Viaggio di conoscenza tra scienza ed esperienza.

Le emozioni e la capacità di gestirne l’intera gamma, spostando il nostro baricentro dalla reazione incontrollata all’azione consapevole, fanno una notevole differenza nella qualità della vita quotidiana che conduciamo.

Talvolta ci accendiamo in un batter d’occhio e altrettanto rapidamente ci spegniamo o neanche riusciamo ad accenderci.

Questa nostra propensione ad entrare in modalità on oppure off, ovvero ad accendere e spegnere”volontariamente” in nostro impianto elettrico interno, spetta proprio alle emozioni.

Le emozioni rappresentano difatti le nostre principali pulsioni comportamentali, l’impulso primordiale delle azioni, la scintilla del fuoco sacro che ci muove.

Eppure, come ben sappiamo, le emozioni sono spesso state anche associate all’acqua, più che al fuoco, soprattutto nella longeva  tradizione esoterica. Ad onor del vero, è chiaro che, in termini analogici, alcune delle nostre emozioni più frequenti sono maggiormente assimilabili all’acqua, come la tristezza e la paura, altre al fuoco, come per esempio la gioia e la rabbia.

Secondo l’antichissima medicina tradizionale cinese, le principali emozioni sono associate agli organi corrispondenti: la manifestazione della gioia è collegata alla funzione del cuore, la tristezza ai polmoni, la paura ai reni, la rabbia al fegato, la preoccupazione allo stomaco.

È interessante sottolineare il significato che anticamente si attribuiva alle emozioni secondo la Kabala e la tradizione esoterica ebraica, dove venivano indicate come misure. Questo ci offre un’immagine perfetta del ruolo delle emozioni nella nostra vita, le quali possono costituire un vero e proprio ago nella nostra personale bilancia interiore.

Dopotutto, la possibilità di misurare ciò che proviamo e come poi lo esprimiamo implica una notevole capacità da parte del nostro potenziale interiore,  che fotografa perfettamente anche il livello personale di equilibrio.

Dopo questa breve ma intensa panoramica intorno al mondo delle emozioni, veniamo ora ad un approccio più scientifico: il termine “emozione” dal punto di vista etimologico, in latino, significa trasportare fuori, smuovere, scuotere, agitare.

LE EMOZIONI: COSA SONO E COME NASCONO

Le emozioni sono delle componenti fondamentali del meccanismo di percezione e di risposta agli stimoli che rileviamo dentro e interno a noi.

Un’emozione è un temporaneo stato interiore di turbamento, eccitazione, passione, sentimento, che ci induce ad una specifica manifestazione comportamentale, spingendoci verso un appropriato agire.

Ci predispone dunque ad attivarci, a metterci in moto, a calarci progressivamente nell’azione, allo scopo di corrispondere al bisogno che l’ha originata.

Le emozioni, in quanto meccanismo complesso e sistemico, sono accompagnate da un corrispondente stato psicologico, fisiologico ed espressivo, che le rende un perfetto anello di congiunzione tra la componente psichica e quella somatica.

Ma come e da cosa nascono più specificamente le emozioni?

Esse sono una temporanea alterazione dell’equilibrio corporeo che si produce attraverso la produzione ed il rilascio di ormoni e neurotrasmettitori nei diversi sistemi di connessione e collegamento del corpo.

Per questa ragione costituiscono un anello fondamentale del nostro complesso sistema biologico.

Cercando ora di semplificare, un’emozione non è altro che una sensazione nel corpo che percepiamo come risposta ad un evento, interno ed esterno, che ha destato in qualche modo la nostra consapevolezza, talvolta anche ad un livello sottilissimo ed inconscio.

In questo senso, le emozioni diventano strumenti potentissimi, armi raffinate da imparare a padroneggiare, in quanto ci predispongono ad agire consapevolmente, o a reagire senza alcuna consapevolezza, ad ogni genere di sollecitazione da cui siamo sfiorati.

