Uno strumento al servizio del tuo potenziale.

 A guardar bene, la scrittura consapevole è sempre stata lì con me quando ne ho avuto bisogno.

Ne ho avuto bisogno per distruggere e per creare, per interrompere e per saldare, per gioire e per liberare la sofferenza, per trasformare e per sedimentare, per esplorare dentro e fuori di me e, soprattutto, per capire.

Sicuramente mi è servita come valido supporto al metodo RiconosciAmaDiventa, in cui la scrittura mi ha aiutato a comprendere, ad accettare e a facilitare i cambiamenti necessari; mi è anche stata molto utile per accrescere il mio livello di consapevolezza in relazione a  tutti gli aspetti che costituiscono il mio bagaglio interiore e la relativa forza che ne è contraddistinta.

In tutti questi anni in cui mi sono occupato di scrittura con vari obiettivi e propositi, posso sicuramente affermare che il suo enorme potenziale può esprimersi in tutti i suoi utenti a diversi livelli, a vari gradi e a differenti altezze, a secondo dalla consapevolezza di chi e di come la utilizza.

Una risorsa e un potere che possiamo imbrigliare, come fosse una forza, e porre al nostro servizio.

Come?

Per esempio, riponendo in essa massima fiducia e attenzione, utilizzando tutta la nostra consapevolezza quando scriviamo in piena coscienza, in quanto il gesto grafico è un atto complesso che implica una miriade di fattori che mettono in comunicazione il nostro sistema mente-corpo.

La scrittura è nata per soddisfare tante delle nostre esigenze, a partire da quelle comunicative e relazionali, per poi diventare uno strumento sempre più variegato, dai mille volti e possibili utilizzi, non ultimi quello creativo, introspettivo ed esplorativo, dimostrandosi un valido e fidato alleato, un fedele compagno di viaggio nel sentiero della vita.

La scrittura rivela inoltre tutto ciò che siamo, tanto nella forma in cui è vergata che nei contenuti e nella struttura, rivelandosi un efficace strumento di autodiagnosi. Insomma, scrivendo, la persona tratteggia se stessa, si disegna, si dipinge, si fotografa e…comunica.

Se impara a guardar bene, osservando i tratti neri negli spazi bianchi, l’individuo può comprendere, attraverso la sua scrittura, come interagisce con la vita, come si incontra e come si scontra con le situazioni e può, se lo desidera, modificare alcuni atteggiamenti.

È anche in questo modo, pensando che la grafia sia molto di più che la somma di tanti segni su di una pagina, che la scrittura consapevole diventa uno strumento al servizio del potenziale umano.

È a questo punto e a questo livello che la scrittura consapevole inizia il suo compito effettivo, elevandosi ad una differente altezza.

Ecco allora, qui di seguito, le ragioni più valide per cui continuare a scrivere sulla propria agenda, di anno in anno, o altrove, anche nell’era informatica, in cui la scrittura vergata a mano potrebbe sembrare un gesto anacronistico e obsoleto, ormai privo di senso.

E non parliamo di semplice fascino e romanticismo legato al gesto grafico, ma di benefici effettivi che conseguono alla scrittura.

Naturalmente, qui intendiamo la scrittura consapevole: un gesto autentico, un atto volontario, specifico, mirato.

PERCHÈ SCRIVERE: 21 VALIDE RAGIONI

  1. Perché è uno strumento semplice, comodo, utile, efficace, economico.
  2. Per non soccombere del tutto alla tecnicizzazione.
  3. Perché è uno degli strumenti più validi in termini di ri-programmazione.
  4. Per amplificare con la scrittura consapevole il già eccelso potere del verbo.
  5. Per onorare continuamente una delle scoperte più importanti dei nostri antenati.
  6. Per rinnovare una delle modalità di apprendimento più familiare, iniziata da bambini.
  7. Per iniziare un’importante e piacevole forma di autoterapia adatta a tutti: la scrittura consapevole.
  8. Per mettere in discussione e rielaborare le “vecchie scritte sui muri di casa” che ci hanno forgiato.
  9. Per siglare altre tappe e nuove scritte sui muri domestici, che aderiscono con più efficacia.
  10. Per abbracciare il proprio movimento specifico e naturale.
  11. Per assecondare il proprio ritmo interno.
  12. Per fotografare noi stessi con precisione.
  13. Per allineare e armonizzare lo psicosoma, realizzando una perfetta biosintesi.
  14. Per rafforzare e creare, attraverso la ripetizione grafica, nuove vie e connessioni neuronali.
  15. Per mediare, orientare e governare attraverso il corpo.
  16. Per favorire e potenziare lo sviluppo neurologico e stimolare l’attitudine percettiva.
  17. Per favorire l’apprendimento, incrementando i nostri risultati.
  18. Per migliorare la propria comunicazione interiore e il livello di calda intimità.
  19. Per affinare la nostra chiarezza espositiva, grafica e verbale.
  20. Per liberare ciò che vuol fuggire e trattenere ciò che merita e desidera restare.
  21. Per un’infinità di altre valide ragioni che spero esplorerete ricominciando a scrivere in modo consapevole.

