Come incrementare l’attenzione consapevole

 In alcuni rari ma intensi momenti di consapevolezza ci rendiamo tutti conto di come l’ attenzione esalti ogni aspetto della vita e, viceversa, la impoverisca quando viene a mancare.

John Lennon, in una sua nota canzone, ha detto che la vita è qualcosa che accade mentre siamo impegnati a fare  e a pensare ad altro, e perlopiù è proprio così.

Tutti i grandi maestri di ogni tradizione hanno indicato l’attenzione come lo strumento più adatto a risvegliarci dal torpore e dalle molteplici illusioni che ci allontanano dall’essenza stessa della vita.

Ma cosa si intende esattamente per attenzione?

L’attenzione è una forma di concentrazione focalizzata orientata verso un dato aspetto.

È uno strumento essenziale della nostra consapevolezza che osserva, controlla e si autoregola, allertandosi quando ritiene sia opportuno produrre e introdurre delle modifiche.

L’attenzione rappresenta una resa e un rilascio del superfluo, di tutto ciò che non desideriamo faccia parte della nostra realtà presente; occorre scegliere, selezionare, sottrarre, mentre rimane viva soltanto lei, l’attenzione, nella forma di una consapevolezza mirata.

Attraverso l’attenzione è possibile evitare che gli elementi esterni, o interni, nella qualità di pensieri, percezioni ed emozioni, interferiscano con il nostro compito, disattendendolo.

Come?

È necessario placare la mente e pacificare le emozioni, in modo che non si sovrappongono all’atto di perpetuare l’attenzione sull’aspetto desiderato. Ma ciò è reso possibile soltanto con una lunga e continua pratica disciplinata dedita all’attenzione consapevole.

Non appena l’attenzione fugge dall’oggetto prescelto e accade che un elemento intrusivo stia creando un’interferenza, per risintonizzarci sulla precedente frequenza bisogna rimuovere la distorsione cancellando il disturbo.

Quindi si riporta con estrema gentilezza l’attenzione proprio là dove avevamo deciso che fosse.

La padronanza dell’attenzione si raggiunge quando siamo capaci, in modo spontaneo e naturale, di pacificare l’irrequietezza e l’agitazione che a livello psichico disturba la nostra mente e sul piano emozionale turba il nostro cuore. Ogni singolo gesto è bene che contenga e rifletta la piena consapevolezza del momento presente, qui e ora, e la costante attenzione conduce a tale consapevolezza.

Affinché anche l’attenzione protratta in modo impegnativo e prolungato sia senza sforzo è necessario rilassare il sistema mente-corpo, allontanando da noi, con intenzione, tensioni, attriti, conflitti, turbamenti e ogni altro elemento che ci discosta da noi stessi, monopolizzando e manipolando tutta la nostra consapevolezza.

LA FORZA DELL’ ATTENZIONE

In relazione alla nostra forza interiore, la possente forza generativa e realizzativa che rappresenta tutto il nostro potenziale, la nostra totalità e insieme la nostra essenza più significativa, l’attenzione aiuta a dirigere il nostro intento orientando al meglio la nostra energia, secondo la nota formula:

E=I+A-T.

Che equivale a dire: Energia=Intento+Attenzione-Tensione; liberiamo una gran quantità di energia nel momento in cui muoviamo consapevolmente le nostre intenzioni, sostenendole con la dovuta attenzione, eliminando quanto più possibile gli elementi di tensione e ogni altra interferenza.

Ci rendiamo dunque conto di come l’attenzione costituisca un elemento chiave nel processo della manifestazione energetica; essa stimola e incrementa la forza interiore dei nostri principali aggregati interiori: energetico, fisico, emozionale, mentale e spirituale.

In relazione all’elemento energetico, l’attenzione migliora la gestione di tutte le risorse di attivazione interna.

In merito all’aspetto fisico, l’attenzione incrementa l’equilibrio, la centratura e la presenza nel qui e ora.

Riguardo all’aggregato emozionale, l’attenzione migliora la nostra capacità di autocontrollo in merito al “sentire”.

