La sua Pratica Essenziale

 Cosa scelgo di riconoscere?

Come lo posso amare?

Come riesco a facilitarlo?

Tre semplici domande che descrivono un metodo di esplorazione, un percorso fatto d’amore per la vita, in cui la pratica conforta e sostiene la teoria, o meglio, la precede e la surclassa.

Queste domande introducono e contengono un profondo processo alchemico di trasmutazione, che se lasciato accadere, osservandolo con compassionevole presenza e caldo distacco, senza provare né attrazione né repulsione per quanto osservato, porta ciascuno di noi a riconoscere le vette più elevate cui approdare per conquistarle pacificamente, senza sforzo.

Lì sulla vetta, da questa meravigliosa e diversa prospettiva, è possibile scoprire che tutto è già perfetto così com’è, e non v’è ragione per rammaricarci del contrario.

Avvolti nel sacro silenzio tutto ci parla lo stesso linguaggio e a noi pare finalmente di capire la complessa semplicità dell’esistenza, racchiusa in tre essenziali processi, che peraltro sono le risposte alle precedenti domande:

 Riconosci tutto ciò che è, senza distorsioni.

Amalo così com’è, senza manipolarlo.

Lascia che diventi ciò che è, senza interferenze.

 

IL METODO IN PRATICA

Veniamo adesso all’utilizzo del metodo in modo semplice e pratico, ricordando che

“La possibilità di elevarsi a un livello superiore è alla portata di tutti:

non richiede né forza e neppure sacrifici. Richiede soltanto di cambiare

idea riguardo a ciò che appare normale.” (Deepak Chopra)

 

Possiamo semplificare il processo così: scegliamo di vedere senza distorcere, entriamo nel sentire del cuore e fluiamo in accordo con il vedere e il sentire dell’anima, attendendo un chiaro segnale o un movimento interiore che ci spinga ad agire in una data direzione.

Dinanzi all’evidenza di una situazione, che inizialmente ci appare come un problema o un ostacolo da sopravanzare, ci serviamo del metodo RiconosciAmaDiventa come fosse uno strumento di lavoro capace di superare le difficoltà senza fuggire da esse. Ciò, beninteso, non significa trovare immediatamente una soluzione al problema, piuttosto possiamo imparare a riconoscerlo come un non problema, un’illusione, non nel senso che non esiste, in quanto è lì davanti a noi. Eppure ora finalmente riconosciamo che siamo noi, attraverso tutto ciò che pensiamo e sentiamo, a percepirlo così, proprio nella modalità con la quale lo abbiamo attirato a noi. In verità, quasi sempre, non lo vediamo correttamente, non lo percepiamo né lo accogliamo con la mente ed il cuore aperti, né tanto meno facilitiamo ogni sua e nostra espressione.

Cambiando prospettiva e atteggiamento possiamo pian piano vederlo scomparire, trasformato in un aiuto invece di essere soltanto un ostacolo, una risorsa per comprendere, aumentare la consapevolezza e crescere anziché un nemico da combattere, qualcosa con cui stare e non da cui fuggire.

L’approccio consigliato ci induce a ricordarci, in ogni circostanza, che possiamo guardare tutto da una prospettiva più ampia, in cui gli ostacoli, una volta riconosciuti, accettati, accolti e integrati, diventano una preziosa opportunità cognitiva di apprendimento e integrazione; quindi, una volta trasmutati dentro di noi non si ripresenteranno più in quella forma conflittuale, ma in una nuova opportunità.

E il tutto, “soltanto”, riconoscendo, amando, lasciando che diventi.

Quando non siamo sufficientemente sereni e distaccati per fronteggiare la situazione, dovremmo anche ricordarci che il più delle volte non siamo capaci di vedere e di cogliere tutto ciò che è così com’è, ma che ne interpretiamo i significati distorcendoli, sulla base di altre precedenti distorsioni che costituiscono le nostre interferenze psico-emotive e le credenze limitanti.

