Analizziamo insieme alcune delle possibili fasi critiche del tennista e, soprattutto, individuiamo delle valide indicazioni, semplici ed efficaci, su come affrontarle con successo e superarle di slancio.

A cosa ci si riferisce nello specifico?

Nervosismo, dubbi, paure, emozioni e pensieri fuori controllo, mancanza di consapevolezza e lucidità, ansia da prestazione, sindromi traumatiche, stress e si potrebbe continuare così a lungo quando ci si riferisce alle condizioni critiche in cui talvolta versa il tennista in campo.

Tennisti sull’orlo di una crisi di nervi, verrebbe da dire parafrasando un vecchio film di Pedro Almodovar.

Ma, per tornare a noi, esiste una cura, un rimedio?

Sicuramente, alcuni dei quali proposti nella parte finale del post.

Eppure, prevenire è meglio che curare e conoscere in anticipo le situazioni più difficili in cui, presto o tardi, verremo sicuramente a trovarci durante la partita, le cosiddette fasi critiche del tennista , è sicuramente un piccolo vantaggio che può fare un’enorme differenza, per esempio suggerendo come evitare parzialmente la forza d’urto degli elementi critici.

Come tutti i praticanti ben sanno grazie all’esperienza diretta acquisita in campo, il nostro è uno sport avvincente ma complesso, imprevedibile e molto variabile, ricco di momenti topici e difficili da affrontare e gestire, che rappresentano le complesse e variegate fasi critiche del tennista : episodi ad alto contenuto emotivo e psichico che talvolta lasciano un segno profondo e hanno sempre tantissimo da insegnarci sul modo in cui reagiamo alle diverse e pressanti sollecitazioni esterne.

Ci sono dei momenti del match, alcune situazioni e persino dei periodi della stagione, più o meno lunghi e intensi, in cui il tennista si sente messo alle strette, sottoposto a una serie di dure prove da affrontare.

Spesso rappresentano una vera e propria emergenza nel panorama del tennista.

L’emergenza, non di rado, si traduce in ansia, stress e poi in crisi.

Eppure, è dalle difficoltà che si attiva tutto il nostro potenziale, l’insieme sistemico delle risorse a nostra disposizione che preme per potersi esprimere trovando un varco e la corrispondente soluzione.

Dagli ostacoli nascono lo slancio personale, la spinta e la motivazione per superarli.

Ecco perché le fasi critiche del tennista sono dei momenti minacciosi, difficili e drammatici, pericolosi e rischiosi, ma anche delle opportunità.

Culture longeve come quella cinese e giapponese ce lo confermano.

L’antico ideogramma cinese del termine crisi non ha infatti una valenza univoca: pericolo ma anche opportunità, momento cruciale e occasione, difficoltà come pure possibilità; certamente una svolta, un bivio che introduce diverse eventualità e una successiva e sicura resa dei conti.

È il delicato momento in cui qualcosa cambia e potrebbe cominciare un ciclo nuovo, e comunque diverso.

Migliore o peggiore?

Dipende da noi, e dalla nostra capacità di trasformare la reazione in un’azione consapevole, lucida e impeccabile, come vedremo successivamente.

Il termine crisi presuppone certo, anche in cinese per dirla tutta, un alto indice di difficoltà e di pericolo, un momento cruciale, ma anche la possibilità di far girare tutto dalla nostra parte attraverso un’azione ben strutturata.

Come esattamente?

Per ciò che concerne il tennis, padroneggiando al meglio le 3 strategie , per poi tradurle in modo pratico: conosci te stesso, conosci il tuo avversario, conosci il terreno dello scontro.

È anche in questo modo che possiamo sicuramente giocarci al meglio le carte per superare le consuete fasi critiche del tennista .

LE FASI CRITICHE DEL TENNISTA

Occorre sicuramente separare le normali e consuete fasi critiche del tennista che riguardano la partita, da quelle che riguardano periodi di allenamento e fasi problematiche della carriera di un giocatore.

Le prime sono senz’altro normali in quanto proprie delle fasi di gioco e dell’andatura del match. Per le altre sarebbe più corretto fare un discorso a parte.

Nelle prime, quelle cioè che riguardano il match, occorre trovare delle rapide soluzioni efficaci con cui tamponare la situazione o addirittura ribaltarla a proprio favore.

PRE GARA

Talvolta, le fasi critiche del tennista iniziano comunque già prima di scendere in campo e magari si acuiscono durante il warm up, la fase di riscaldamento. Talvolta, in questi casi, può accadere di non controllare bene il livello di attivazione, con conseguente crescita dell’ansia o, all’opposto, una mancanza di mordente, motivazione, energia a causa di una evidente sotto attivazione.

