I 9 principi vincenti.

Il flow, lo stato ottimale di flusso della coscienza, è senza dubbio il requisito necessario e la condizione privilegiata per raggiungere l’eccellenza in una qualsiasi attività.

Entrando più nello specifico, vediamo come i diversi aspetti che caratterizzano lo stato di flow possono incoraggiare le prestazioni dei giocatori sui campi da tennis, fino a farle diventare delle esperienze di picco, che possiamo tradurre con il termine flow tennis.

Può essere interessante a questo punto utilizzare i nove elementi che compongono lo stato di flow e vederne le implicazioni pratiche nel nostro flow tennis.

Ecco qui di seguito lo specchietto del flow che puoi utilizzare da promemoria con l’aggiunzione della parola chiave corrispondente a ciascun punto, uno strumento di sintesi e di consapevolezza da applicare in campo.

Alla fine di ciascuno dei nove punti trattati troverai inoltre una frase da ripetere mentalmente, una sorta di mantra che funge da dialogo interiore positivo e persuasivo e che accompagna in modo efficace il giocatore di tennis di ogni livello lungo il viaggio della partita, aiutandolo non solo a non smarrirsi, ma anzi a sentirsi del tutto a proprio agio, sempre e ovunque a casa propria.

 

I 9 PRINCIPI DEL FLOW TENNIS.

  1. EQUILIBRIO TRA SFIDA E ABILITA’: INCONTRO
  2. UNIONE TRA AZIONE E COSCIENZA: INTEGRITÀ
  3. OBIETTIVI CHIARI: FOCUS
  4. FEEDBACK IMMEDIATI E INEQUIVOCABILI: SENSAZIONI POSITIVE
  5. CONCENTRAZIONE SUL COMPITO: ATTENZIONE RILASSATA
  6. SENSO DI CONTROLLO DELLE AZIONI: CONTROLLO RESILIENTE
  7. PERDITA DELLA COSCIENZA DI SE’ E ASSENZA DI GIUDIZIO: LIBERTÀ
  8. DESTRUTTURAZIONE DEL TEMPO: QUI E ORA
  9. ESPERIENZA AUTOTELICA: PIACERE DI GIOCARE

 

1 EQUILIBRIO TRA SFIDA E ABILITÀ: INCONTRO

Una sfida adeguata alle nostre capacità, nel tennis come nella vita, è essenziale.

Il primo importante momento di cui un tennista di razza è sempre in cerca è quello della sfida. Non è una semplice partita, perché il tennista la percepisce con una risonanza interiore maggiore e diversa, che lo attiva, stimola e motiva a offrire e realizzare il meglio di sé.

La condizione ideale riguardo a questo aspetto è che la sfida risulti possibile, stimolante al punto giusto, tanto da impegnarci senza appesantirci troppo: senz’altro difficile ma non oltre quelli che si percepiscono come i propri limiti,  e questa condizione riguarda tutti, tanto il  tennista inesperto che il professionista.

Senza questo prerequisito diventa difficile introdursi nel varco della prestazione ottimale, per raggiungere quei picchi elevati che solo con la motivazione adeguata si possono raggiungere.

Questo è il momento introduttivo fondamentale all’esperienza, che definisco incontro: il tennista incontra, difatti, una lunga serie di fattori che costituiscono la sua partita interiore e quella con l’avversario, entrambe estremamente impegnative. Deve riuscire a disporre tutto in modo adeguato sulla propria bilancia interiore in modo da essere stimolato al punto giusto, attivato al punto da desiderare di far bene senza lasciare crescere in sé troppa ansia prestativa.

È un incontro innanzitutto con se stessi, con tutte le proprie parti e pulsioni: una sfida interiore che ci spinge ad andare oltre i nostri consueti limiti.

Quanto più sarà profonda la nostra discesa  interiore tanto più ci consentirà di incontrare il centro da cui scaturisce la nostra vera forza, là dove non vi sono interferenze né delimitazioni.

In termini di flow tennis il suggerimento da metabolizzare correttamente è: incontro me stesso!

Scelta la sfida, me ne dimentico e offro ad ogni palla il mio meglio senza altro obiettivo.