A questo proposito il filosofo dell’antichità Epitteto affermava:

“Le persone sono turbate non dalle cose, ma delle opinioni che di esse si fanno.”

Ovvero dalle loro mappe mentali, in cui le emozioni hanno una parte preponderante.

L’interpretazione della realtà, che sta nelle mappe e non nel territorio in sé, è dunque sempre e solo soggettiva, e dipende dalle nostre personali percezioni e dalle conseguenti re-azioni.

Tali reazioni rendono il mondo il nostro personale paradiso o inferno.

Una prospettiva che il larga parte dipende proprio dalle emozioni e dalle relative risposte.

LE 6 EMOZIONI DI BASE

Le emozioni sono universali!

Sono infatti state individuate, soprattutto in base ad una comune mimica facciale, identica ad ogni latitudine e longitudine del pianeta, sei emozioni base tipiche di ogni cultura umana.

A tutti in effetti è possibile riconoscere nel viso altrui le espressioni tipiche della gioia o, all’opposto, della tristezza, solo per fare un semplice esempio.

Queste emozioni di base appartengono a delle “grandi famiglie di sentimenti”, come ad esempio la famiglia della rabbia, che annovera tra le sue fila anche l’ira, la collera, la furia, l’esasperazione, l’irritazione, l’indignazione. Oppure la famiglia della paura, di cui fanno anche parte il terrore, l’ansia, il timore, le fobie, il panico, lo spavento…

Le sei emozioni di base universalmente riconosciute in base alla mimica facciale sono dunque:

  1. la gioia,
  2. la tristezza,
  3. la paura,
  4. la rabbia,
  5. il disgusto (che include anche il disprezzo),
  6. la sorpresa.

Le emozioni, manifestandosi in noi, attivano dei circuiti involontari, indipendenti dalla nostra intenzione.

Per questo motivo reprimere le emozioni diventa inutile, quand’anche controproducente, e padroneggiarle non è soltanto auspicabile ma anche indispensabile se desideriamo una vita non solo piena, ma anche armoniosa ed equilibrata, tanto all’interno che nelle relazioni esterne.

Come possiamo intuire e per esperienza comprendere, alla base delle relazioni  funzionali e di una comunicazione efficace c’è sempre una vita interiore emotiva ricca e ben strutturata, ottimamente equipaggiata e ben amministrata.

Essa parte da un implicito bisogno di riconoscimento di ciò che sentiamo e proviamo, dalla necessaria accettazione e dalla conseguente accoglienza delle relative pulsioni ed emozioni percepite e, infine, dalla nostra capacità di trasformare l’indispensabile servendoci delle poderose armi della consapevolezza, dell’amore e della facilitazione, come indicato attraverso il metodo RiconosciAmaDiventa.

Una perfetta bussola che ci aiuterà in ogni frangente a orientarci nello spazio di vita, misurando adeguatamente i termini con i quali occorre confrontarsi quotidianamente, di cui le emozioni sono una componente fondamentale che determina enormi differenze qualitative e quantitative nella nostra vita.

 


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2 commenti. Nuovo commento

Le mie emozioni primarie purtroppo sono la Rabbia e la Tristezza. Da quando ho memoria cerco con tutta me stessa di reprimere e bloccare la prima e di fuggire dalla seconda. Ormai è diventato il mio modo di vivere queste due emozioni, in loro presenza mi comporto in automatico così. Anche se a volte la Rabbia non si fa reprimere e esce fuori nei momenti e nelle modalità non appropriate.

Gianfranco Santiglia
3 Febbraio 2017 11:04

Non possiamo reprimerci nè controllarci tutta la vita,prima o poi la nostra pentola a pressione deve sfiatare per non…esplodere.
Anche combattere e fuggire spesso si rivela una strategia soltanto parziale e temporanea.
A questo proposito puoi lasciarti aiutare dal mio metodo RiconoscciAmaDiventa, se decidi faccia al tuo caso. E io non vedo perché non sia così.

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