Per ciò che riguarda l’aspetto mentale, l’attenzione diventa discernimento, concentrazione e consapevolezza.

Infine, l’attenzione gestita dal corpo spirituale permette una migliore connessione con ogni aspetto della vita, anche con quelli più trascendenti.

chema dell'attenzione applicata nella vita di ogni giorno

 UNA PRATICA CONTINUA DI ATTENZIONE QUOTIDIANA

Incomincia, appena ti svegli di buon mattino, a porre la tua attenzione su dieci respiri consapevoli, ripartendo di nuovo dal primo ogni volta che un pensiero o una serie di immagini ti distrarranno a tal punto da dimenticarti di te mentre respiri.

Bene, ammesso e non concesso che riuscirai a superare indenne questo primo ostacolo, fa’ in modo che la consapevolezza del respiro ti accompagni in tutte le attività che ti appresterai a svolgere, poiché proprio il respiro attiva e migliora la nostra attenzione.

Mentre fai colazione poni oltremodo l’attenzione sulla masticazione e sulla deglutizione, assaporando i gusti come se li incontrassi per la prima volta, senza pregiudizi, e ugualmente farai poi a pranzo e a cena, concedendoti una pausa strategica con tre respiri consapevoli non appena smarrisci l’attenzione, per poi ripartire con la necessaria attenta consapevolezza.

Qualunque attività tu svolga apriti alla stessa attraverso tutti i tuoi sensi, i quali ti aiuteranno a mantenere desta l’attenzione sull’azione, qualunque essa sia, anche se interiore.

Di tanto in tanto, nell’arco della giornata, chiediti soltanto, com’era solito fare il maestro zen Bakuju, se ci sei e se sei totalmente presente a te stesso; rifilati un pizzicotto quando realizzi che sei altrove, perso nel tuo sonno, nei suoi sogni, nelle illusioni e fantasie, distante dalla vera vita.

Quando diventi consapevole di smarrire per troppe volte e troppo a lungo l’attenzione, ritorna nel qui e ora rallentando i tuoi movimenti, non appena puoi concedertelo, e visualizzati come un bradipo o una tartaruga che dosa con estrema parsimonia i propri movimenti e soppesa alla perfezione le energie impiegate negli stessi. Apriti con tutti i tuoi sensi all’esperienza.

Una volta coinvolto a pieno regime nella tua routine operativa, in casa come fuori, cerca di non smarrire te stesso nell’azione. Sii contemporaneamente presente a te stesso e ad ogni atto e gesto che stai compiendo; ogni volta che riconosci la tua distrazione schiocca le dita come se dovessi svegliarti, creando un rinforzo con un pizzicotto in una zona sensibile del tuo corpo. È probabile che alla fine della giornata le dita ti faranno un po’ male a causa del ripetuto schioccare e la pelle sarà indolenzita in alcuni punti per i pizzicotti ricevuti, ma non ti demoralizzare perché nei giorni successivi andrà senz’altro meglio, soprattutto se avrai la costanza di farla diventare una pratica quotidiana, magari, se lo preferisci, orientata verso pochi aspetti circoscritti, variandoli di tanto in tanto.

 


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4 commenti. Nuovo commento

Placare la mente e pacificare le emozioni… mica roba da poco per raggiungere questa Attenzione.
Poi tutti i giorni!
Per me è difficile, mi lascio trasportare troppo da pensieri inutili e da emozioni che mi fanno male. Quindi, malgrado dica che non mi serve, invece è proprio ciò che più mi è utile nella vita.

Gianfranco Santiglia
8 Febbraio 2017 9:34

Esatto, se ti lasci trasportare troppo e in modo infruttuoso devi trovare un modo per calmare le acque.
Questo funziona, te lo assicuro, ma necessita di una pratica costante e quotidiana.
Tuttavia, ne vale la pena, Ida.

Utile la pratica quotidiana che proponi, prevedo di smarrirmi innumerevoli volte durante il giorno.

Gianfranco Santiglia
8 Febbraio 2017 9:37

In verità, se pratichi ti smarrirai di meno, nonostante qualche insuccesso sia messo in conto.

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