 2  UNIONE TRA AZIONE E COSCIENZA: INTEGRITÀ

Il tennista ben introdotto nell’esperienza ottimale del flow tennis attraverso il varco aperto precedentemente, è ora del tutto  immerso nelle situazioni che sta vivendo: la sua azione diventa talmente spontanea da apparire automatica.

Il giocatore che mette un piede nel flow è immerso senza risparmio nell’azione; non è più cosciente di sé come entità separata dal proprio impegno sul campo, che riguarda ogni singolo gesto che sta compiendo.

Sono questi i casi in cui il tennista si percepisce all’interno del gioco, come il gioco stesso, e tutti i suoi elementi vengono inglobati nella sua coscienza espansa: se stesso, la palla, la racchetta, il campo, la partita, l’avversario e finanche il pubblico.

Soggetto e oggetto coincidono perfettamente.

Tutto diventa Uno!  La sensazione di integrità interiore ed esterna diventa totale ed esaltante.

Come l’arciere zen nel satori, è arco, freccia e bersaglio; non può più fallire.

Non appena scaglia la freccia mormora: “Il colpo si è tirato!”.

Questa stessa condizione è anche quella del tennista nello stato di flow: una sensazione di unione, unità e integrazione che rende tutto magico, semplice, possibile, che va ben al di là del tennis, benché proprio il tennis diventi lo strumento attraverso cui realizzarla.

Nel flow tennis si traduce così: percepisco l’unità!

Metto tutto me stesso in ciò che sto facendo, in ogni singolo gesto, senza dispersioni. 

 3 OBIETTIVI CHIARI: FOCUS

Obiettivo chiaro, ma non solo, anche piano d’azione, trama di gioco, strategia: ordine mentale e d’azione. Questo è il focus.

Per il tennista significa avere sempre chiaro cosa sta facendo in campo e perché lo sta facendo, in modo da dare un senso, una direzione e una trama ben congeniata al proprio gioco e al modo con cui realizzarlo.

Il tennista abile, quando è in azione, sa sempre perfettamente dov’è, cosa sta facendo, dove sta andando, come e perché lo sta facendo.

Non appena smarrisce anche una sola di queste indicazioni, ecco che la sua vista si appanna, annebbiandosi, e il cammino diventa sempre più incerto.

Ma non è certo questo che accade ad un giocatore che si è creato un varco nel territorio del flow, il quale sa invece perfettamente come trovare tutte le indicazioni necessarie lungo l’itinerario del match.

In qualunque punto della sua partita si trova gli basta alzare lo sguardo per cogliere lo striscione dell’arrivo, e ciò lo motiva ulteriormente a procedere senza dubbi, restando concentrato ad ogni punto in modo da offrire il meglio di sé.

Nei termini concreti e specifici del flow tennis significa: occhio alla palla!

Ogni palla che colpisco nel modo migliore mi porterà più vicino alla meta.

4  FEEDBACK IMMEDIATI E INEQUIVOCABILI: SENSAZIONI POSITIVE

Il giocatore riceve in partita continui stimoli di feedback e restituzioni in due forme: una interna e l’altra esterna. Una continua forma di riferimento interno e di informazione è il proprio corpo con i suoi cinque sensi, che trasformano ogni percezione in una utile informazione da tradurre e mettere immediatamente in pratica.

Tutte le sensazioni positive diventano una sorta di cammino da seguire fino in fondo, senza mai dubitare: un solido e rassicurante filo d’ Arianna.

Fonte esterna di riferimento sono il proprio coach, attraverso la sua comunicazione verbale, non verbale e paraverbale, e poi l’avversario, il pubblico, il punteggio della partita, che non sempre coincide totalmente con l’andamento della prestazione.

Da tutte queste informazioni il tennista riceve dei feedback utili per procedere nell’incontro, rettificando quando necessario la propria azione oppure intensificandola oltremodo quando lo ritiene utile.

Una delle modalità con cui il tennista restituisce un feedback positivo a se stesso è attraverso il dialogo interiore adeguato, che è spesso l’arma vincente del tennista navigato.

Grazie ad una comunicazione verbale efficace condiziona, persuade, accompagna, prepara e motiva positivamente il proprio corpo e la psiche, sospingendoli verso la prestazione vincente.

Nel flow tennis si traduce con: uso al meglio ciò che ho!

Filtro tutto quel che mi arriva e utilizzo solo ciò che serve.

