Fluire con la  vita.

La forza interiore, l’immaginazione e la creatività sono al servizio della vita.

Non avremmo potuto evolverci tanto quanto abbiamo fatto in loro assenza.

Generare, seminare e coltivare immagini, visioni e atti creativi ha permesso alla nostra specie di aspirare ad una vita ricca di abbondanza, prosperità, opportunità e significati. Anche se non sempre e ovunque è andata così.

Peraltro, va detto che è anche vero che non siamo stati altrettanto bravi nell’amministrare e distribuire tale abbondanza.

É  tuttavia innegabile che esista un meraviglioso potenziale interiore in ciascun essere umano, il quale è in grado di immaginare e creare grandi cose: una possente forza generativa e realizzativa aspetta soltanto di essere attivata per illuminare e irradiare le nostre esistenze della luminosità che meritano.

Questa energia è la nostra Forza Interiore, la nostra essenza generatrice di vita e di ogni atto creativo. Quando riusciamo ad assecondare tale forza fluiamo con la vita con irrisoria facilità, come un abile marinaio che conduce la sua barca utilizzando la sola forza del vento. Possiamo definire queste magiche situazioni come esperienze di Flow, ovvero di libero flusso della coscienza, che è nel suo stato e funzionamento ottimale.

 

Tutto scorre a meraviglia.

Ciascuno di noi conosce perfettamente questi momenti avendoli vissuti più volte e in prima persona, così come conosce altrettanto bene quegli episodi di assenza di Flow, in cui la nostra Forza Interiore si spegne o addirittura ci si rivolta contro, come una creatura che morde la mano di chi la nutre.

L’intento che mi prefiggo in questo blog è di coltivare questa forza e la modalità con cui lasciarla fluire, allo scopo di rendere le nostre vite più appaganti.

La quasi totalità della razza umana cerca, spesso senza saperlo né riuscirvi, di allontanarsi dal dolore e di avvicinarsi al piacere e alla felicità.

Bene, ritengo che questa corsa affannosa non possa prescindere dalla scoperta e dalla conoscenza della nostra Forza Interiore e di come fluire con essa e con la vita.

LE MIE PRIME ESPERIENZE DI FLOW FORZA INTERIORE

Quando ero piccolo praticavo molto sport e ad un certo punto mi sono dedicato al tennis agonistico, passando attraverso successi e insuccessi, come accade a tanti.

Con il tennis è stato amore a prima vista, con i tornei e le competizioni non proprio. Non sempre riuscivo a esprimere tutto il potenziale che mi apparteneva e che sempre, invece, realizzavo in allenamento. Mi rendevo conto, spesso, di giocare due partite: una con il mio avversario e un’altra, la più dura, contro di me: contro i miei limiti, le paure, le aspettative, i dubbi, il giudizio…

Altre volte, invece, era stupendo: come per magia, talvolta, mi ritrovavo mentre giocavo in uno strano territorio, magico e inesplorato, dove tutto sembrava rispondere ad altre regole e leggi, in cui la fatica, gli attriti, le pressioni e le paure erano del tutto inesistenti. Una magica isola, vergine e incontaminata, in cui c’ero io, la racchetta, la palla e il mio compagno di giochi, nulla di più: tutto era semplice ed essenziale. Perfetto!

Un momento perfetto e io ne ero l’artefice.

Tuttavia, com’è nella mia natura, ho continuato a esplorare in altre possibili direzioni e ciò mi ha aiutato a individuare il punto in cui costruire il mio personale ponte per ritornare volontariamente nell’isola felice, quel luogo interiore in cui è più facile esprimersi al meglio, senza interferenze.

Un giorno finalmente ho capito, vedendola chiaramente senza più alcun velo, che quell’isola non è fuori ma dentro di me.

È il magico spazio e momento, il qui e ora, in cui incontri la tua totalità, la tua vera essenza, la accogli e la vivi fluendo in essa, senza paura né giudizio, sapendo che è espressione della tua  Forza Interiore e ancor prima della divinità che dimora in te, di cui tu, come tutti, sei un meraviglioso esponente.

 


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2 commenti. Nuovo commento

Voglio fluire anche io con la vita, è proprio il mio momento per girare pagina.

Gianfranco Santiglia
17 Febbraio 2017 12:53

Se senti questo, Renato, cavalca l’onda, con la massima resilienza.

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