L’essenza della performance tennistica vincente consiste in una buona attitudine mentale e comportamentale.

Questo è altrettanto vero che si parli di tennis come di un qualsiasi altro sport, come pure di tanti altri ambiti della vita.

Possiamo anche metterla semplicemente così: un’attitudine mentale efficace origina l’azione impeccabile.

Occorre tuttavia, per necessità di chiarezza, sgombrare il campo di gioco sfatando immediatamente due falsi miti, abbattendo altrettante credenze, diventate ormai delle leggende metropolitane peraltro spesso nocive e fuorvianti.

La prima correzione: l’attitudine mentale efficace, cioè funzionale, quella che per esempio consente tra le tante possibilità anche una performance tennistica vincente , non agisce sistematicamente sul risultato ma senza alcun dubbio influisce in modo diretto sul processo e sulla prestazione, cioè su quello che è sotto il nostro stretto controllo, che è già molto, ma non tutto.

Il risultato, a differenza della prestazione, non è sotto il nostro controllo!

Non del tutto.

È anche vero, tuttavia, che più siamo attenti e ci curiamo al meglio del processo e della corrispondente performance, più aumentano le nostre possibilità di incidere volontariamente sul risultato. Possibilità che, in verità, aumentano così in modo esponenziale, ma non tanto da assicurarci la matematica sicurezza di riuscita; difatti la vittoria trae origine e forza da tutta una serie complessa di variabili e fattori, non ultimi quelli che dipendono dalla prestazione del nostro antagonista.

Una condizione che, dunque, non offre alcuna certezza sull’esito ultimo di un confronto.

Pertanto, in questo senso vincere significa prima di tutto superare i limiti che ci impediscono di rendere al massimo, in modo da liberarci dal giogo e dal “Gioco Interiore” che ci inibisce e impoverisce nelle nostre espressioni, ostacolandoci nella realizzazione del nostro pieno potenziale.

Va da sé che la vittoria in qualsiasi sfida non può prescindere dal nostro successo nella partita interiore, ed è su questa che dobbiamo focalizzarci con la massima attenzione, sconfiggendo le insidie e le interferenze che influiscono sulla prestazione, liberandoci così dei carichi che ci appesantiscono impedendoci di spiccare il volo.

In quest’ottica, può essere dunque saggio stabilire obiettivi di prestazione anziché di risultato, in modo da monitorare meglio il processo senza ipercaricarsi di imperativi gravosi e stressanti.

La seconda correzione: l’azione impeccabile non è necessariamente perfetta, sebbene spesso le si avvicini.

Solo in casi molto rari, in effetti, la perfezione fa parte delle nostre vite.

Eppure, paradossalmente, tutto è già perfetto così com’è, se solo sappiamo guardarlo, “vederlo”, ma non dinanzi ai nostri occhi giudicanti, ipercritici e severi. Quindi, visto che non riusciamo a cogliere la perfezione, è anche preferibile non andarla a cercare nelle nostre azioni, né tantomeno in quelle degli altri, limitandoci magari a ragionare in termini di progressione e miglioramento.

L’azione impeccabile non è dunque intesa come l’azione perfetta, quella irreprensibile, ma come quella che riesce ad attivare e a capitalizzare con abilità le risorse disponibili in quel preciso frangente e contesto, in quel luogo e momento specifici, che dà massimo valore e lustro alle nostre potenzialità, combinandole perfettamente.

Solo così il nostro mosaico interiore è libero di riprendere colore, forma e funzionalità, attivando il potenziale per esprimerlo in modo efficiente.

Pertanto, l’attitudine mentale efficace e l’azione impeccabile, l’una la naturale conseguenza dell’altra, sortiscono una terza magica conseguenza che ne è la risultante: la prestazione.

Insieme, esse forgiano la chiave per la nostra personale stanza del tesoro, in cui sono stipate tutte le nostre risorse più preziose, spesso inaccessibili, purtroppo, dato che abbiamo smarrito la chiave.

Insieme, disposte una dopo l’altra nel giusto ordine, ci offrono la possibilità di guadagnarci un match point per vincere il nostro incontro più importante: la partita interiore, che è anche il gioco della vita.

