Il vecchio anno è giunto al capolinea, compiendo l’ennesimo giro di boa, e il nuovo ci offre lo spunto di pensare ad una nuova agenda performativa e a un nuovo articolo scritto e tagliato su misura per questa evenienza.

Quale miglior occasione, la fine dell’anno, per lasciarsi alle spalle tutto l’indesiderato cercando, con l’inizio del nuovo, di ricominciare con il piede giusto?

Ma è possibile lasciarsi semplicemente alle spalle ciò che non ci piace?

Dobbiamo a questo proposito distinguere gli aspetti che sono sotto il nostro controllo da ciò che non lo sono, e su questi ultimi elementi non abbiamo molto potere, anche se talvolta, paradossalmente e in modo erroneo e deleterio, è proprio su questi elementi che concentriamo tutta la nostra attenzione.

Gli elementi e gli aspetti su cui non abbiamo potere e controllo sono una buona parte degli eventi esterni, delle circostanze di vita, ma abbiamo il potere assoluto, anche se raramente lo esercitiamo, sulle nostre re-azioni alle corrispettive circostanze.

E possiamo cambiare le nostre reazioni in azioni consapevoli, in modo da sostituire il vecchio paradigma che disegnava un circolo vizioso con uno circuito virtuoso e potenziante.

Questa, a mio parere, è la vera sfida.

Abbiamo dunque il potere di forgiare il nostro destino attraverso delle scelte mirate e consapevoli, utilizzando al meglio, in modo programmatico, le nostre risorse per realizzare gli obiettivi prefissati, come la nuova agenda performativa ci suggerisce.

Questo processo è del tutto sotto il nostro controllo.

Non lo è il risultato, così come in qualsiasi altra prestazione.

Dobbiamo quindi imparare a focalizzare la nostra attenzione sui processi che portano agli obiettivi, ancor prima che sui risultati. In questo modo possiamo anche cogliere, con stupore, la bellezza e la meraviglia del viaggio, a prescindere dalla meta, che pur rimane nel nostro mirino.

Ma cosa dovremmo lasciarci alle spalle precisamente, a proposito del vecchio anno?

Questo naturalmente è personale per ciascuno di noi, ma per tutti può ancora rivelarsi utile una semplice regola d’oro che era valida presso i popoli antichi: l’efficacia è la misura della verità.

Ciò che dunque non funziona in quanto inefficace per noi non è vero, né buono e nemmeno utile, come ancora direbbe il buon Socrate, e come tale deve indurci a cambiare subito direzione lasciandoci la vecchia strada alle spalle.

E cosa invece, al suo posto, dovremmo rincorrere?

Ciò che è efficace, in quanto ci aiuta ad esprimerci al meglio attraverso l’utilizzo delle nostre personali risorse e potenzialità, e ciò per noi si rivela vero, buono e utile, rendendoci peraltro felici.

La domanda allora da un milione di dollari che ci permette di fare un balzo in avanti non riguarda tanto il cosa, a questo punto,  ma il come.

COME PROCEDERE?

Attraverso un’azione programmatica, ben congegnata e pianificata, studiata su misura per noi, in modo che gli obiettivi sfidanti e gli obiettivi da sogno possano essere raggiunti e del tutto realizzati.

È questo il motivo per cui è stata pensata e realizzata la nuova agenda performativa .

Che tu sia un tennista, un giocatore di basket, uno studente, un professionista o altro non importa, in quanto non si può prescindere da questo semplice leitmotiv se desideri guidare la tua vita fino al conseguimento di prestigiosi obiettivi e risultati: agisci sapendo cosa vuoi e come fare per ottenerlo, evitando i consueti errori.

Se ora vuoi cambiare la vecchia strada per la nuova, rendila confortevole e adatta alle tue necessità.

A questo scopo lasciati guidare, se sei d’accordo, dai semplici principi espressi nella nuova agenda performativa che scoprirai di seguito.