Emerge allora la necessità di creare, proprio al centro di noi stessi, un prezioso spazio sacro che contenga il vuoto necessario ad accogliere, un silenzio indispensabile a zittire tutti i rumori interni ed esterni, un cuore aperto e libero di amare in modo incondizionato, una mente spogliata da idee pregiudiziali, e nulla più.

Se il nostro corpo diverrà il laboratorio in cui praticare gli esperimenti volti alla ricerca e al conseguimento del nostro benessere, questo spazio centrale diventerà il nostro forno alchemico, il magico atanor capace di armonizzare qualsiasi distorsione, avviandola verso la necessaria trasmutazione.

Il nostro compito, nel frattempo, sarà mantenere continuamente vivo quel fuoco, le cui fiamme sono indispensabili per alimentare le trasmutazioni.

Attraverso il nostro intento e l’attenzione che riversiamo, qui e ora, in ogni singolo aspetto dell’intero processo, determinandolo per mezzo della nostra coscienza focalizzata, creeremo l’inarrestabile danza dell’energia e della materia.

Per realizzare questa danza, accomodiamoci al cospetto degli elementi conflittuali, illuminandoli dall’interno,  per poi porci le tre domande essenziali:

 

  •  Cosa scelgo di riconoscere?
  • Come lo posso amare?
  • Come posso ora facilitarlo?

Semplicemente:

  • Riconoscendo tutto ciò che è, senza distorsioni.
  • Amandolo così com’è, senza cercare di manipolarlo.
  • Lasciando che diventi ciò che è, senza interferenze.

Infatti, come è ben noto allo zen, non sempre chi cerca trova, soprattutto quando c’è troppo sforzo da parte del nostro Io volitivo che desidera il pieno controllo.

Limitiamoci invece a esprimere il nostro intento, dalla giusta prospettiva e distanza, ovvero con il necessario distacco, consentendoci di divenire liquidi, trasparenti e autentici.

Tutto poi sarà più semplice perché fluirà con una maggiore facilità.

Mentre respiriamo con lunga e dolce profondità, ma senza sforzo, immersi in silenziosa contemplazione, ascoltiamo con umiltà la vita e la osserviamo con il cuore aperto, arrendendoci a noi stessi e all’evidenza della realtà. A questo punto, possiamo limitarci ad essere ciò che siamo, per scoprire che non potremmo e non vorremmo essere diversi.

 “Non sia nessun altro chi può essere se stesso”

dichiara a ragion veduta Paracelso, intendendo quel processo in cui ciò che credevamo di essere si è disintegrato dinanzi al nostro Sé.

Tutto, quando è pronto, cambia da sé, se solo glielo consentiamo.

Talvolta, fermarsi e fare un passo indietro con l’ego è necessario per procedere con l’anima: è il modo più sicuro e rapido per riconoscere del tutto la strada, per accoglierla interamente fino ad amarla, per poi proseguire senza più esitazione né paura.

Ermete Trismegisto ora sicuramente direbbe:

“Chi comprende tutto questo è assai innanzi sul sentiero.”


Se hai domande in merito al Metodo RiconosciAmaDiventa contattami senza esitare scrivendo direttamente nei commenti qui sotto e, se ti va, condividi.

4 commenti. Nuovo commento

Interessante il tuo metodo, voglio approfondire l’argomento perché penso che è utile per la mia vita. Aspetto gli altri post sull’argomento.

Gianfranco Santiglia
7 Marzo 2017 7:25

IL metodo RiconosciAmaDiventa è semplice ma efficace, soprattutto se lo utilizzi come una sorta di bussola della tua vita.
Se lo desideri troverai altri post nel mio blog nella relativa sezione.
Buona lettura e soprattutto buona applicazione.

Interessante, ma come posso applicarlo concretamente nella vita quotidiana, senza cadere nei miei soliti automatismi? E per guarire le ferite interiori e correggere quello che posso purtroppo aver trasmesso ai miei bimbi, imparare a volermi bene così come sono, senza dover riempire il mio corpo di cioccolata per riempire vuoti o nascondere paure? Grazie mille!

Gianfranco Santiglia
2 Settembre 2019 9:39

Sarei lieto di risponderle approfonditamente, magari mi contatti in privato

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