Possono affiorare emozioni di sfiducia e inadeguatezza o pensieri e credenze limitanti, fuori controllo, che ci predispongono in modo inadeguato e disfunzionale all’incontro.

Poi, durante il riscaldamento ci diciamo di non sentire bene la palla, o le gambe, o dell’altro di altrettanto nocivo, e il gioco è fatto: siamo già in piena emergenza ancor prima di iniziare, senza nemmeno un piano B a disposizione.

Inutile sottolineare quanta importanza rivesta l’atteggiamento e lo stato d’animo con i quali ci accostiamo alla partita e come gli aspetti mentali possano risultare croce e delizia al cospetto dei momenti che precedono la gara, al punto da predisporci ad un’immediata falsa partenza oppure, all’opposto, ci sospingono a rafforzare gradualmente la nostra fiducia, in modo da prepararci adeguatamente ai momenti più caldi e delicati dell’incontro, quelli che di sicuro ci aspettano in agguato dietro l’angolo.

GARA

Durante il match ci sono parecchi momenti delicati e critici indipendentemente da come li vive il giocatore, per esempio l’inizio e la fine di ogni game, dei diversi set e del match.

Sono, spesso, i momenti in cui il braccio e le gambe diventano pesanti, meno sensibili, mentre tutta la sensibilità si trasferisce all’interno, diventando ipersensibilità, irritabilità e suscettibilità, difficile da gestire per il giocatore sotto pressione.

Basta poco, quindi, per turbare l’equilibrio psico-emotivo del tennista, già provato dagli eventi e dagli accadimenti esterni e dalla necessità di fornire loro una risposta pronta ed adeguata.

E poi, qui e là, ogni tennista deve pure far fronte a improvvisi cali di tono ed energia, alla diminuzione improvvisa di motivazione, concentrazione, disciplina, chiarezza mentale, sbandamenti emozionali e psichici, perdita di fiducia, autostima e persino di identità.

E non scordiamo che oltre a queste pericolose interferenze c’è pure un avversario da fronteggiare, oltre alla partita interiore che ciascun giocatore vive e gioca con e contro di sé.

La criticità più grande in gara, a mio avviso, è comunque relativa alla frustrazione e alla sensazione di impotenza che talvolta attanaglia il tennista allorché non riesce a tradurre del tutto il potenziale che invece sa esprimere pienamente in allenamento.

Questo aspetto risulta spesso estremamente mortificante e motivo di delusione e incertezza nella mente surriscaldata del giocatore, che vede gradualmente scemare la propria autostima ed autoefficacia.

Insomma, talvolta è proprio un gran casino, e gli addetti ai lavori lo comprendono bene, tanto da non sapere proprio, in alcune circostanze, dove mettere mani.

Ecco perché ritornare alla nostra cassetta degli attrezzi che adesso dovrebbe anche includere questo prezioso kit di pronto e primo soccorso per tennisti in difficoltà, in cui scegliere il rimedio più semplice e adatto alla circostanza specifica, in modo da ritornare rapidamente in carreggiata dopo ogni pericolosa sbandata.

POST GARA

Anche il post gara rappresenta una delle fasi critiche del tennista , in quanto si tratta di accettare ed elaborare una sconfitta, traghettarsi rapidamente verso una routine da compiere fatta di defaticamento muscolare, eventuale massaggio, doccia  e altro ancora; in caso di vittoria occorre già pensare al turno successivo o, in caso di sconfitta, ai programmi futuri.

Insomma, la partita è appena terminata e occorre portarcela dietro nel modo adeguato, oppure questa inizia a perseguitarci come un fantasma assetato di vendetta.

Scusate la metafora un po’ cruenta, ma lasciatemela passare perché talvolta è proprio ciò che accade, se non siamo abbastanza bravi e rapidi a metabolizzare gli eventi, tant’è che spesso il post gara, negli spogliatoi o a casa, diventa una delle fasi critiche del tennista più difficile da riassorbire, proprio quando e laddove ce ne sarebbe più bisogno.

ALTRI MOMENTI CRITICI

Nella carriera di un giocatore occorre combinare tutta una serie di fattori in cui gli aspetti interiori possano e debbano continuamente incastrarsi con le necessità esterne senza stridere, ma anzi producendo un’armoniosa mescolanza sistemica.

Nulla di più difficile.

Talvolta i problemi personali e caratteriali si ripercuotono pesantemente sulla qualità del gioco del tennista, stravolgendola, altre, le insoddisfazioni dovute alla mancata brillantezza del proprio gioco e alla mancanza di risultati si riflette negativamente sulla personalità del giocatore.

Il circuito potenzialmente virtuoso diventa allora un circolo vizioso depotenziante che disegna una spirale discendente, la quale conduce il giocatore nel fondo del precipizio.

Risalire la china, a questo punto, non è affatto semplice.