5 CONCENTRAZIONE: ATTENZIONE RILASSATA  

Il tennista deve essere in grado di evitare le distrazioni, eppure la sua concentrazione non deve essere frutto di uno sforzo eccessivo, che sarebbe controproducente e non potrebbe comunque essere protratto a lungo termine.

La concentrazione del tennista deve dunque esprimersi in maniera spontanea e naturale, volta e dedita totalmente, ma anche piacevolmente, all’impegno che sta svolgendo, che ne cattura l’interesse attraverso le sue fitte e continue trame dinamiche, sempre cangianti, le quali lo invitano e lo invogliano a entrare nel gioco per parteciparvi attivamente e senza risparmio, attraverso un costante processo di adattamento.

Un alto grado di concentrazione in un limitato campo di attenzione, che potremmo definire attraverso un apparente paradosso come un’attenzione rilassata.

Si tratta infatti di restare attenti e concentrati senza far sì che l’impegno diventi gravoso a tal punto da stancarci risucchiando buona parte delle nostre energie.

Se fossi un musicista direi che tanto più tiro la corda del mio strumento quanto più farò fatica a suonarlo e ci sarà anche la possibilità che la corda possa rompersi all’improvviso, ma se non tenderò abbastanza la corda non suonerà adeguatamente.

Ciò è anche vero per lo strumento che utilizza il tennista, che necessita di uguale maestria, precisione e sensibilità per essere accordato e poi “suonato”. Infatti, la racchetta da tennis è sensibile alle condizioni atmosferiche e ambientali al pari di uno strumento musicale e necessita della stessa sensibilità e padronanza per venirne a capo.

Potremmo anche dire, traducendolo per il giocatore di tennis: rilassati, ma senza concederti vera pausa, impegnati ma senza mai perderti nello sforzo, abbandonati ma resta padrone della situazione, riposa ma resta vigile.

Tradotto nel linguaggio del flow tennis diventa: respiro e colpisco rilassato!

Applico l’attenzione che ha la giusta tensione e resto rilassato a dispetto delle intemperie.

Se riuscirai a fidarti e ad abbandonarti fino al punto da lasciarti introdurre naturalmente in uno stato di piacevole rilassamento, allora saprai di essere anche in uno stato di flow.

6  SENSO DI CONTROLLO DELLE AZIONI: CONTROLLO RESILIENTE

Per il tennista significa essenzialmente guidare il proprio mezzo con padronanza e fermezza, ma anche con morbidezza ed elasticità, in modo da evitare le consuete buche e schivare gli ostacoli che certo incrocerà lungo la strada accidentata su cui sta guidando.

Il giocatore che riesce a giocare al meglio il proprio flow tennis sa adattarsi con estrema plasticità alle circostanze e alle avversità che incontra in campo, cavalcandole come un abile surfista farebbe con le onde più invitanti dell’oceano.

Può proprio ora, paradossalmente, pensare di perdere il controllo perché ha trovato un altro modo di procedere, che è quello di fluire, facilitando il flusso, con estrema semplicità.

Non è che abbia lasciato il timone, è che ora tiene la rotta diversamente, attraverso un controllo resiliente. 

Questo stato gli consente di fare il necessario compiendo anche manovre difficili, senza avere la sensazione che lo siano, perché l’elasticità e la duttilità psicofisica conseguita gli consente movimenti più ampi e complessi. Una condizione che lo aiuta a superare qualsiasi genere di avversità, mantenendo inalterati i propri obiettivi e la motivazione.

Nel linguaggio del flow tennis si potrebbe anche dire: mantengo il mio centro!

Lascio che la palla mi indichi i movimenti e le traiettorie da seguire. 

7 PERDITA DELLA COSCIENZA DI SÉ E ASSENZA DI GIUDIZIO: LIBERTÁ

Per il tennista che ama e si trova nel suo stato di flow significa perdersi momentaneamente, in apparenza, per poi ritrovarsi in qualcosa di più ampio.

Tutta l’attenzione è focalizzata sull’attività: si è talmente calati nell’azione, quasi persi, che il pensiero ordinario non sfiora minimamente il giocatore.

