Luci ed ombre della forza interiore.

L’ Ombra interiore, secondo la terminologia della psicologia archetipica di Jung, rappresenta il lato oscuro della nostra forza.

Se esiste un lato luminoso della nostra forza interiore, per effetto della legge della polarità ne deve esistere, per contrapposizione, uno oscuro, che è appunto l’Ombra.

Teniamo sempre presente che la forza interiore è costituita dall’insieme delle nostre risorse più profonde che attendono solo di essere risvegliate e poi attivate, orientate, motivate all’azione.

Attendono di sorgere per poi splendere.

In questo senso, per accostarle un’immagine che, come noto, ci rivela più di un fiume di parole, la forza interiore è il nostro sole interno, il quale talvolta è oscurato dalla nostra Ombra interiore.

Se dunque paragoniamo la forza interiore all’energia solare, solo il suo lato oscuro può impedirle di splendere. È un gioco basato sulla complementarità di luce ed ombra: non c’è una senza l’altra.

Il noto psicologo Carl Gustav Jung afferma:

 “Nessuno può prendere coscienza dell’ombra senza un considerevole sforzo morale che implica il riconoscimento degli aspetti oscuri della personalità come presenti e reali.”

Di solito siamo ben consapevoli di tutti quegli aspetti e delle qualità che ci rappresentano e che emergono con più facilità in superficie, costituendo quella che Freud definiva la punta dell’iceberg.

Tuttavia, per individuare l’Ombra interiore, il nostro lato oscuro, dobbiamo essere dei bravi sub ed  immergerci nelle acque più profonde, dove sguazzano i nostri umori più torbidi.

Proviamo a farlo insieme!

L’OMBRA INTERIORE E IL SUO LATO OSCURO

Molto del nostro tesoro sommerso non è noto nemmeno a noi stessi.

Ho di proposito scelto di chiamarlo “ tesoro sommerso”.

Perché?

Perché l’Ombra di per sé non ha nulla di sbagliato; è solo energia.

Energia grezza, ancora da raffinare.

Gli alchimisti direbbero che è il piombo da trasformare prima in argento e poi in oro.

È anch’essa parte della nostra pietra filosofale, al momento ancora imperfetta.

Il grande segreto sta tutto nel saperla riconoscere e amare come tale, per poi scegliere di trasformarla, secondo gli strumenti privilegiati indicatici dal metodo RiconosciAmaDiventa.

Dobbiamo sapere perfettamente di cosa si tratta e come trattarla.

L’Ombra interiore è un’immensa forza evocatrice dell’energia collettiva, un archetipo, che si manifesta anche a livello individuale. Un archetipo è un modello tipico, eterno, ereditato dalla razza umana, che si ripropone nel tempo e nello spazio, come appunto la nostra personale Ombra, la quale accompagna noi tutti ovunque andiamo.

A nulla vale il nostro diniego e la nostra attitudine a rinnegarla, ad allontanarla, a proiettarla altrove, a combatterla. A questo proposito, il nostro continuo sapienziale punto di riferimento, Carl Jung, dichiara:

“Tutto ciò che combatti persiste.”

A nulla dunque vale combattere la nostra Ombra: occorre accoglierla!

Ma a chi fa piacere accogliere in casa il proprio “nemico”?!

Preferiamo di solito scacciarlo o relegarlo nell’oscurità, fingendo che non ci riguardi. Sebbene sia la nostra Ombra, non quella di qualcun altro. È infatti molto difficile accettare la nostra imperfezione nella forma più impervia e distruttiva. Sì, perché la nostra Ombra interiore, che è l’insieme delle pulsioni istintuali ereditate dai nostri comuni antenati, spesso ci spinge ad aggredire, a sopraffare, a manipolare, mentire, raggirare.

Riconoscerla è sempre un’esperienza estenuante che ci mette a durissima prova, al punto che i nostri meccanismi di difesa tendono perlopiù ad allontanarla da noi proiettandola sugli altri.

Per questo motivo ci è più facile riconoscere la pagliuzza negli occhi altrui che non la trave dinanzi ai nostri, come gli antichi manoscritti ci ricordano.

Eppure non può esistere un processo di integrazione interiore senza il riconoscimento dei nostri lati meno piacevoli: se non li si riconosce e accetta come propri, diventa anche impossibile trasformarli, portandoli a compimento.

Occorre diventare amici dei nostri nemici, riconoscendo il loro valore e la loro funzione.

Solo così luci ed ombre possono dare origine a quel meraviglioso gioco di luci che ammiriamo all’alba e al tramonto e in altri momenti bellissimi di alcune giornate.

Come procedere?

 

L’Ombra si forma perché l’Io si sforza di avere tutto sotto controllo.

Naturalmente questo implica pure la sua scelta di eliminare tutto ciò che reputa inadeguato, pericoloso, imperfetto, indegno. Preferisce sbarazzarsene immediatamente senza averne a che fare, nemmeno per pochi attimi. In questo senso la nostra Ombra interiore rappresenta proprio ciò che con più ostinazione neghiamo di essere e con più facilità riconosciamo negli altri, accusandoli di questo e quello.

L’universo e gli altri diventano, anche in questo caso, degli enormi specchi.

Possiamo a questo punto scegliere di guardarci allo specchio, oppure voltarci e andarcene.

Guardarci allo specchio talvolta diventa doloroso se vogliamo veramente “vedere” e non solo guardare.

Vedere in profondità!

Vedere nell’altro noi stessi e le nostre stesse imperfezioni.

Guardarle in modo compassionevole e senza giudizio, offrirle spazio e udienza, con una grande volontà di sostenere lo sguardo qualunque cosa emerga.

Ecco, questo preciso intento trasforma gradualmente ogni oscurità in luce, ogni negazione in accettazione, ogni imperfezione in materia perfetta. Un giorno accadrà, se solo lasceremo che accada, senza intralci né resistenze. Solo resilienza.

La nostra resilienza, la quale ci permette una discesa agli inferi per vedere di cosa si tratta, scegliendo poi di risalire rinfrancati da tutto ciò che si è visto, motivati a procedere oltre, abbracciando il lato luminoso della forza, che adesso ha finalmente illuminato un’altra fetta di oscurità.

Mentre il viaggio continua!

 


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4 commenti. Nuovo commento

Ci chiedi veramente un grande sforzo: riconoscere e accettare di avere un’ombra è una prova da supereroi. Ma di sicuro si deve fare per evolvere e crescere. Grazie del tuo aiuto.

Gianfranco Santiglia
8 Febbraio 2017 9:32

Di solito accettiamo soltanto le sfide che riteniamo degne di essere affrontate.
Così facendo, seguendo una scelta coerente, troviamo le motivazioni utili per sostennre la sfida.
Buona sfida, Filippo.

Si credo la forza lato oscuro

Gianfranco Santiglia
14 Ottobre 2018 12:45

Grazie Cristiano

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