La difficoltà del mettere insieme i pezzi interni con quelli esterni, la personalità con l’impegno concreto, l’impegno con il gioco, le aspettative con il divertimento,  rappresenta una delle fasi critiche del tennista più difficili con cui venire a patti.

Forse, anche la più necessaria.

Difatti, dato che l’una si riversa inevitabilmente nell’altra, non si tratta di favorire una delle due a discapito dell’altra, ma di creare una perfetta sinergia tra le parti in cui entrambe possano trarre contemporaneamente benefici, vantaggi, benessere, crescita evolutiva e piacere.

Sebbene sia semplice comprenderlo, non è affatto facile da realizzare.

 SUPERARE LE FASI CRITICHE DEL TENNISTA

Ci sono dei momenti dell’incontro, e altri fuori dal campo, tra i dilettanti come pure tra i professionisti, in cui si ha la sensazione di non riuscire a fare nemmeno le cose più semplici.

Quando ci accade in partita sappiamo che dovremo riprenderci al più presto se non desideriamo imboccare anzitempo la via dello spogliatoio con la coda tra le gambe, e se il black out avviene nei momenti più salienti dell’incontro sappiamo anche che difficilmente ci sarà concessa una seconda chance, anche se poi talvolta accade.

In questi delicati momenti che rappresentano le fasi critiche del tennista si ha bisogno di riaprire la propria cassetta degli attrezzi, quella che costituisce il bagaglio professionale di ogni giocatore, per estrarre il kit di primo soccorso mentale del tennista in difficoltà.

È una cassetta di pronto soccorso con cui prestare aiuto, in modo semplice, efficace e diretto, al giocatore quando è pervaso da dubbi, sfiducia, senso di impotenza ed è in balìa delle credenze mentali interiori e delle circostanze esterne, che già di per sé basterebbero a travolgerlo.

Questa cassetta degli attrezzi d’emergenza è composta da un prontuario in pillole di facile ed immediato utilizzo, studiato per l’uso e il consumo del tennista che attraversa in campo, e fuori, momenti di confusione e smarrimento tecnico e inefficacia sistemica, secondo i parametri energetici, fisici, emozionali, mentali e spirituali che fanno capo alla Forza Interiore e alla nostra capacità di esprimerla.

Il fattore spirituale potrebbe sembrare un fattore fuori luogo, trascurabile nello sport in generale, e nel tennis nella fattispecie, eppure è in verità un importante collante legato alla motivazione e, non solo. Ci fornisce la necessaria visione d’insieme e ci suggerisce il perché siamo disposti a fare ciò che facciamo e talvolta anche il come è più opportuno farlo.

La serie di suggerimenti che vi propongo, raccolta e assemblata direttamente sui campi da tennis, o nello spazio attiguo, e poi elaborata nella mia personale palestra mentale dedicata al tennis, prevede 20 punti chiave che non sono disposti in ordine d’importanza, poiché sarebbe anche impossibile farlo. Infatti, la rilevanza dipende dalle diverse situazioni in cui il giocatore si viene a trovare, dai differenti momenti e dalle diverse tipologie temperamentali, come pure dalle necessità di ogni singolo atleta.

Spetta al giocatore di tennis riconoscere cosa, quando e come avvalersene.

Una scelta che può fare sicuramente la differenza, se compiuta con lucidità e consapevolezza come confà al giocatore professionista.

Proviamo ora a calarci ulteriormente nella situazione e nella mente del giocatore individuando come poter riuscire a superare le fasi critiche del tennista esposte in precedenza.

Ecco la mia proposta di primo soccorso esposta attraverso uno schema sintetico già pronto per l’uso. 

20 CHIAVI PER SUPERARE LE FASI CRITICHE DEL TENNISTA

  1. Raffigurati scenari positivi e il futuro desiderato.
  2. Pensa, scegli, visualizza, senti, agisci, con semplicità ed efficacia.
  3. Trasferisci il pensare sul piano del fare, eliminando le interferenze.
  4. Formula correttamente le tue richieste in termini di obiettivi.
  5. Focus sulla singola prestazione e sulle sue componenti, non sul risultato.
  6. Scomponi la prestazione in piccoli passi e i gesti in micromovimenti.
  7. Recupera il gesto tecnico mentale prima di realizzarlo.
  8. Orienta e modula l’attenzione sulla base dell’intenzione.
  9. Trasforma la tensione delle interferenze in attenzione rilassata.
  10. Ragiona in termini di ciò che per te è vero, buono e utile.
  11. Guarda alle risorse e potenzialità, non ai deficit.
  12. Respirazione completa e presenza consapevole.
  13. Estendi il qui e ora.
  14. Risveglia l’attivazione multisensoriale.
  15. Cambia ciò che puoi e accetta momentaneamente tutto il resto.
  16. Evita di formulare giudizi e critiche dinanzi ai tuoi errori.
  17. Controlla il serbatoio energetico e ricarica le batterie prima che si esauriscano.
  18. Nelle difficoltà agisci con resilienza e aspetta paziente la nuova onda.
  19. Diventa amico, alleato, tifoso e coach di te stesso.
  20. Ritrova il piacere in ciò che fai, il divertimento e il benessere: la felicità.

