La consapevolezza nel tennis viene tirata spesso in ballo come l’elemento che in una partita e, a maggior ragione, in una carriera può, da sola, fare la differenza.

La consapevolezza è quella facoltà superiore che ci consente di mettere a fuoco e illuminare ciò su cui poniamo ripetutamente l’attenzione.

Attraverso la nostra azione mirata, la consapevolezza si traduce in una forma di continua presenza psicofisica che non prevede distrazioni né frammentazioni interne, bensì un focus attentivo costante rivolto al qui e ora.

Appare allora subito evidente quale prezioso contributo possa offrire il suo corretto utilizzo in uno sport come il tennis, che fa della concentrazione e dell’attenzione rilassata il proprio modus operandi.

La consapevolezza nel tennis , quella maiuscola che incrementa e potenzia la nostra autoefficacia, ovvero la necessaria fiducia, la persuasione e la convinzione profonda di essere capaci come tennisti, riguarda tutta una serie di fattori che compongono il ventaglio del nostro meraviglioso sport.

Mi riferisco, in primis, alle 5 forze interne che nel loro insieme costituiscono e rappresentano l’essere umano nelle sue funzioni di base: l’aspetto energetico, fisico, emozionale, mentale e spirituale.

Infatti, qualsiasi progetto e processo di crescita, interna ed esterna, umana e tennistica nel nostro caso, deve coinvolgere sinergicamente questi elementi congiunti, in modo da non procurare eccessi né deficit interni ed espressivi, in un complesso sistemico, il nostro, che cerca e tende naturalmente verso l’equilibrio e l’armonia di base, se non ostacolato.

In campo, tradurre la consapevolezza inerente alle 5 forze significa monitorare di continuo la loro incidenza dal punto di vista del singolo elemento e del collettivo, in modo da comprendere come valorizzare le proprie risorse proteggendo i punti deboli del momento.

Il percorso di costruzione della consapevolezza nel tennis deve poi riguardare, a mio parere, il modo in cui queste 5 forze si allineano e combinano con gli aspetti specifici del tennis, che tendenzialmente sono rappresentati dai suoi 4 pilastri: l’aspetto tecnico, fisico, mentale e tattico-strategico.

La consapevolezza connessa a questi aspetti ci aiuta a capire su quali elementi del nostro gioco fare leva in un determinato momento per impreziosire ed esaltare il nostro tennis, o anche solo per superare i momenti di difficoltà.

Talvolta può infatti essere la nostra capacità fisica a fare la differenza, o magari può rivelarsi determinante la comprensione e la scelta di una potenzialità psichica o di una strategia o di una capacità tecnica, aspetti che in qualsiasi momento possono toglierci dagli impicci e risolvere il match a nostro favore.

Ogni buon allenamento e prestazione tennistica riguarda sempre l’applicazione di questi aspetti, possibilmente in modo congiunto.

Proprio a proposito dell’aspetto tattico, l’incremento della consapevolezza nel tennis riguarda poi lo studio specifico delle 3 strategie di base con cui ci confrontiamo ogni volta che scendiamo in campo: la comprensione basilare di chi siamo, in modo da valorizzare le risorse e proteggere le debolezze, la conoscenza che riguarda il nostro avversario o compagno di gioco, poiché è lui che ci rimanda la palla, e la consapevolezza che riguarda tutti gli elementi in gioco:  materiali, superficie di gioco, condizioni meteorologiche e ambientali…

Il monito socratico “conosci te stesso” si amplia estendendosi all’ennesima potenza, rivolgendosi anche alla conoscenza dell’avversario e del terreno dello scontro, così da incrementare la nostra consapevolezza nel tennis attraverso l’analisi e la sintesi di questi 3 elementi congiunti.

Senza una perfetta conoscenza e padronanza di tutti questi aspetti in gioco e di come si combinano disegnando in campo opportunità e difficoltà, risorse e fragilità, difficilmente l’impiego della nostra consapevolezza nel tennis ci consentirà performance rilevanti.

Riuscendo in campo a creare un quadro dettagliato della situazione di gioco sarà anche più semplice individuare una corretta tattica e strategia da realizzare come piano d’azione, abilità che spesso risulta la chiave di volta di quasi ogni incontro.