PROGETTARE LA NUOVA AGENDA PERFORMATIVA

Secondo un recente sondaggio realizzato nel Regno Unito, il mese dell’anno più a rischio di depressione è gennaio.

La ragione è semplice: alla fine di Dicembre e all’inizio del nuovo anno si fanno tutta una serie di programmi e progetti ricchi di buone intenzioni che vengono puntualmente disattesi già nei primi giorni del mese di gennaio.

Di fatto, com’è noto, la strada del successo è lastricata di buone intenzioni che talvolta stentano a innescarsi o comunque a consolidarsi.

Il cambiamento è difficile per tutti ma è l’unica costante dell’universo e non possiamo disattenderla, poiché tradiremmo in questo modo noi stessi e la vita.

Dobbiamo tuttavia considerare una verità, e non possiamo continuare a combattere con la realtà dei fatti perché perdiamo sempre. Questa realtà consiste nel fatto inequivocabile e indiscutibile che fintanto che continuiamo a fare le stesse cose agendo in modo identico otterremo i medesimi risultati.

Quindi se non si è del tutto contenti dei precedenti risultati in un particolare settore occorre cambiare.

Non sei d’accordo?

Sì, ma cambiare cosa?

Possiamo partire dal cambiare atteggiamento, strategia, prospettiva, visione, piani d’azione e tanto altro.

Prepararti personalmente  la nuova agenda performativa ti concederà questa opportunità.

Io, se sei d’accordo, ti offro soltanto qualche spunto per dare via alla miccia che accende ed alimenta tutto il processo.

Le indicazioni qui  presenti  rappresentano anche l’essenza di alcuni principi universali, degli assunti generali, e come tali applicabili a quasi ogni sport e prestazione professionale, in quanto i principi che rendono una prestazione perfetta sono perlopiù gli stessi in ogni ambito.

Sono principi che ti consentono di giocare al meglio la vita

E come possiamo vincere e giocare al meglio il gioco della vita?

Soprattutto mettendo in pratica i principi del coaching: ricerca degli obiettivi, piani d’azione mirati, impiego di potenzialità e risorse disponibili, ricerca di alleati, spinta a superare gli ostacoli, rinnovo continuo della motivazione, impulso verso il futuro desiderato, capacità di visualizzarlo e sentirlo con passione, emozionandosi.

Ecco, ora, a mio parere, i 10 passi più importanti da compiere per progettare una nuova agenda performativa che ci consenta di cogliere e realizzare gli obiettivi scelti.

10 PASSI PER COSTRUIRE LA NUOVA AGENDA PERFORMATIVA

  1. Le regole del gioco: la vita
  2. Ciò che vuoi: la meta.
  3. Perchè lo vuoi: lo scopo.
  4. La strada per raggiungerla: il percorso.
  5. Le risorse personali: il bagaglio.
  6. I piani d’azione: le strategie.
  7. L’atteggiamento: la modalità d’azione
  8. L’azione sistemica: la forza d’insieme.
  9. Gli ostacoli lungo la strada: le interferenze.
  10. Gli alleati: gli aiuti.

1 LE REGOLE DEL GIOCO: LA VITA

Partiamo dal concetto che ciò di cui stiamo parlando, la nuova costruzione del nostro percorso di vita, è un gioco, e che ogni gioco che si rispetti ha le sue regole.

Ma di quale gioco stiamo parlando?

Del gioco della vita, naturalmente, che come una matrioska contiene stipati al suo interno una infinita varietà di altri giochi, tra cui possiamo scegliere, allo scopo di imparare a … crescere, sviluppandoci in modo armonioso.

Quali sono le regole di questo gioco?

Tali regole sono in parte inscritte e sottolineate nelle leggi universali e nei principi spirituali che disegnano l’universo, di cui ho già scritto nel mio blog.

Se e quando sei ben centrato in te e allineato con l’universo le puoi leggere tra le righe degli accadimenti di ogni giorno.

