L’ intento è la forza più grande che muove e organizza la vita.

È, probabilmente, la risorsa più grande tra quelle con cui sei in contatto.

Servendoci di una metafora per facilitare la comprensione di questo difficile argomento, possiamo senz’altro affermare che la nostra esistenza è come un meraviglioso giardino, la cui fioritura dipende da noi, e l’ intento è il giardiniere che lo governa e ne organizza la disposizione, prendendosene cura attraverso l’Intenzione, l’Attenzione, la Volontà e l’Energia che sono ad esso connesse.

Nessuna forma esiste senza la consapevolezza; l’ intento è proprio questa consapevolezza superiore, una coscienza diffusa intessuta di energia, che agisce a diversi livelli e non solo sul piano individuale, dove la riconosciamo più facilmente come intenzione associata alla nostra volontà d’agire.

Possiamo dire, cercando di semplificare, che l’ intento, a livello individuale, è la somma di pensiero, sentimento, emozione ed energia volti all’azione e alla realizzazione; costituisce una volontà interiore ma anche superiore, fatta di desideri, intenzioni, esigenze, necessità e scopo, che hanno una precisa finalità e desiderano appagamento. Corrisponde, ma non lo esaurisce, al nostro personale proposito, o scopo.

In ultima analisi, l’intento è la scintilla che ci mette in moto per garantire forma e consistenza alla nostra esistenza: organizza, muove e orienta le energie che ci attraversano. È il grande catalizzatore e trasformatore della materia nell’ambito dell’organizzazione delle energie in nuove forme espressive.

Avendo l’intento questo scopo e potere, appare necessario fare estrema chiarezza e pulizia nell’ambito dei nostri pensieri, dei desideri e delle intenzioni.

Ma l’intento non è rappresentato soltanto da questi aspetti ed elementi, e nemmeno dalla loro somma, è piuttosto una speciale interazione e moltiplicazione: è qualcosa che li racchiude tutti ma anche li trascende, connettendosi a un contesto superiore e transpersonale.

Infatti, se l’intento è pensiero, emozione, energia, scopo e necessità, comprendiamo subito come siano evidenti numerose implicazioni collettive che, nell’intento, trascendono la nostra mera soggettività ed individualità.

Riflettiamo per un attimo su questo punto: tutto è nell’etere e quello che captiamo in forma di pensieri, energia, volontà, desideri e quant’altro fino a che punto ci appartiene davvero?

Non diventiamo forse anche noi, più o meno consapevolmente, gli strumenti, i canali, i servitori di qualcosa molto più grande di noi, a partire dai diversi sistemi cui apparteniamo?

Mi riferisco, per esempio, alla famiglia d’origine, alla coppia, alla nuova famiglia, ai gruppi di lavoro e di ricreazione, ai sistemi religiosi, economici, etnici, alla collettività, alla società, al pianeta…

I nostri singoli intenti, come anche quelli collettivi, in verità, partecipano al grande intento dell’universo, che è quello di adattarsi, salvaguardare, stabilizzare, accrescere ed evolvere se stesso, trasformandosi di continuo.

Il nostro intento, nella sua essenziale finalità, non è poi diverso da quello dell’universo: salvaguardare al meglio la nostra vita, cercando di migliorarla in relazione alle nostre necessità.

Più evolviamo e più queste necessità e l’intento che le muove coincidono con la volontà del pianeta stesso.

 L’ INTENTO IN UNA PRATICA

Esprimi con chiarezza l’intento di influenzare in maniera positiva la fisiologia del tuo corpo attraverso un intervento sul sistema nervoso autonomo, sul quale di solito non riusciamo ad agire intenzionalmente, pur essendo nelle nostre corde farlo.

Il principio da seguire è il medesimo che ci guida in tutte le attività svolte coscientemente: l’intento guida l’attenzione che richiama a sé l’energia attraverso l’azione consapevole.

La semplice formula corrispondente è: E=I+A-T

Ovvero, l’Energia che riusciamo a richiamare è uguale alla nostra Intenzione e all’Attenzione che la segue, in assenza di alcuna Tensione che risulterebbe un’interferenza ostile e dispersiva.

Il respiro è il meraviglioso ponte che ci aiuta a costruire il nostro benessere, a relazionarci, rilassarci, ricaricarci; connette l’interno con l’esterno.

