La strategia di gioco nel tennis ci offre l’opportunità, se e quando ben applicata, di portare il match dalla nostra parte.

Lo fa nel rispetto e nella considerazione di 3 fattori essenziali: la conoscenza di se stessi, dell’avversario e del terreno in cui avviene lo scontro.

L’autoconoscenza ci consente soprattutto di riconoscere e comprendere come utilizzare al meglio le proprie risorse durante l’incontro. Una conoscenza graduale, una conquista maturata in seguito a tutta una serie di pratiche e allenamenti svolti in campo e fuori.

Ci ricorda e suggerisce di partire sempre da chi siamo e da ciò che abbiamo, eseguendo al meglio ciò che sappiamo fare.

Comprendere chi siamo e usare al massimo quelle potenzialità che costituiscono la nostra personale cassetta degli attrezzi ci dà modo di vincere innanzitutto la partita che si svolge dentro di noi, ovvero quel pericoloso gioco interiore che nel tennis e nella vita si ripropone ogni qualvolta non riusciamo a essere del tutto liberi di agire, naturali e spontanei, disinibiti e autentici nel nostro incidere, in quanto le nostre azioni sono troppo condizionate e inficiate dall’autocritica e dal giudizio interno.

Un gioco mentale che presto o tardi genera il conflitto interiore.

Solo sconfiggendo per primo il nostro avversario interno possiamo vincere la partita che si gioca “tra le proprie orecchie”, come dice Novak Djokovic, liberando in questo modo le energie e le risorse necessarie a mettere il bastone tra le ruote e tra gli ingranaggi del nostro avversario, anziché intralciare noi stessi.

Solo allora potremo giocare “nella zona” incominciando a esaltare tutto il nostro potenziale, raggiungendo così dei preziosi momenti di peak performance attraverso l’esperienza di flow.

Ho più volte parlato di partita interiore e di flow come viatico alla massima prestazione, così come ho indicato nei miei precedenti post il metodo RAD, Riconosci, Ama, Diventa, come un prezioso strumento per rieducare il nostro atteggiamento a rispondere efficacemente alle sollecitazioni interne ed esterne, una tecnica per agire consapevolmente anziché reagire in modo automatico, istintivo e reattivo, una bussola con cui guidare con saggezza i nostri atteggiamenti nel tennis e procedere nella vita con una certa efficacia.

L’obiettivo della prima sfida che mira alla piena conoscenza di se stesso è di imparare a utilizzare al meglio le proprie risorse.

Per quanto, come indicato da Tim Gallwey, il coach autore dell’Inner Game,

“L’avversario che si nasconde nella nostra mente è molto più forte di quello che troviamo dall’altra parte della rete”,

la conoscenza dell’avversario, in termini di comprensione del giocatore che è appunto dall’altra parte della rete, è senza dubbio fondamentale per l’esito finale della partita. Infatti, ci consente di capire e scegliere come disarmare, per quanto possibile, il nostro antagonista, disattivando con il gioco che attuiamo alcuni dei suoi maggiori punti di forza.

Soprattutto quelli che ci danno più fastidio in campo e in cui ha una massima resa.

L’unico dei colpi del nostro avversario su cui non abbiamo alcuna diretta incidenza è il suo servizio, per il resto la sua qualità di gioco dipende anche da noi, ossia dal modo in cui lo mettiamo direttamente in difficoltà, depotenziandolo, oppure gli consentiamo di essere del tutto a proprio agio attuando il proprio gioco preferito, in quanto non siamo riusciti per nulla a disinnescare i suoi maggiori punti di forza.

Ritornando al servizio, è solo parzialmente vero che non abbiamo come ribattitori alcuna incidenza diretta; infatti, sempre in termini di strategia di gioco nel tennis ,  possiamo talvolta mettergli una minima pressione e/o condizionarlo attraverso il nostro posizionamento nell’area di risposta, per esempio presidiando una traiettoria piuttosto che un’altra; questo fattore può infatti, talvolta, scalfire un meccanismo che appariva perfetto fino a poco prima.

Anche la situazione di punteggio in cui il nostro sfidante si troverà a servire influirà in qualche modo sulla sua resa, e certo stargli con il fiato sul collo in termini di punteggio non agevolerà affatto le condizioni psicologiche di chi serve, il quale sente di avere pochi margini di errore.