Dal mio punto di vista, il messaggio che colgo provenire dall’universo è, in una estrema sintesi,  questo: dai sempre il tuo meglio, impara da ciò che accade, goditi il viaggio onorandolo a ogni passo e rendilo piacevole anche a chi ti accompagna.

Naturalmente questo è solo uno dei tanti possibili aspetti da cogliere, spetta a te estrapolare quelli che ritieni più giusti e importanti, tenendo sempre conto che il messaggio, in generale, è semplice, forte e chiaro, in modo da non essere confuso o frainteso.

2 CIÒ CHE VUOI: LA META

Se non hai idea di dove andare, la meta, potresti finire in qualsiasi posto e potrebbe non piacerti affatto dove sei finto. Quindi stabilisci con cura la meta e cerca di monitorarla continuamente ponendoti degli obiettivi che possano essere seguiti e conseguiti in modo chiaro, diretto e specifico.

Gli obiettivi di prestazione, colti ogni giorno uno dietro l’altro, ti porteranno presto o tardi fino al traguardo della destinazione finale.

E tutto questo processo realizzativo, dopo aver appreso le regole del gioco, parte dall’aver capito ciò che si vuole avendone fatta una meta e poi degli obiettivi specifici, in modo da trasformare il sogno in realtà attraverso dei pensieri che diventano azioni ben specifiche.

3 PERCHÈ LO VUOI: LO SCOPO

Se attribuisci al viaggio un alto valore, un particolare significato per te importante e ben definito, allora sarai anche più motivato a raggiungere la meta finale, completando l’intero percorso.

È lo scopo che dà significato al viaggio della nostra esistenza, altrimenti ci lasceremmo tutti vivere; una sorta di missione da portare a termine.

Una “mission” ben strutturata libera tanta energia, spazio e potere realizzativo, soprattutto quando è totalmente in linea con i nostri principi e valori etici e morali, con la nostra struttura di personalità, con la nostra essenza più significativa che desidera crescere e giungere a compimento.

4 LA STRADA PER RAGGIUNGERLA: IL PERCORSO

Se una visione d’insieme, sistemica, non è ancora comparsa nella tua mente prima di metterti in moto, la sua mancanza potrebbe lasciarti disorientato.

Quindi, prima di procedere oltre, ritrovala e fai in modo che sia essa a guidarti.

Recupera l’immagine direttiva che da sempre muove e orienta la tua vita.

Qual è il pezzo di strada che devi percorrere?

Visualizzala nell’insieme rendendo la strada chiara e agevole.

Disegna ciascun passo del nuovo tragitto finché ogni centimetro ti sembrerà del tutto familiare, come se lo avessi già percorso.

In questo modo, mentre testi il terreno, stai già creando un ponte con il futuro e presto ti metterai in moto per attraversarlo.

5 LE RISORSE PERSONALI: IL BAGAGLIO

Disponi di risorse sufficienti per intraprendere il viaggio e completarlo?

Prova a rovistare nel tuo bagaglio personale per vedere cosa emerge.

Troverai sicuramente molteplici virtù, potenzialità, risorse, e anche una cassetta degli attrezzi con dentro strumenti e aggeggi con i quali aggiustare, sistemare, creare, organizzare e persino distruggere il necessario. Sì, perché talvolta prima di costruire è necessario distruggere quanto è stato costruito in modo inadeguato e tutto quello che risulta inadatto dinanzi alle attuali necessità.

È comunque necessario prendere coscienza di questo enorme potenziale rappresentato dalla cassetta degli attrezzi  contenuta nel nostro bagaglio, ri-scoprendo ogni strumento che la compone, in modo che tu possa compiere al meglio il viaggio della vita e realizzarti negli ambiti specifici di tua competenza.

E a proposito delle nostre potenzialità e virtù, che rappresentano i nostri tratti caratteriali più marcati e originali, riconoscerle e metterle in gioco diventa essenziale non solo per una nostra maggiore efficienza ma anche per il nostro personale piacere, benessere e divertimento.