COME E QUANDO ADATTARE LE 20 CHIAVI ALLE FASI CRITICHE DEL TENNISTA

Proviamo ora a recuperare questa tabella in modo sintetico, ma sistematico.

Per superare gran parte delle fasi critiche del tennista che desideriamo diventare, in campo e fuori, è sicuramente necessario adottare un atteggiamento ottimistico che ci predisponga positivamente a immaginare scenari piacevoli, in cui inserire il futuro che desideriamo esperito come se fosse presente qui e ora, e già perfettamente realizzato.

Pensa, scegli, visualizza, senti, agisci, con semplicità ed efficacia: questa è la perfetta sequenza da riportare in ogni azione di gioco, quella che ti consente di trasferire il pensare sul piano del fare, traducendo le idee in azioni specifiche, i sogni in determinati obiettivi da perseguire, eliminando le interferenze che si esprimono perlopiù sul piano mentale e quello emozionale.

La direzione e l’orientamento verso cui dirigere le tue azioni seguono, naturalmente, la scelta dei tuoi obiettivi, focalizzati sulla prestazione ancor prima che sul risultato; agisci scomponendo nella tua testa ogni singolo gesto tecnico e azione da compiere per finalizzare gli obiettivi.

Obiettivi che debbono essere espressi in modo chiaro e corretto, secondo la formula S.M.A.R.T.E.S., adatta a tutte le circostanze.

In questo processo realizzativo monitora continuamente l’attenzione, in modo che segua sempre perfettamente le tue intenzioni e si dimostri priva di un’eccessiva tensione a causa delle continue interferenze, che andrebbe a discapito dell’azione: un’attenzione che risulti dunque rilassata.

Intenzioni che debbono essere decise sulla base di quello che per te è vero, buono e utile, ovvero ciò che ti dà energia, che aggiunge qualità senza togliere nulla di fondamentale.

Per questa stessa ragione, focalizzati sulle risorse del tuo potenziale, non su ciò che ti manca.

L’errore più grande consiste nel guardare a te stesso con l’occhio del deficit e non del potenziale.

Presidia l’intero processo con la tua presenza espressa sempre in modo consapevole, supportata energeticamente da una respirazione completa, profonda, adeguata che ti aiuti ad espandere ed estendere il qui e ora come spazio e momento perfetti per il tuo agire.

Un’azione che sempre più si preoccupi di coinvolgere armoniosamente il corpo attraverso l’attivazione multisensoriale.

Non sempre naturalmente andrà tutto per il meglio, quindi cambia ciò che puoi, accetta e accogli serenamente tutto il resto, ovvero quello che al momento non puoi cambiare, che tuttavia inizia indirettamente a trasfrmarsi attraverso il tuo diverso atteggiamento.

Durante il percorso evita di formulare inutili giudizi e aspre critiche ogni volta che non riesci a fare ciò che devi, poiché questo atteggiamento ti toglierebbe inutilmente potere ed energia.

A proposito dell’energia, essa è indispensabile ad ogni tua azione, quindi verifica continuamente nel tuo personale serbatoio la presenza della giusta quantità di carburante, fai il pieno e ricarica continuamente le tue batterie prima di restare a secco.

Ma anche con tutti gli accorgimenti possibili non potrai certo evitare ostacoli e difficoltà, che fanno parte della vita di ciascuno e che si palesano sul campo da tennis, come in ogni altro campo.

In questi casi, agisci con la flessuosità di una canna di bambù agitata dal vento, che si piega ma difficilmente si spezza. Procedi sempre con l’indispensabile resilienza che ti arma della pazienza necessaria per aspettare e poi cavalcare l’onda perfetta, quella che ti porta direttamente dinanzi al traguardo.

E dato che, come detto, l’energia è tutto nel processo realizzativo, incoraggiati continuamente diventando amico, alleato, tifoso e, soprattutto, coach di te stesso, sempre pronto a sostenerti, guidarti e darti i giusti suggerimenti, adatti ad ogni momento e circostanza.

L’atteggiamento con cui accompagnare le tue azioni volte a superare le consuete fasi critiche del tennista sarà sempre all’insegna del ritrovare e manifestare piacere, divertimento e benessere in campo e fuori.

In modo che il tennis possa per te diventare un viatico verso la felicità, all’insegna di una nuova e più adatta cultura sportiva.

Parola di Coach! gianfranco santiglia parola di coach


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