In ogni caso dobbiamo aspettare e sperare che la sua resa al servizio cali un po’, ma praticare consapevolmente e in modo attivo questi giochini psicologici senza subirli passivamente può a volte spostare l’ago della bilancia.

In generale, sarà fondamentale capire qual è il punto di rottura del nostro avversario e fare in modo di accompagnarcelo attraverso il nostro gioco, inteso come espressione tecnica, fisica, mentale e tattica: i 4 pilastri su cui regge il nostro tennis.

È la mente a guidare questo processo e a suggerire la strategia di gioco nel tennis più efficace.

Sicuramente, potremo eseguire al meglio le nostre direttive tecniche se il nostro fisico risponderà adeguatamente, e sapremo condurre una perfetta gestione tattica e strategica solo se avremo acquisito una sufficiente padronanza mentale ed emozionale.

Questo ci ricorda che dobbiamo idealmente pensare all’individuo come ad un sistema olistico, del tutto integro e completo, e soltanto quando tutti i pezzi si incastrano perfettamente si ottiene la massima resa, nel tennis come nella vita.

Questi pezzi del mosaico umano si chiamano energetico, fisico,emozionale, mentale e spirituale, e insieme costituiscono la nostra Forza Interiore, il cui valore va ben oltre la somma delle singole componenti.

L’obiettivo di questa seconda sfida che mira alla conoscenza dell’avversario è di riuscire a disarmarlo e depotenziarlo.

La conoscenza del terreno dello scontro, che prevede la comprensione di tutti gli elementi in gioco con cui familiarizzare ed empatizzare al più presto, diventa anch’essa importante dal punto di vista di delineare una appropriata strategia di gioco nel tennis per avvicinarci al successo finale.

Trovare rapidamente un buon feeling con le condizioni di gioco, con campo, palline, racchetta, intensità delle corde, gioco dell’avversario, vento, sole, luce e quant’altro, spesso fa la differenza tra assicurarsi una buona o una cattiva prestazione, tra vincere o perdere l’incontro.

Rispetto alla strategia di gioco nel tennis , una perfetta combinazione di fattori potrebbe per esempio prevedere, in relazione alla diversa superficie del campo, la scelta delle scarpe adeguate, di una tensione delle corde che si adatti perfettamente anche alla consistenza delle palline, alle palle nuove o meno, e così via.

In relazione alla luce del sole, quando possibile potremo scegliere se iniziare il match in battuta o in risposta, quindi adattarci al meglio alla situazione, magari variando il lancio di palla al servizio o  la posizione in ribattuta; se c’è vento valutarne l’intensità e la direzione per calibrare i nostri colpi, allo scopo di ottimizzare i nostri cercando una breccia in quelli dell’avversario.

Potremmo continuare così a lungo nel delineare possibili strategie di gioco nel tennis in relazione al terreno e ai diversi elementi dello scontro, ma quello che occorre capire è l’importanza dell’atteggiamento mentale, in cui la resilienza svolge un ruolo fondamentale.

L’obiettivo di questa terza sfida che mira a conoscere perfettamente tutti gli elementi in gioco è di armonizzare le sensazioni interiori con gli aspetti esterni.

E’ sempre utile sottolineare il fatto che una buona tattica considera sempre contemporaneamente, e in modo dinamico e combinato, questi 3 obiettivi sfidanti come un unico sistema funzionale: noi stessi come giocatori, l’avversario e il terreno in cui avviene l’incontro.

Tutto deve essere ri-conosciuto e compreso perfettamente nell’insieme e usato poi con consapevolezza in termini di tattica di gioco.

Detto questo, delineare una buona strategia di gioco nel tennis significa tenere presente e armonizzare tutti questi elementi e fattori di gioco finora considerati in modo da esaminare, costruire e cogliere perfettamente le opportunità migliori con cui capitalizzare l’impegno, applicando la relativa formula: V= O+A+C (Vittoria = Opportunità + Alternative + Capacità di Capitalizzare).

È una delle 7 formule più importanti che ho considerato rilevanti nella strategia di gioco nel tennis ; di questa in particolare ne ha sottolineato l’importanza Brad Gilbert, ex top ten e coach di Agassi nei suoi anni d’oro.