Il tennista resiliente nel flow riesce a questo punto a concentrare tutta la sua energia mentale nel gesto: l’io diventa parte di una dimensione più ampia, il Sé superiore, e il giocatore si erge a protagonista della performance, lasciandone fuori il proprio ego, che spesso è soltanto un intralcio.

Ad ogni azione e micro obiettivo raggiunti, il Sé del giocatore riemerge libero e arricchito da nuove abilità con un’accresciuta percezione della propria autoefficacia.

La libertà che ne deriva è una condizione di piacevole leggerezza, scevra da ogni interferenza e ingombro. Libertà di esprimersi, di sperimentarsi, di agire,  di mettersi alla prova, di rischiare.

Questo nel flow tennis si traduce con: sono libero da ogni freno!

Libero la mente da ogni costrizione, giudizio e interferenza.

8 DESTRUTTURAZIONE DEL TEMPO: QUI E ORA

Per il tennista immerso nel flow significa avere il privilegio indiscusso, riservato a pochi, di entrare coscientemente, e intenzionalmente, nello spazio tempo magico conosciuto come qui e ora, dove tutto il resto viene escluso e ogni piccolo miracolo diventa possibile.

La sublime percezione che ne deriva è quella di poter contrarre o dilatare ogni istante, a piacimento, a seconda dalle necessità e circostanze.

Ugualmente accade nei confronti dello spazio in cui il tennista si muove, il campo da tennis, un territorio di cui conosce alla perfezione ogni centimetro, che può sfruttare adeguatamente in relazione alle diverse occasioni di gioco.

Il tennista nel flow vive così la piacevole sensazione di trovare sempre, ad ogni colpo, il giusto timing sulla palla, di trovarsi sempre nel posto giusto, al momento giusto, persino in largo anticipo, come se sapesse cosa accadrà nel rettangolo di gioco e dove andrà la pallina ancor prima che ci arrivi.

Nel linguaggio di cui il tennista nel flow è sempre più padrone ed esperto vuol dire: gioco un punto alla volta!

Non esistono un luogo e un posto migliori di questo in cui mi trovo ora per giocare il mio tennis.

 9 ESPERIENZA AUTOTELICA: PIACERE DI GIOCARE

Per il tennista significa trarre il massimo piacere da ogni singola azione di gioco: dal movimento del corpo, dallo spostamento sul campo, dagli odori inebrianti, ai suoni intorno a sé.

Tutto diventa esperienza di accrescimento di sé e piacevolezza.

Il piacere di giocare sovrasta ogni altra possibile sensazione, contribuendo a sublimarla.

Il flusso con cui gioca il tennista nello stato di flow lo porta ad un’esperienza magica, quasi mistica, totalizzante, piacevole in sé indipendentemente da cosa ne ricavi in termini di successo e risultato.

Prova difatti un intenso piacere in quello che sta facendo che nessun risultato o vittoria possono eguagliare: si diverte, è coinvolto totalmente, eccitato, grato di potersi esprimere, gioioso e felice per quel momento unico e irripetibile.

Il flow tennis lo traduce così: amo giocare!

Mi piace veramente ciò che sto facendo, mi diverte e mi appaga, gioisco nel farla.

Questo è di per sé il prestigioso risultato che ogni tennista, in cuor suo, ricerca.

 

OCCHIO ALLA PALLA!

Allo scopo di sintetizzare il nostro lavoro, utilizziamo un’immagine riassuntiva.

Sappiamo tutti l’importanza dell’aspetto visivo nel tennis, così come sappiamo che talvolta un’immagine dice più di tante parole.

flow tennis lo schema riassuntivo

Allenati continuamente nella visualizzazione di questa pallina e il tuo flow tennis certo ne trarrà beneficio.

Che tu sia un tennista amatoriale o di ottimo livello, puoi applicare alcuni di questi aspetti al tuo gioco, magari partendo dalla parola chiave iniziale, dal mantra finale e dal dialogo interiore persuasivo che sostiene entrambi.

Naturalmente, accompagna l’intero processo con un adeguato atteggiamento mentale e comportamentale.

Magari non riuscirai immediatamente a entrare nello stato di flow, ma sicuramente il tuo tennis migliorerà insieme all’attitudine con cui lo giochi.

Prova e non arrenderti ai primi tentativi.

Persisti e vedrai che funziona, parola di coach! gianfranco santiglia parola di coach

 


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