Nel campo da tennis, una partita interiore condotta perfettamente a buon fine è senz’altro uno dei viatici privilegiati per una performance tennistica vincente .

In quest’ottica, l’azione impeccabile è dunque rivolta a vincere la partita interiore, quella che libera immediatamente tutte le risorse disponibili del nostro personale bagaglio da professionista, dandoci così modo di allearci totalmente con noi stessi anziché osteggiarci o combatterci.

Solo così possiamo dedicare tutte le nostre energie e attenzioni a vincere la partita contro il nostro avversario grazie a un’ottima performance tennistica vincente .

PRINCIPI DELLA PERFORMANCE TENNISTICA VINCENTE

Tra gli allenatori sportivi di un certo livello si utilizza con frequenza un motto di spirito attribuito ad un famoso coach di football americano, Paul “Bear” Bryant, che sottolinea l’importanza, a proposito della performance, della necessità di curare il giusto atteggiamento per arrivare ad eseguire la prestazione sportiva nelle migliori condizioni psico-fisiche possibili:

“Ciò che conta non è la volontà di vincere, quella ce l’hanno tutti. 

Ciò che conta è la volontà di prepararsi a vincere”.

Ecco, tale volontà consiste nel predisporsi nel modo migliore alla prestazione mettendo insieme mente e corpo, pensieri, emozioni ed azioni, sudore e sacrificio, attenzione e rilassamento, in un connubio funzionale perfettamente modulato ed orientato allo scopo.

Questo accade anche nel tennis.

Se dunque l’essenza della performance tennistica vincente è costituita dalla combinazione di una efficace attitudine mentale e di una serie di azioni impeccabili, andiamo ora a vedere nel dettaglio di cosa si tratta partendo proprio dall’atteggiamento mentale vincente, poiché è la mente a guidare il comportamento e a dare origine ad azioni specifiche.

LE 10 ATTITUDINI MENTALI PIÙ EFFICACI PER UNA PERFORMANCE TENNISTICA VINCENTE

  1. Sottoscrivi un patto interiore in cui, comunque vada, ti allei con te stesso fino al termine dell’impegno.
  2. Stabilisci un obiettivo chiaro e scomponilo in obiettivi di prestazione ancor prima che di risultato, che risultino comunque sufficientemente motivanti e sfidanti.
  3. Attiva la motivazione interna, connessa al piacere di fare e al divertimento in sé, indipendentemente dalle possibili gratificazioni successive in termini di premio o altro.
  4. Massima attenzione al processo complessivo in senso sistemico e all’impiego di tutte le componenti necessarie, in senso energetico, fisico, emozionale, mentale e spirituale.
  5. Individua le potenzialità più adatte allo scopo, le risorse interiori e le possibili alleanze utili al conseguimento degli obiettivi.
  6. Visualizza nel dettaglio ciò che ti aspetti ma nel modo piacevole in cui desideri avvenga. Anticipa le situazioni difficoltose e scavalca gli ostacoli ricercando soluzioni adeguate.
  7. Valuta ed elabora i piani d’azione più adatti e le strategie più efficienti in funzione dei tuoi obiettivi.
  8. Ricerca e segui all’interno della sfida gli stimoli più adeguati, evitando tuttavia eccessi di pressione o inutili distrazioni a causa della demotivazione.
  9. Monitorizza e valuta continuamente il processo e la prestazione attraverso feedback indicativi provenienti dall’interno, selezionando quelli utili che giungono dall’esterno.
  10. Sospendi temporaneamente la critica e il giudizio fino al termine della prestazione.

10 AZIONI IMPECCABILI CHE PREDISPONGONO UNA PERFORMANCE TENNISTICA VINCENTE

  1. Immergiti nel qui e ora dell’azione, allontanando tutto il resto.
  2. Cerca l’integrazione mente-corpo.
  3. Utilizza il respiro come ponte tra l’interno e l’esterno.
  4. Attiva e utilizza i 5 sensi come porte consapevoli della percezione interiore.
  5. Scomponi ogni azione complessiva in tanti micromovimenti su cui focalizzarti, uno per volta.
  6. Sostituisci il pensare al “sentire”.
  7. Cavalca la tua passione e le emozioni come carburante energetico per le tue azioni.
  8. Serviti del dialogo interiore empatico per accompagnare le diverse fasi e azioni di gioco.
  9. Fai sempre e soltanto un piccolo passo per volta, una palla dopo l’altra, un quindici alla volta, considerandoli tutti importanti, così fino alla fine.
  10. Realizza un’analisi finale della prestazione appena terminata, indicando per iscritto tutti i fattori in gioco, sottolineando come poterla ulteriormente migliorare alla prossima occasione.