L’utilizzo ottimale delle nostre potenzialità ci rende felici.

6 I PIANI D’AZIONE: LE STRATEGIE

In generale non esiste un’unica e sola strategia vincente per vincere le nostre sfide quotidiane.

Difatti è naturale che ciascuna prova con cui ci confrontiamo risulti ogni volta diversa e necessiti, di conseguenza, di una tattica specifica.

In questo appunto consiste un piano d’azione ben congegnato: nella valutazione di tutti gli elementi specifici in gioco, combinati perfettamente in modo da assicurarci il successo finale.

Dobbiamo allora imparare a guardare nella direzione degli aspetti essenziali e dei particolari che è necessario ri-conoscere per assicurarci l’esito desiderato.

Eppure esiste anche, parallelamente, una strategia vincente generale attraverso la quale è possibile assicurarsi una maggiore percentuale di successo rispetto alla sfida affrontata.

Esistono infatti 3 requisiti essenziali che, una volta conseguiti, ci aiutano a guadagnare la pole position prima della gara.

Sono le 3 mosse vincenti con cui assicurarci la prova.

Eccole subito espresse in sintesi:

conosci te stesso, conosci il tuo avversario e la prova in sé, conosci il terreno dello scontro.

Sulla base della combinazione di questi elementi è possibile strutturare un piano d’azione adeguato a gran parte delle circostanze.

Difatti, conoscere se stessi implica riconoscere il proprio valore, in termini di ideali, potenzialità, risorse, credenze, interferenze, debolezze, limiti…

Conoscere l’avversario con cui dobbiamo confrontarci, sia esso un individuo o una situazione, ci offre un certo vantaggio sulla base delle scelte specifiche da operare, così come conoscere perfettamente il terreno in cui ci troveremo a muoverci ci offre una certa libertà e capacità di manovra che si traduce in fiducia ed autoefficacia.

7 L’ATTEGGIAMENTO: LA MODALITÀ D’AZIONE

Trattandosi di un gioco, seppur rappresenti la vita, dobbiamo apprendere come giocarlo al meglio, ricordandoci sempre che l’obiettivo del gioco in sé, di qualsiasi gioco, è imparare per crescere.

Qual è allora l’atteggiamento più idoneo con cui accostarci?

Quello che farà di noi dei giocatori vincenti, che imparano a giocare divertendosi come bambini, interpretando il gioco con la maturità e la consapevolezza dei saggi, lottando se necessario come impeccabili e onorevoli guerrieri per assicurarsi il legittimo successo finale, che è in accordo con i nostri migliori propositi e valori.

Lasciandoci comunque incoraggiare da queste indicazioni possiamo esprimerci attraverso una modalità d’azione che si avvicini quanto più possibile alla nostra autenticità.

8 L’AZIONE SISTEMICA: LA FORZA D’INSIEME

L’unione fa la forza, soprattutto quando il sistema è coeso e agisce in modo sinergico e funzionale. Possiamo e dobbiamo guardare all’essere umano come ad un sistema perfettamente strutturato, un team ideale in cui ciascuna componente ha una funzione specifica che valorizza ed esalta il valore generale della squadra.

L’idea di base che sintetizza l’azione sistemica è che l’insieme è ben di più della somma delle singole parti.

Ma a proposito dell’essere umano di quali parti parliamo?

Per semplificare e sintetizzare alquanto, ci riferiamo ad una componente energetica, fisica, emozionale, mentale e spirituale che insieme costituiscono la nostra forza interiore.

Continuando a utilizzare la metafora del viaggio, la componente fisica rappresenta la macchina biologica, che è il mezzo con cui viaggiamo; la componente energetica è l’impulso elettrico, la scintilla energetica che avvia il motore, la componente mentale è quella a mettersi alla guida del mezzo, dirigendo anche i nostri umori e le emozioni, che aggiungono altra spinta e carburante al veicolo. Il principio della componente spirituale ha sempre ben chiaro dinanzi a sé il reale motivo del viaggio.