Egli afferma, in sintesi, che la Vittoria è una questione di Opportunità, Alternative e Capacità di Capitalizzare le occasioni. È questo che intende con la sua consueta espressione “vincere  sporco”.

La prestazione ottimale che conduce alla vittoria è dunque una condizione che matura dalle 3 strategie vincenti finora considerate e dai 4 stili che essenzialmente compongono la strategia di gioco nel tennis , e che andremo ora ad analizzare.

LA STRATEGIA DI GIOCO NEL TENNIS ATTRAVERSO 4  TIPOLOGIE ESSENZIALI DI GIOCATORI

Esistono 4 stili fondamentali che ci consentono di attuare una valida strategia di gioco nel tennis per vincere l’incontro.

Rappresentano 4 tipologie generali di gioco, indicate come:

  1. il giocatore serve and volley
  2. il difensore
  3. l’aggressivo da fondo campo
  4. il giocatore a tutto campo.

In verità, con il tennis moderno e le relative evoluzioni tecniche e le ragguardevoli rivoluzioni nei materiali di gioco, erano impensabili dei cambiamenti e delle trasformazioni che non coinvolgessero molto da vicino anche i diversi stili che si esprimono attraverso le strategie di gioco nel tennis .

Pertanto, il cosiddetto difensore puro da fondo campo in verità non esiste quasi più ad un certo livello, per esempio tra i professionisti, così come anche il classico giocatore di serve and volley è sempre di più una mosca bianca, forse destinata ad estinguersi nei prossimi anni.

Infatti, tra i tennisti “pro” è impensabile ormai pensare di poter impostare la propria strategia di gioco nel tennis unicamente in qualità di difensore da fondo campo, soprattutto a livello maschile, sebbene alcune di queste caratteristiche permangono, ma utilizzate diversamente.

Per quanto riguarda il serve and volley a livello professionistico, uno stile estremamente rischioso e dispendioso, diventa anche difficile impostarlo come strategia di gioco nel tennis in considerazione del netto miglioramento generale effettuatosi tra i ribattitori  nella risposta al servizio e  nel passante in genere.

Le strategie di gioco maggiormente utilizzate a certi livelli, soprattutto tra i professionisti, sono dunque rappresentate prevalentemente dal giocatore aggressivo da fondo campo e da quello a tutto campo, il quale sa fare e utilizza un po’ tutto.

Sembra che il presente e il futuro del tennis siano sempre più orientate verso queste due categorie.

Vediamo ora tutte le diverse tipologie nel dettaglio, indicando per ciascuna i giocatori professionisti che più la rappresentano, con uno sguardo al passato, al presente e alla next generation, al mondo maschile e femminile dei tennisti in auge.

LA STRATEGIA DI GIOCO NEL TENNIS CON IL GIOCATORE SERVE AND VOLLEY E COME CONTRASTARLO

Il giocatore serve and volley è attirato dalla rete come le falene lo sono dalla luce.

La ricerca costante della rete al seguito della battuta, della risposta, dell’approccio o dell’attacco caratterizza il giocatore di volo, il quale soprattutto non rinuncia mai a venire avanti dopo un buon servizio, che varia di continuo sia nella rotazione che nelle possibili angolazioni.

Ne sono un esempio ancora in circolazione tennisti come il lussemburghese Muller, il fratello maggiore dei fratelli Zverev, Feliciano Lopez, l’americano John Isner, il croato Ivo Karlovic, il canadese Raonic , i francesi Herbert e Mahut, spesso compagni di doppio.

Tra le donne del presente la spagnola Martinez Sancez, vincitrice a Roma 2010 e la grandissima Martina Navratilova nel passato.

Nel più recente passato, numerosi erano i rappresentanti del serve and volley a livello maschile.  Impossibile tra questi non ricordare John McEnroe, gli australiani Pat Cash e Pat Rafter, Stefan Edberg, Pete Sampras, Boris Becker.

Come dicevamo, tra i giovani non viene incoraggiata né praticata troppo questa attitudine.

Come affrontare in modo efficace il giocatore che attua il serve and volley?

A suon di passanti millimetrici e lob calibratissimi, naturalmente.

Scontato, noo?! Anche se non sempre di facile attuazione.

