Questo articolo mi offre la ghiotta opportunità non solo di ricordare ma anche di sottolineare

l’utilità del coaching  e l’importanza del coach come figura professionale.

Riconoscendo validità e importanza ad entrambi, coaching e coach diventano, strada facendo, una necessità: quella di servirsene come un prezioso strumento adatto a facilitare un percorso di crescita e di realizzazione, a livello personale, professionale, sportivo o in qualunque altro ambito.

Partiamo subito da una necessaria prima domanda esplorativa, che chiarisce e sgombra un po’ il campo di lavoro, come peraltro suggerisce sempre il coaching di fare: per quale motivo è utile servirsi del coaching?

Perché è un cammino consapevole, responsabile e autonomo indirizzato verso la realizzazione del tuo potenziale, il quale ti consentirà di ottenere un maggiore appagamento personale, rendendoti felice mentre utilizzi al  meglio le tue risorse e le specifiche potenzialità, che fanno di te un essere speciale, unico e irripetibile.

Un percorso orientato alla felicità, al benessere e alla prosperità che si focalizza concretamente nel processo di trasformazione, conversione  e materializzazione dei tuoi:

  • DESIDERI in OBIETTIVI
  • PENSIERI in AZIONI
  • OSTACOLI in OPPORTUNITÀ
  • POTENZIALITÀ in RISORSE DISPONIBILI
  • PROGETTI in REALIZZAZIONI

Come si può constatare, è un percorso concreto e realistico, adatto a tutti e concentrato sul fare per essere. Essere felice.

Il coach è lo strumento umano che lo rende praticabile.

L’importanza del coach , nel nostro percorso di vita, è infatti impareggiabile.

Il coach, in tutto questo, assume soprattutto il compito di un facilitatore di processi, un allenatore di potenzialità, un professionista esperto nella relazione e nella comunicazione, il quale si avvale delle stesse per approcciarsi ai propri assistiti in modo da comprenderli al meglio per valorizzarne le note più originali e distintive.

Si serve, più nello specifico, di domande esplorative e potenzianti e di un metodo, semplice ed efficace, una mappa essenziale attraverso cui si allea, coopera e accompagna l’altro nello sviluppo di tutto il suo potenziale innato, trasformandolo in concrete e reali potenzialità vissute.

In questo modo può essere d’aiuto tanto a singoli che a gruppi, equipe e organizzazioni, che scorta verso il conseguimento di obiettivi sfidanti e dei necessari cambiamenti utili per migliorare la qualità della vita.

Per facilitare il processo di autorealizzazione, che per Maslow è “L’esigenza di ogni individuo di diventare ciò che si è capaci di diventare e di attuare le proprie migliori potenzialità”, il coach si avvale dei suggerimenti di uno dei padri fondatori di quest’arte, Sir John Withmore, il quale suggerisce di accompagnare noi stessi e gli altri verso il massimo rendimento grazie ad un processo autonomo di apprendimento.

In che modo?

  • Imparando a definire gli obiettivi connessi al futuro desiderato.
  • Riconoscendo le nostre potenzialità per attuare tali obiettivi.
  • Costruendo adeguati piani d’azione per realizzarli.
  • Individuando i possibili ostacoli che potrebbero insorgere, preparandosi ad affrontarli.
  • Cercando dei validi alleati a cui affiancarsi, fortificandosi.

Un processo che vive nella nostra storia personale e si nutre di essa.

Il Coach diventa in questo processo il migliore alleato possibile e, in accordo con la grande tradizione della maieutica, un abile ostetrico che ci aiuta a partorire noi stessi nel rispetto della nostra innegabile unicità e individualità.

Dopotutto, come ha scritto Erich Fromm:

“Il principale compito dell’essere umano è dare alla luce se stesso”.

E il coach può affiancarci efficacemente in una parte del cammino.

In questo senso, l’importanza del coach e le sue competenze diventano non solo rilevanti ma anche necessarie.

L’IMPORTANZA DEL COACH AL SERVIZIO DEL TUO POTENZIALE

L’essere umano è unico e irripetibile!

Questa è  una delle affermazioni in cui più credo, suffragata negli anni dall’esperienza come persona e come professionista, e proprio confrontarmi con tale unicità è sempre per me motivo di grande stimolo ed interesse.

Per quanto gli elementi essenziali che ci compongono siano i medesimi, essi sono presenti e si combinano diversamente in ciascuno di noi, caratterizzandoci in modo specifico, al punto da garantire a ciascun essere vivente la propria biodiversità, che si traduce con caratteristiche già all’evidenza uniche ed irripetibili nel modo specifico, qualitativo e quantitativo, in cui si accordano e manifestano.

Di fatto, a ben vedere, tutto nell’essere umano è estremamente diversificato: le impronte digitali, le sembianze fisiche, le movenze, il timbro e il tono della voce, il modo  di parlare, camminare, scrivere e, soprattutto, di vivere.

Il principio chiave da cui muove tutto il lavoro di un buon professionista del settore è questa specificità.

L’importanza del coach consiste proprio nel saper individuare, apprezzare e valorizzare tale singolarità, attraverso un adeguato agire.

Attraverso il metodo di cui si serve e grazie alla propria formazione e all’atteggiamento assunto, il coach professionista è capace di riconoscere e cogliere l’impronta essenziale dell’assistito e, partendo da questa, di costruire e realizzare insieme a lui un progetto di vita ben definito, sia esso qualcosa di semplice o di particolarmente complesso e impegnativo.

Ma prima del progetto viene la persona.

Un coach professionista cerca prima di ogni altra cosa di sintonizzarsi sulla persona che ha di fronte, sul suo universo interiore e sulle sue specifiche richieste; il suo scopo è rendere il cliente felice nel perseguimento dei propri obiettivi, coltivando parallelamente il suo processo di crescita interiore, che passa dalla responsabilità, dall’autonomia e dalla consapevolezza che gradualmente, giorno dopo giorno, l’individuo si guadagna grazie anche alla relazione di coaching.

  • Solo dopo aver attentamente ascoltato l’interlocutore, il coach può capire che tipo di linguaggio parlare per essere perfettamente inteso.
  • Solo dopo essere entrato nel suo mondo, con discrezione, delicatezza e comprensione, il coach è in grado di capire chi ha davvero di fronte, da dove viene e dove vuole andare, e dove si trova al momento in questo virtuale percorso.
  • Solo dopo aver interamente compreso il potenziale di chi ha davanti può aiutarlo ad esprimere le specifiche potenzialità e a formulare insieme strategie e piani d’azione adatti ed efficaci.
  • E, soprattutto, solo dopo aver accettato incondizionatamente l’altro, potrà permettergli di esprimersi in piena libertà, consentendogli di accettarsi senza più remore, estrinsecando le proprie attitudini.

Non ci sono dunque ricette magiche preconfezionate né consigli dozzinali, solo abiti fatti su misura, lavorati a mano con sapienza e amore, come un buon coach sa fare, essendo abituato ad operare nel pieno rispetto dell’individualità con cui interagisce.

In questo atteggiamento specifico emerge tutta l’importanza del coach , il quale può rivelarsi utile in campi diversi, per individui diversi, mantenendo tuttavia inalterato il proprio fine: accompagnare coloro che lo richiedono verso la felicità e il benessere, che deriva soprattutto da un appropriato utilizzo delle proprie risorse, con cui avvicinarsi alla propria autorealizzazione.

Parola di Coach! gianfranco santiglia parola di coach


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