9 GLI OSTACOLI LUNGO LA STRADA: I PERICOLI

I pericoli sono rappresentati dalle interferenze che incontreremo lungo il cammino, che costituiscono dei veri ostacoli.

Interferenze che spesso nascono dal nostro stesso interno e che si manifestano in mille modi possibili, tutti altrettanto pericolosi: dalle nostre consuete mancanze fino ai nostri reiterati eccessi.

Mi riferisco soprattutto alla mancanza di disciplina, responsabilità, attenzione, concentrazione, discernimento, determinazione, coraggio, fiducia, autostima e amore in tutte le sue molteplici sfaccettature e componenti.

Come pure all’eccesso di rigidità, convinzioni erronee e  credenze limitanti, autocritica, giudizio, chiusura, timidezza, modestia.

E poi ci sono anche interferenze e ostacoli oggettivi che nascono e si manifestano all’esterno, quindi dobbiamo essere bravi a guardarci intorno e dinanzi per fare anzitempo le mosse adeguate per eludere questi pericoli.

10 GLI ALLEATI: GLI AIUTI

Incontreremo sicuramente lungo il cammino che abbiamo scelto di costruire dinanzi a noi una serie di alleati e aiuti che acquisiranno innumerevoli forme e fisionomie possibili.

Potranno essere persone, ma anche oggetti, luoghi, forme inanimate,elementi della natura  o altro ancora.

Insomma, quando diventiamo bravi a guardare tutto può acquisire valore e utilità, traducendosi in una possibile alleanza.

Dobbiamo solo prima acquisire una mentalità o un atteggiamento inclusivo, che sappia accettare e accogliere prima di respingere.

RENDERE OPERATIVA LA NUOVA AGENDA  PERFORMATIVA

Acquista oggi stesso un diario e a partire dal primo Gennaio rendi operativa la nuova agenda performativa .

Procedi secondo i passi proposti in questo articolo, personalizzando ogni pagina in modo che contenga la tua impronta originale.

Vivi il progetto come un nuovo gioco, sapendo che esso ti può portare lontano, più lontano di dove sei mai giunto, fino a realizzare i tuoi sogni.

Parti proprio da uno di questi sogni e rendilo un obiettivo del nuovo anno alle porte.

Chiarisciti il motivo per cui questo sogno ora è più importante di altri, in modo che ti sospinga sempre in avanti, verso il traguardo.

Visualizza la strada che immagini di dover percorrere, immaginala e visualizzala in ogni dettaglio, mettila per iscritto, scopri di quali risorse disponi, strutturando piani d’azioni adeguati alle circostanze, interpretandoli con il giusto atteggiamento attraverso la forza coesa del tuo carattere in azione, che ti aiuterà a superare gli ostacoli servendoti di tutti gli aiuti possibili.

Ecco come procedere nella realizzazione della nuova agenda performativa .

Certo occorre mettere insieme tutti questi pezzi del puzzle ogni giorno, facendo in modo che l’agenda sia strumento di sintesi, analisi, progettazione, costruzione e quant’altro.

Almeno una pagina al giorno per trasformare il pensiero in azione, il sogno in realtà.

Un ponte tra il presente percepito e il futuro desiderato, uno strumento concreto di lavoro per annotare i passi fatti e quelli da fare che ogni giorno ci avvicinano sempre più ai nostri obiettivi di prestazione e di risultato, a breve, medio e lungo termine.

E, soprattutto, uno strumento per pianificare e creare ogni giorno il nostro futuro, qui e ora.

Ecco cos’è la nuova agenda performativa con cui realizzare grandi risultati con piccoli cambiamenti.

Non perdere questa occasione, in seguito potresti pentirtene.

 


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