5 VOLTI EFFICACI DELLA SCRITTURA CONSAPEVOLE

Scrivere è rappresentare la danza della vita, una danza dalle infinite movenze.

La scrittura, come la vita, ha molteplici volti e linguaggi che riconducono tutti all’essere umano e che hanno scopi ed obiettivi differenti.

Questi diversi linguaggi della scrittura rappresentano altrettante tecniche volte all’esaltazione del particolare mezzo grafico.

Incominciamo questo viaggio esplorativo intorno all’utilizzo consapevole del mezzo grafico partendo dalla grafologia.

LA GRAFOLOGIA

La scrittura  è uno dei più ricchi giacimenti di significati inconsci finora scoperti e la grafologia, ovvero lo studio della personalità per mezzo dell’interpretazione psicologica della scrittura, offre ai suoi studiosi l’opportunità di comprendere tali significati.

Questo è possibile per effetto della legge di corrispondenza, che riassume il principio analogico mediante il quale interno ed esterno coincidono; così, dalla scrittura si può per analogia e corrispondenza desumere la personalità di chi l’ha vergata.

Inoltre, dallo studio del particolare possiamo giungere alla comprensione generale, e viceversa, dato anche che il principio dell’unità ci suggerisce che una parte richiama il tutto a cui appartiene.

Un principio che i nostri comuni antenati conoscevano perfettamente e definivano pars pro toto.

Naturalmente non è dato a tutti il modo di comprendere i significati nascosti della scrittura e la loro interpretazione psicologica, poiché sono necessari lunghi studi e un’attitudine specifica per venirne a capo.

Tuttavia, se ci si sintonizza adeguatamente sulla scrittura, con la dovuta calma e attenzione, in completo assetto di ascolto e osservazione, è possibile per tutti farsene un’idea, in quanto il linguaggio grafico sottintende l’utilizzo di archetipi che sono inconsciamente noti a tutti.

A ognuno di noi, quindi, risulta sufficientemente chiaro quale messaggio trasmette una scrittura orientata verso destra o verso l’alto, oppure confusa, grande o spigolosa, o anche minuziosa, agile e scattante, e così via.

La grafologia ci offre quindi una preziosa opportunità per riconoscere i tratti caratteriali principali della personalità scrivente. In modo particolare, possiamo rivolgerci alla nostra scrittura e a porci in una condizione di osservazione distaccata, senza giudizio, per vedere cosa ci comunica.

La comprensione di ciò che siamo è l’inizio del viaggio di esplorazione interiore e di ottimizzazione del proprio potenziale e delle proprie risorse. Uno strumento per esaltare la nostra forza interiore.

LA SCRITTURA AUTOBIOGRAFICA

La scrittura autobiografica è una tecnica molto antica che risale alla tradizione greco-romana, nata allo scopo di ri-conoscersi, per poi essersi evoluta come necessità e desiderio di prendersi cura di sé, dialogando con se stessi, raccontandosi.

Rappresenta una forma di comunicazione integrale, esclusiva e riservata con il proprio intimo e con il sé storico che contraddistingue la propria storia personale.

L’autore della scrittura autobiografica, trascrivendo quotidianamente fatti della propria vita presente e passata, intreccia un prezioso e fitto dialogo interiore che getta luce e fa chiarezza, penetrando delicatamente nelle fitte maglie della propria storia, con le ferite specifiche da ricucire e le gioie da rammentare.