Ma dato che prevenire è sicuramente meglio che curare, è auspicabile trovarsi questi giocatori dinanzi alla rete meno possibile; occorre dunque tenerli quanto più distanti dalla rete  esercitando una continua pressione, aumentando la nostra velocità di palla e il top spin per alzare la traiettoria e non dargli modo di appoggiarsi sulla palla per effettuare l’attacco.

Attaccarli a nostra volta non appena possibile, togliendo loro il tempo, è un ottimo antidoto.

LA STRATEGIA DI GIOCO NEL TENNIS CON IL GIOCATORE DIFENSORE E COME CONTRASTARLO

La tipologia del difensore da fondo campo è sintetizzata da un’ottima copertura del campo, una grande regolarità, massima mobilità, velocità nel coprire e difendere gli spazi, pazienza, perseveranza e metodicità nell’applicazione a oltranza del proprio schema con ordinate geometrie.

Questo tipo di giocatore presidia abilmente la propria metà campo e si preoccupa soprattutto di questo, più che di imbastire pericolose trame di gioco attraverso i propri colpi; la propria forza sta nel limitare i propri errori non forzati giocando con una massima regolarità, esasperando così spesso gli avversari.Ssolitamente gioca ben oltre la propria riga di fondo campo, dalla quale occorre staccarlo con traiettorie basse, corte, angolate e insidiose.

Nel passato tennistico ci sono stati numerosi rappresentanti di questa tipologia di gioco; ricordiamo, uno per tutti, il grandissimo Bjorn Borg, e anche uno dei suoi più agguerriti antagonisti dell’epoca, Guillermo Vilas, mentre tra le donne Chris Evert merita un posto d’onore.

Nel tennis odierno, tra le donne annoveriamo la recente vincitrice del master di Singapore 2017, la danese Caroline Wozniacki e la veterana serba Jelena Jankovic.

Tra gli uomini l’ex numero uno del mondo, il britannico Andy Murray è un ammirevole esempio di difensore che sa naturalmente ribaltare lo scambio, trasformandosi all’occorrenza in attaccante da fondo e giocatore tutto campo, come fa anche lo spagnolo David Ferrer.

Per quanto tra le next generation difficilmente si imposti questo tipo di gioco, in casa Italia il nostro Gianluigi Quinzi sa difendere il campo con questa precisa attitudine, oltre che trasformarsi rapidamente in un attaccante. Anche se deve sicuramente migliorare in questo aspetto.

Un giovane esempio ancora migliore in questo senso è rappresentato dal sud coreano Chung.

Come contrastare efficacemente il bravo difensore?

Come è più logico impostare la partita contro un giocatore con queste caratteristiche?

Un possibile antidoto per contrastare il difensore consiste nello scombinare i suoi piani, destabilizzandolo; occorre rompere le sue geometrie e bucare la fitta ragnatela di palleggi.

Come?

Con improvvise accelerazioni, repentine sortite a rete, variazioni, muovendolo improvvisamente in verticale con palle corte per chiamarlo a rete, in una zona del campo che non predilige. E ancora, offrendogli delle palle lunghe, profonde ma senza peso, sulle quali non possa appoggiarsi e sia invitato a spingere.

L’idea e la corrispondente immagine mentale è quella di stanarlo dalla propria tana, di farlo uscire dalla zona di confort, portandolo su di un terreno per lui più insidioso.

Occorre inoltre non avere fretta nell’attaccarlo, mai in modo  avventato, poiché è sicuramente abile nel passante e nei lob, ma comunque non rinunciare a farlo a dispetto di ricevere qualche inevitabile passing. La soluzione di attacco in controtempo è spesso da preferire.

LA STRATEGIA DI GIOCO NEL TENNIS CON IL GIOCATORE AGGRESSIVO DA FONDO CAMPO E COME CONTRASTARLO

L’aggressivo da fondo campo è caratterizzato da due buoni fondamentali, il diritto e il rovescio,  e da grande forza e intensità di gioco con almeno uno dei due colpi, di solito il diritto che per la sua biomeccanicità è maggiormente predisposto, con il quale si mette pressione continua all’avversario attraverso velocità, profondità, angolazioni e diverse traiettorie e rotazioni di palla.