L’utilizzo consapevole della visualizzazione, creando immagini adeguate, faciliterà questa pratica che strizza l’occhio al Trainig Autogeno di Shultz, ma che lo interpreta liberamente.

Bene, si parte.

Poni l’attenzione sulla respirazione, in principio soltanto osservandola senza aspettative, sino a che non giunge autonomamente a una prestazione spontanea e naturale, e le chiedi attraverso l’intento consapevole di diventare più lunga, lenta e profonda, in modo da incrementare ulteriormente la sensazione di pace e di rilassamento che dopo alcuni minuti incominci ad avvertire.

Puoi accompagnare il respiro, mentre ti giunge in modo spontaneo e ti abbandona senza attaccamento, affiancandovi l’immagine delle onde del mare, ripetendo mentalmente questa formula: “Il mio respiro è calmo, e il mio corpo caldo, pesante e rilassato”.

Dopo alcuni minuti porta la tua attenzione al cuore, cercando di acquietarlo quanto più ti è possibile attraverso la regolarizzazione del respiro sincronizzato al battito cardiaco, in modo da ottimizzare l’irrorazione del tuo corpo attraverso il consueto afflusso di sangue, linfa e ossigeno.

Puoi accompagnare il movimento ritmico del cuore visualizzando una pompa rossa a forma di cuore, disposta al centro della cavità toracica, che svolge la sua azione in modo efficiente e regolare.

Intanto puoi intenzionalmente agire sul sistema circolatorio ripetendo, come fosse un antico mantra, questa semplice formula: “Il mio cuore è una pompa perfetta e meravigliosa”, e la immagini pulsare sospinta dal ritmo calmo e regolare dal respiro, mentre tutto dentro di te diviene quieto.

Visualizza a questo punto la superficie liscia e trasparente di un lago, senza la minima increspatura, che riflette il tuo volto pacifico, soddisfatto e sorridente, e fa’ in modo di trasferire questo sorriso in ogni piccola parte del tuo corpo, incominciando dal volto, che ora diviene disteso e luminoso.

Rivolgi adesso l’attenzione alla tua testa, verificando quanto e come l’intervento volontario sul respiro e sul cuore abbia contribuito a modificare la qualità dei tuoi pensieri e di conseguenza delle emozioni e sensazioni del corpo.

Se ancora avverti un filo di tensione nella testa, che dirige l’intero gioco, per alleggerire ulteriormente tutta la zona cervicale e la pressione talora avvertita alle tempie, visualizza una brezza fresca, sino a percepirla mentre ripulisce la tua mente da ogni spiacevole interferenza e da ciascun residuo tossico, dai pensieri molesti a quelli più innocui.

Accompagna la piacevole brezza liberatoria con la seguente formula: “ Il mio respiro è un alito di vento fresco che spazza via ogni ingombro”.

Sgombra la tua testa da ogni impurità mentre ora visualizzi te stesso come un imponente albero sferzato dalla brezza autunnale e, una ad una, lascia cadere ogni foglia dai tuoi rami, sino a creare un morbido tappeto di foglie ai tuoi piedi. Ciascuna di queste foglie è un pensiero da cui ti sei alleggerito, ed ora ne sei completamente privo e ti senti del tutto in pace, calmo e sereno.

In questo semplice modo, guidato dall’intento, sei riuscito ad agire intenzionalmente sul tuo sistema nervoso autonomo, aiutandolo ad ottimizzare e regolarizzare le sue funzioni, in modo da migliorare  anche la qualità del sistema immunitario.

Svolta ogni giorno questa pratica ci aiuta a consapevolizzare il potere attivo delle intenzioni, oltre a migliorare notevolmente le funzioni principali del nostro corpo e la qualità della vita.

 


Se desideri interagire lascia un commento e magari condividi.

 

 

 

2 commenti. Nuovo commento

Ho trovato l’articolo molto interessante. Bello anche il breve video, ma ciò che mi è servito maggiormente è stato l’esercizio. Sono riuscita a seguire tutte le varie fasi e spero di poterlo applicare con costanza tutti i giorni.

Gianfranco Santiglia
16 Gennaio 2017 11:42

La pratica ci rende maestri.
Soltanto mettendoci sul piano del fare diventiamo veramente padroni delle nostre azioni e quindi del nostro destino.
Buon traininig quotidiano Blanca!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *