proprie volée semplici ed efficaci, ma non troppo attaccati alla rete in modo da risultare meno esposti al lob dell’avversario di turno.

In mezzo a queste diverse posizioni occupate in campo e nella mappa mentale del tennista, ci sono le Aree di Sosta, che rappresentano delle posizioni intermedie assunte dal giocatore, comunque corrette, se le si relaziona alle diverse circostanze e necessità di gioco. Sono anche dei momenti di transizione verso gli ideali punti di forza nel tennis evidenziati dagli Indicatori, come rivela il grafico qui di seguito, oppure dei momenti in cui si rifiata rapidamente e ci si ricarica per prendere maggiore vigore.

grafico per individuare i punti forza nel tennis direttamente in campoNei campi da tennis come pure negli altri molteplici campi in cui ti metterai in gioco, bada sempre a mantenerti distante dalle tue Zone Erronee mentali ed emozionali; ricorda pure di sfruttare al meglio le situazioni per recuperare preziose energie e rigenerarti ogni volta che ti trovi in un’Area di Sosta e a spingere il piede a tavoletta quando gli Indicatori dei tuoi punti di forza nel tennis lo consentono, mostrandoti che sei proprio sulla via giusta.

Da questa consapevolezza nascono l’ordine e la chiarezza che in campo si dimostrano dei fattori discriminanti  molto validi e dei principi irrinunciabili del giocatore vincente.

Nei prossimi post ci occuperemo in modo ancora più dettagliato delle nostre Zone Erronee mentali e di come queste si riverberano sul campo da tennis e in quelli della vita.

È infatti nelle mappe mentali che contengono i nostri reiterati errori che si gioca una fetta importante delle nostre partite interiori; appare pertanto necessario prenderne coscienza e, talvolta, andarle a riscrivere con la necessaria competenza e consapevolezza, sottolineando i nostri punti di forza nel tennis .

Esse vi aiuteranno a vincere la vostra partita interiore.

 

Parola di Coach! gianfranco santiglia parola di coach


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