Dopotutto, come ha scritto Ray Bradbury, l’autore del noto “Fahrenheit  451“, un libro cult della beat generation:

“C’è solo un tipo di storia al mondo. La vostra storia.”

Tutte le altre storie non fanno altro che segnalare, giustificare, esaltare, proiettare, identificare oppure minimizzare, irretire, negare la nostra storia.

Ma è sempre a questa che infine torniamo, alla nostra storia, allo scopo di conferirle la necessaria coerenza narrativa, in modo da attribuire forma e significati alla nostra esistenza.

Una semplice testimonianza di scrittura autobiografica è rappresentata dal diario personale: un’agenda, un diario amico con cui comunicare, ricettacolo delle nostre emozioni, anche le più recondite e segrete.

Inutile sottolineare il valore terapeutico che per alcuni può rappresentare l’opportunità di liberare sulla carta ciò che altrimenti rimarrebbe inespresso, inibito, negato, non vissuto.

D’altra parte, la scrittura autobiografica, come parte integrante della Psicogenalogia, offre inoltre l’opportunità di indagare noi stessi in seno alla nostra famiglia d’origine, per comprendere i nodi comuni e quelli personali che si manifestano in qualità di blocchi e quant’altro.

Comprendere il passato e le proprie radici per vivere mal meglio nel presente e costruire un futuro consono alle nostre possibilità.

LA SCRITTURA FIUME

È una tecnica di scrittura composta senza essere pensata, allo scopo di creare il vuoto interiore in seguito all’ondata di piena del fiume interno, il quale liberandosi provoca la necessaria e piacevole abreazione di pensieri ed emozioni in eccesso.

Scrivendo nel flusso non ci si preoccupa della forma né dei contenuti, nemmeno della bella scrittura e della grammatica, dato che il fine è tutt’altro. Per questa ragione si eviterà di apporre la punteggiatura e di rileggere quanto appena scritto per correggere; ci si concentra invece unicamente sul flusso di coscienza che si riversa sulla pagina, come un fiume nel suo solido letto di terra, che si porta dietro quintali di scorie e di detriti che erano rappresentati da pensieri convulsi ed emozioni grezze mal metabolizzate.

La mente visualizza il flusso interrotto di immagini e le traduce spontaneamente in parole; l’emozione conferisce la necessaria linfa energetica; la mano che tiene delicatamente la penna consente al fiume in piena di esprimere il flusso per sgorgare attraverso una scrittura libera, autentica, originale, priva di argini e limiti d’ogni sorta.

Il flusso di coscienza, un misto di immagini, pensieri ed emozioni, defluisce dal corpo, riempito di endorfine per la gioia della liberazione emozionale; la carta diventa il ricettacolo innocente dei nostri contenuti più complessi.

La perfetta integrazione di interno ed esterno, corpo e scrittura, diventa il viatico per una condizione di unità, integrazione e piacevolezza, un’esperienza superiore nota come flow: il flusso ottimale della nostra coscienza.

Ogni parola diventa quindi una barchetta di carta sospinta nel fiume della vita dal flusso della corrente interiore, alla ricerca di un grande oceano che l’accolga, in cui si ripone la massima fiducia, come pure sull’intero processo.

LA GRAFOTERAPIA

Nel complesso, la grafoterapia è un insieme di tecniche per la riconciliazione psicosomatica, di cui il gesto grafico è il punto essenziale di riferimento e anche il lungo e prezioso ponte attraverso cui possono avvenire profonde trasformazioni positive e cambiamenti radicali.

In senso tradizionale è una tecnica di riabilitazione della scrittura, una sorta di riprogrammazione neurolinguistica del linguaggio grafico, ma in senso lato può anche diventare un mezzo espressivo per manifestare noi stessi, la nostra totalità con i relativi disagi, ma anche le risorse per contrastarli: i veleni come pure i farmaci per sanare ogni tipo di ferita.

Possiamo di fatto distinguere una grafoterapia in relazione alla forma, la tradizionale, e una in relazione ai contenuti, più emozionale.

Il principio mediante agisce la grafoterapia è quello della reversibilità, grazie al quale si può interagire con l’interno portando nutrimento dall’esterno, introducendolo attraverso la scrittura, nella sua forma e nei contenuti specifici, ovvero nella modalità e nella struttura della scrittura in sé, come pure nei contenuti psichici ed emozionali che contiene.

Nella grafoterapia della forma ci si concentra allora sull’atto motorio della scrittura per interagire con la psiche, lanciandogli i messaggi desiderati, a seconda se la vogliamo calmare, velocizzare, delucidare o quant’altro.

Si corregge il gesto grafico, come se fosse un sintomo particolare, ma l’obiettivo è agire ben più in profondità, andando sin alla radice del problema.

Per questa ragione si accompagna ogni gesto grafico abbinandogli tecniche respiratorie specifiche con posture adeguate, in modo da eliminare e armonizzare le tensioni e i blocchi associati ai differenti movimenti.

La grafoterapia dei contenuti spesso segue o affianca quella che lavora sul gesto grafico, soprattutto negli adulti, introducendo gradualmente nella scrittura messaggi adeguati e informazioni specifiche, non ancora del tutto integrati; nei bambini e adolescenti ci si affida con più efficacia agli scarabocchi  e al disegno per raccontare e comunicare la propria interiorità.

 LA SCRITTURA CREATIVA

Tutto ciò che si è in grado di immaginare chiaramente, affiancando emozione, passione, sentimento e sensazione, lo si può anche ricreare, disponendolo sulla carta, che diviene in questo modo uno spazio di vita concreto ed autentico, reale.

Un’idea che ha avuto forma: ecco la scrittura creativa.

Nella scrittura creativa l’autore è il padrone esclusivo del proprio mondo, lo crea e lo disfa a proprio piacimento, senza limiti, lo plasma concretamente, a proprio gradimento, come farebbe un pittore sulla sua tela, uno scultore con un blocco di marmo o di argilla, o magari un produttore di giocattoli. La sua creazione è infatti proprio il suo personale giocattolo, ma è anche un’opera d’arte, qualsiasi sia il suo valore, in quanto unica e irripetibile.

La scelta delle immagini e delle relative parole con le quali conferire forma e corpo all’intento creativo costituisce il materiale essenziale di cui si serve l’autore della scrittura che crea, e questo costituisce il limite e la grandezza del suo lavoro. Il limite in quanto ci si serve di blocchi talvolta duri e granitici come le parole per tradurre qualcosa di evanescente, etereo e morbido come immagini, pensieri e sentimenti; ma grazie all’alchimia che si crea si possono ri-costruire magici puzzle ed elaborati mosaici, fatti di colori, suoni, tratti, atteggiamenti, figure concrete ed astratte che il narratore dispone sapientemente in un’unica tela dai molti strati e piani differenziati.

Il grande scrittore argentino Louis Borges ha descritto la letteratura e la scrittura creativa come un sogno guidato, un sogno di cui l’autore è l’indiscusso padrone e proprietario, eppure nella sua creazione si mantiene invisibile come Dio nella creazione.

L’invito è dunque quello di riprendere a sognare, ad occhi aperti e chiusi, perché questa è la nostra naturale essenza e attitudine, proprio come creare, in ogni sua forma, anche in quella grafica.

Buone creazioni a tutti.

 


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4 commenti. Nuovo commento

Da anni ormai scrivo tutti i giorni. Scrivo della mia vita, delle mie emozioni, dei miei dispiaceri e dolori ma anche delle mie gioie. Con tutti questi quaderni e diari pieni zeppi di parole mi è venuta la curiosità di farmi fare un’analisi Grafologica e dato che lei è anche Grafologo volevo chiederle come fare…

Gianfranco Santiglia
3 Febbraio 2017 11:18

La scrittura può essere utilizzata in vario modo e con diversi fini, e sono lieto che tu Grazia te ne sia servita per esprimere i tuoi sentimenti. Ulteriormente la scrittura può anche servire come strumento conoscitivo e diagnostico, in quanto ci rivela ciò che siamo ben oltre le nostre credenze e mascheramenti.
Questo è il caso della grafologia, e sono ben lieto di poterti essere utile in questa veste.
Se mi telefoni ne parliamo privatamente.

Le ho inviato un messaggio privato.

Gianfranco Santiglia
3 Febbraio 2017 11:12

Come concordato ci risentiamo dopo su skype.

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