Un approccio sistemico al benessere e alla felicità.

La vita è di per sé una forza complessa.

Una forza che perlopiù ci sfugge, di cui stentiamo a comprendere e a padroneggiare l’essenza, forse perché raramente ragioniamo in termini olistici e sistemici come la struttura stessa dell’universo richiederebbe.

Infatti, nel suo complesso, la vita è strutturata e organizzata in sistemi in continua evoluzione, che sono tra di loro interconnessi e in una stretta relazione reciproca.

Capirne il funzionamento e adattarvisi creativamente è indice di intelligenza e saggezza che, purtroppo, raramente abbiamo dimostrato a livello comunitario. Le conseguenze, tutt’altro che piacevoli, sono sempre più sotto i nostri occhi impotenti.
L’approccio sistemico enfatizza l’importanza delle interazioni in termini di collaborazione, comprensione e comunicazione efficace tra le singole parti.

Considera la biodiversità e la complessità come grandi risorse ed opportunità e non certo ostacoli.

Tale prospettiva non può che rivelarsi la strategia vincente a questo punto della nostra storia collettiva; in verità è l’unica ancora possibile, una questione di sopravvivenza e una necessità più che un lusso, una moda o un piacere per pochi.
Un sistema è un insieme di elementi che interagiscono scambiandosi materia, energia e informazioni secondo la dinamica dello scambio e il principio del dare e avere, nell’ottica di bisogni e necessità reciproche da soddisfare, in funzione di un obiettivo comune, unitario: il perfetto funzionamento.

Tali scambi costituiscono una relazione e una conseguente comunicazione alla quale tutti gli elementi del sistema re-agiscono, ciascuno a proprio modo, influenzandolo, fino a determinarne il funzionamento, la qualità e l’efficacia.
L’essere umano è anch’esso un sistema ed è costituito dall’interazione di singole parti, che di fatto funzionano come se fossero una squadra, un team, un’equipe scelta e altamente specializzata in funzioni specifiche. Per questo è necessario fare gioco di squadra.

Un gruppo umano, ovvero un insieme di persone, è un sistema sensibile alle leggi e ai principi generali che lo regolano e che gli conferiscono energia, forza e potere.
Qual è l’effettiva forza di un gruppo?
Beh, in realtà è molto più grande di quanto solitamente pensiamo, poiché non è solamente il risultato determinato dalla somma delle singole componenti che ne fanno parte, ma soprattutto delle loro interazioni, che in verità sono molteplici.

Parliamo quindi della forza come della risultante delle innumerevoli combinazioni, non di una semplice somma.
Se questa è la forza del gruppo e del gioco di squadra, qual è allora il punto debole?
Paradossalmente, forza e debolezza in un sistema coincidono, dato che un sistema risulta forte quanto lo è il suo anello più debole.

Essendo questo uno dei principi più importanti che regola i sistemi, intuiamo immediatamente da dove derivino le inefficienze proprie dei nostri sistemi di riferimento e capiamo bene da dove ripartire: dall’errato atteggiamento che ci porta a nascondere oppure a negare, allontanare, rifiutare, estirpare, persino combattere le nostre debolezze e fragilità, anziché prima riconoscerle, accettarle e accoglierle fino in fondo, e quindi trasformarle, riportandole ad essere funzionali per l’intero sistema di riferimento.

Il modello RiconosciAmaDiventa che ho presentato come una bussola per navigare efficacemente nella vita acquisisce ulteriori significati, valore e importanza in quest’ottica. Uno strumento concreto e prezioso, se utilizzato con consapevolezza, che ci aiuta a fare gioco di squadra, anche quando prendiamo come riferimento soltanto noi stessi e la nostra interiorità.

INVERTIRE LA TENDENZA

In un’epoca consumistica come la nostra, in cui il nostro principale credo è quello di usare e gettare, ci viene ora chiesto qualcosa che abbiamo quasi dimenticato: riparare.  Aggiustare, sistemare noi stessi e le nostre vite, ottimizzandole in modo efficace e funzionale all’ottica sistemica, utilizzando finalmente un’etica che suggerisca dei comportamenti rispettosi della vita individuale e collettiva su questo pianeta, ovunque interagiamo.

Non ci resta che fare fino in fondo la nostra parte!

Ma qual è la nostra parte?

Il nostro compito?

Ripartire da noi stessi come principale punto di riferimento e dall’impegno costante e quotidiano che possiamo riversare in tutti i sistemi con cui collaboriamo: coppia, famiglia, lavoro, gruppi, società…

In modo più specifico, proviamo ora a tirare le somme.

In un momento storico tanto complesso e difficile come il nostro, in cui il burn out è sempre alle porte, ovvero la possibilità di bruciare le nostre stesse risorse e potenzialità, ecco che  la collaborazione tra interno ed esterno, tra parti e persone, diventa essenziale a vari livelli.

Essa è l’unica alternativa valida e funzionale in contrapposizione  allo sterile isolamento o alla sfrenata e arida competizione; un atteggiamento che diventa non solo auspicabile ma anche essenziale alla sopravvivenza stessa, dei singoli come pure dei micro e macro sistemi di riferimento.

Non è purtroppo soltanto la professione e il modo in cui la svolgiamo a “bruciarci”, ma soprattutto lo è lo stile di vita che conduciamo, il quale ci sottopone a un continuo stato di pressione, stress, logorio. Tutto ciò si traduce con un conseguente esaurimento energetico e pisicofisico, che brucia appunto gran parte delle nostre risorse e della Forza Interiore di cui disponiamo.

La cultura dell’isolamento e la mancanza di vere e profonde relazioni interpersonali, e dell’attitudine a coltivarle, tanto sul lavoro che nella quotidianità, fanno il resto.

È necessaria da parte nostra una presa di coscienza con una successiva svolta: una  significativa inversione di tendenza.

Occorre sostituire a questo drammatico scenario, bellico e distruttivo, un diverso approccio e stile di vita, in perfetta conformità e armonia  sistemica.

Questo potrà fare la differenza in termini qualitativi e persino quantitativi, aumentando il nostro benessere e la produttività, beni tanto personali che collettivi.

Tutto, semplicemente, ricominciando da noi e dalle nostre singole scelte, non più subite ma agite consapevolmente in una visione etica funzionale e finalmente condivisa.

LA VISIONE: IL GIOCO DI SQUADRA

La visione di un futuro auspicabile in cui sia possibile sostituire:

  • al singolo la squadra;
  • alla divisione l’unità;
  • alla competizione la collaborazione;
  • alla chiusura il dialogo;
  • all’isolamento la relazione integrata;
  • al rifiuto l’accoglienza;
  • alla separazione il senso di unione e di appartenenza.

All’io il noi.

Una visione che, paradossalmente, non ci toglie niente individualmente ma anzi mette in evidenza ed esalta la nostra Forza Interiore e le nostre specificità, in modo che ciascuno esprima le proprie potenzialità per autorealizzarsi, contribuendo in questo modo al miglioramento dell’unità sistemica in cui vive.

Questo è sicuramente uno dei possibili sentieri percorribili della grande strada che conduce alla nostra felicità, individuale e collettiva.

E tutto soltanto imparando a fare gioco di squadra.

 


Fai già gioco di squadra? Raccontacelo…i tuoi commenti sono sempre graditi.

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