La fondamentale costruzione della consapevolezza nel tennis riguarda anche i 2 aspetti essenziali che compongono il gioco interiore, cioè quella partita che giochiamo interiormente oltre che con il nostro avversario e che spesso inizia ancor prima di scendere in campo.

Mi riferisco al confronto tra i nostri 2 Sé principali, quello che pensa e quello che agisce.

Soltanto consapevolizzando le loro diverse funzioni, consentendo a ciascuno di fare la propria parte senza spodestare l’altro, ma anzi sostenendosi ed esaltandosi a vicenda, è possibile interrompere il conflitto interiore ed eliminare le interferenze interne in modo da realizzare la prestazione ottimale.

Prendendo coscienza della loro interazione in termini di sottili equilibri, è più facile spostare di volta in volta l’ago della bilancia, se e quando necessario, al punto da incrementare la nostra efficacia in campo.

Infine, un ultimo aspetto a proposito della consapevolezza nel tennis che ci aiuta a completare la quadratura del nostro cerchio sportivo: la consapevolezza dell’Uno, ovvero dell’unità psicosomatica e sistemica, che governa, orienta e tiene incollati insieme tutti i pezzi interni e gli elementi in gioco, consentendo loro di combinarsi perfettamente nell’azione impeccabile.

Idealmente corrisponde al nostro centro, ovvero la centralina operativa forse più importante del nostro sistema biologico, una sorta di cervello viscerale che ha sede nel ventre ed è connesso al nostro hara e al plesso solare, i magazzini energetici del corpo umano.

La perfetta integrazione della coscienza con l’azione, dell’interno con l’esterno, crea un amalgama indispensabile, un connubio vincente, che è peraltro uno degli elementi fondamentali alla base del circuito virtuoso del flow: l’autostrada privilegiata per raggiungere una prestazione di livello.

Esercitare la nostra consapevolezza nel tennis significa prendere atto della necessità di dover di volta in volta considerare tutti questi aspetti, individuando il modo migliore in cui riuscire ad adattarvisi al meglio, poiché soltanto esprimendo pienamente la nostra capacità di  resilienza a breve, medio e lungo termine, mantenendo vivi gli obiettivi e la motivazione con cui coglierli,  possiamo pensare di superare le molteplici avversità che riguardano il campo di gioco e il modo in cui ogni volta vi entriamo per giocarci tutte le nostre carte.

L’utilizzo ottimale della consapevolezza nel tennis ci aiuta a mantenere in regola queste carte, che rappresentano il nostro personale biglietto da visita, come giocatori di livello e persone valide.

Bene, questo percorso della consapevolezza nel tennis , che vi ho proposto attraverso una sorta di conto alla rovescia degli elementi in gioco, è anche un efficace espediente per aiutarci a ricordare tutti gli aspetti fondamentali da riportare in campo, in modo da averne sempre piena coscienza.

È anche una possibile àncora di salvezza da richiamare a noi nella forma che più si adatta alle necessità del tennis: l’attenzione rilassata.

E allora, in partita, possiamo ripeterci:  “5-4-3-2-1”, una sorta di formula magica, un mantra utile a ricordarci quando, come e dove dobbiamo accendere  e puntare i fari della consapevolezza nel tennis che desideriamo giocare oggi, qui e ora.

Porteremo allora brevemente la nostra consapevolezza in termini di attenzione rilassata, in modo rapido ma sistematico, prima sulle 5 forze, e di seguito sui 4 pilastri, sulle 3 strategie, sui 2 aspetti della partita interiore e sull’Uno che governa il Tutto.

Oppure, sceglieremo di volta in volta su cosa concentrarci, una volta riconosciuto l’inghippo.

Spostare e orientare a piacimento la nostra attenzione desterà la relativa consapevolezza, che si disporrà naturalmente al servizio della prestazione.

Ovviamente, riuscire a farlo durante le intemperie della partita significa saper padroneggiare alla perfezione questo strumento di consapevolezza nel tennis , condizione possibile soltanto a dispetto dei numerosi allenamenti.

Ma alla fine il risultato è certo, e si traduce in termini di efficacia in campo.

Parola di Coach! gianfranco santiglia parola di coach


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