IN PRATICA … LA PERFORMANCE TENNISTICA VINCENTE IN CAMPO

È una bella giornata di sole, ma non fa tanto caldo nonostante non ci sia un filo di vento.

Tutto pronto per l’inizio della partita e per l’esordio al prestigioso torneo.

Insomma, è un giorno perfetto in cui giocare a tennis, mi dico mentre corro incontro alla palla e sono intento a colpirla.

Eppure qualcosa non va e dopo l’ennesimo errore grido ad alta voce: “ Che schifo oggi, non riesco proprio a giocare”.

Considerando che il cervello si impegna sempre a cercare di soddisfare le nostre richieste, dandoci sempre ragione, nelle giocate successive il mio sistema mente-corpo, che è perfettamente connesso, cercherà di confermarmi le mie temporanee credenze, anche se mi porteranno alla disfatta, soprattutto se continuerò a inviare messaggi in tal direzione, rafforzando le relative vie neuronali attraverso il mio deleterio dialogo interiore.

Ogni volta che continuo a ripetere che “Oggi è proprio uno schifo”, il mio livello di gioco cercherà sempre di più di adattarsi e omologarsi a questo pensiero e alla corrispondente immagine mentale dello schifo, del disastro e della disfatta.

Game, set, match: il gioco è fatto e la sconfitta è servita su di un piatto poco elegante.

La profezia,infine, si è avverata completamente.

Altra situazione tipo, diametralmente opposta: sto svolgendo attentamente la mia routine pre-gara, e a livello mentale sono perfettamente focalizzato tanto da riuscire a visualizzare nel dettaglio le future situazioni di gioco, anticipando le possibili giocate in campo, che si concludono quasi tutte con esito favorevole.

Ho un atteggiamento positivo supportato da un amichevole dialogo interiore, sospinto da emozioni funzionali allo scopo, le quali accrescono la mia autostima e la personale sensazione di fiducia, serenità ed efficacia.

Quando entro in campo mi dimostro subito concentrato e tranquillo: tutto fila come previsto, proprio come l’ho visualizzato, anticipato, predisposto e creato nella mia mente.

Nulla di che stupirsi: la mente non distingue  tra ciò che immagini soltanto e ciò che è reale.

Anche in questo caso, la profezia si è auto avverata e le premesse mentali hanno dato origine ad azioni corrispondenti.

Insomma, c’è una bella differenza se e quando comunichiamo dalla mente al corpo con modalità, immagini, emozioni e pensieri potenzianti e virtuosi, oppure con input che alimentano i nostri circuiti depotenzianti e i circoli viziosi, costituiti da abitudini, credenze e comportamenti malsani.

Dato che i nostri pensieri si materializzano sempre con emozioni, immagini e parole che proiettiamo nella realtà attraverso le nostre corrispondenti azioni, l’atteggiamento mentale e l’azione impeccabile sono i presupposti essenziali di qualsiasi prestazione, e rappresentano anche gli elementi chiave della performance tennistica vincente , quando sapientemente utilizzati.

Lo abbiamo chiaramente visto dai due precedenti esempi.

E ne potremmo citare ancora a centinaia di situazioni simili verificabili concretamente in campo, in cui l’atteggiamento mentale origina corrispondenti azioni, efficienti o improduttive e penalizzanti.

Penso ormai sia palese che soltanto da un atteggiamento mentale funzionale possono scaturire azioni impeccabile adeguate.

Sarà soltanto quando la disposizione mentale più consona all’impegno che ci aspetta è capace di integrarsi perfettamente con le azioni più efficaci da svolgere che ne può finalmente scaturire una superperformance: una prestazione di picco.

È così che nasce una performance tennistica vincente .

Parola di Coach! gianfranco santiglia parola di coach


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