Il binomio servizio e diritto è sempre più importante nell’economia di gioco dei tennisti attuali, e anche tra le giovani promesse. È inoltre l’arma su cui fa tantissima leva l’aggressivo da fondo campo, che in verità è molto abile anche in risposta.

Tra le “next gen” molti interpretano questo tipo di gioco, e tra tutti evidenziamo soprattutto il tedesco Alexander Zverev e il russo Rublev.

Tra le donne spiccano soprattutto i nomi di Serena William, la Sharapova, la Cibulkova, l’Azarenka, Muguruza, la giovane Daria Gavrilova e nel passato Steffi Graf e Monica Seles.

Tra gli uomini Rafael Nadal, Juan Martin del Potro, e anche Djokovic, nel passato Agassi, Lendl, Connors.

Dato che l’aggressivo da fondo campo ha un grande ritmo, l’antidoto più efficace consiste nel non concederglielo, per esempio utilizzando molto il proprio spin, alternando le rotazioni, gli angoli, la velocità e la profondità di palla, senza mai concedergli punti di riferimento né la possibilità di fare il proprio gioco.

Occorre soprattutto evitargli di entrare troppo frequentemente in campo e ricacciarlo appena possibile oltre la riga di fondo, sulla quale è solito giocare e, talvolta, chiamarlo improvvisamente avanti, o attaccarlo, magari in controtempo.

LA STRATEGIA DI GIOCO NEL TENNIS CON IL GIOCATORE A TUTTO CAMPO E COME CONTRASTARLO

Questa tipologia di giocatore è probabilmente la più talentuosa, tipica di chi sa fare un po’ tutto bene e utilizza senza risparmio tutto il rettangolo di gioco, trovando diverse soluzioni, spesso fantasiose e spettacolari.

Sono giocatori molto resilienti e si adattano perfettamente alle diverse superfici, situazioni di gioco e avversari.

Ne sono un esempio Roger Federer, naturalmente, e anche il bulgaro Dimitrov, e la Kvitova tra le donne, come pure la polacca Radwanska.

Nel recente passato e nel presente anche le nostre migliori giocatrici, soprattutto la Schiavone, la Pennetta e la Vinci applicavano efficacemente questa tipologia di gioco.

Tra i giovani tennisti della next generation sicuramente Denis Shapovalov e Borna Coric, più di altri.

Per contrastare efficacemente questa tipologia di gioco bisogna cercare di prendere l’iniziativa con i propri colpi più sicuri, togliendo al giocatore a tutto campo il tempo e l’iniziativa, nonché le proprie certezze e i consueti parametri e punti di riferimento.

Un top spin carico e profondo decisamente premia contro questi tipi di giocatori e anche una grande aggressività in costante pressione per spingerli fuori dal campo facendoli giocare sulla difensiva .

In virtù di quanto finora emerso, appare evidente che una strategia di gioco nel tennis non è soltanto auspicabile e consigliata, ma anche indispensabile se vogliamo avere più chance di portare il match dalla nostra.

La strategia di gioco nel tennis ci consente non solo di ipotizzare e prevedere cosa farà il nostro avversario nelle diverse circostanze di gioco, ma anche di individuare e scegliere quale contromossa attivare.

In questo modo, non ci faremo mai trovare del tutto impreparati, ma saremo anzi pronti ad ogni evenienza, avendola anticipata mentalmente e magari anche visualizzata in ogni dettaglio.

In tal senso il match di tennis assomiglia molto da vicino ad una partita di scacchi in cui vince il giocatore che utilizza al meglio le risorse disponibili e tutti i propri pezzi muovendoli abilmente sulla scacchiera, ma ancor prima nella propria testa.

Impossibile o quasi prevedere tutte le mosse ma è possibile, no anzi necessario, comprendere che attuare la giusta strategia di gioco nel tennis ci sospingerà piacevolmente verso il traguardo come un tiepido vento di primavera.

Ancora una volta, la forza e la preparazione mentale che guidano e coordinano anche la strategia di gioco nel tennis risultano vincenti a breve come a lungo termine.

Allenarsi mentalmente non è più soltanto un optional, ma una vera e propria necessità.

A tutti i livelli di gioco.

Nel tennis, come nella vita!

Parola di Coach!gianfranco santiglia parola di coach

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