Preparare una Mappa Mentale è un prezioso strumento a nostra disposizione, un mezzo di cui servirci per creare, annotare, assemblare, organizzare, rappresentare, memorizzare, evocare.

Per rendere maggiormente gradevole, funzionale ed evocativa tale rappresentazione, ci si serve di parole e immagini colorate particolarmente pregne di significati, in modo da stimolare mentalmente la nostra fantasia e l’intuizione.

In tempi recenti molti ricercatori si sono occupati di Mappe Mentali, in modo molto diverso tra loro.

Alcuni di questi, al passo con i tempi, si sono impegnati a sviluppare moderni programmi e software per introdurre gli stessi principi individuati dall’ideatore delle Mappe Mentali,  Tony Buzan, cercando di conferirgli una moderna tecnicizzazione.

I risultati delle mappe digitali si sono rivelati più o meno rispondenti all’impostazione originaria.

Tuttavia, lo stesso Buzan da sempre invita tutti alla realizzazione delle Mappe Mentali su carta, rigorosamente a mano libera, perché la manualità del disegno stimola la nostra multisensorialità e l’emisfero cerebrale destro, il quale è preposto alla creatività, alla fantasia, all’intuizione: il cosiddetto universo del “femminile psicologico”.

Infatti, a differenza del tipico metodo di apprendimento che si basa sull’elenco di appunti, le Mappe Mentali basano il loro modello sulla potenzialità evocativa, spesso creata ad arte attraverso la combinazione di più elementi. Sono proprio le associazioni cinestesiche create da parole evocative, suoni corrispondenti, e soprattutto colori e immagini, che mettono in moto i processi inconsci, stimolando in modo particolare l’emisfero cerebrale destro, ma non solo. In questo modo possiamo usare insieme e integrare entrambi gli emisferi cerebrali aumentando notevolmente l’ottimizzazione del nostro potenziale.

Inoltre, con le Mappe Mentali, è peraltro possibile attingere sia a quanto si trova nella sfera del cosciente, sia a quanto si trova fuori da essa, territori in parte ancora inesplorati tanto in ambito individuale che collettivo.

Sono i luoghi interiori che la psicologia ha definito il subcosciente e l’inconscio.

Naturalmente, trattandosi di “territori” dobbiamo sempre tener presente, come già detto nel precedente post sulle Mappe Mentali, che le mappe non sono il territorio. Il nostro compito, in relazione alle Mappe che noi stessi creiamo, è quello di permettergli di aderire quanto più possibile al territorio, ovvero alla realtà, in modo da vivere pienamente, con soddisfazione e facilità realizzativa, nel mondo pragmatico del quotidiano.

Bene, in accordo con quanto sostenuto da Buzan, per creare la tua Mappa Mentale serviti di una semplice matita, infatti i benefici psicosomatici della scrittura e del disegno sono noti da tempo, come ci insegna la grafologia; inoltre, il corretto utilizzo grafico ti consentirà di abbassare le frequenze cerebrali del tuo cervello.

In effetti, congiungere insieme il pollice e l’indice, gesto consueto con cui si utilizza una matita o una penna, fa parte di un antico e sacro cerimoniale, in sanscrito denominato mudra, il quale crea una naturale connessione psicofisica in grado di abbassare le tue frequenza cerebrali dalle onde Beta, quelle abituali delle nostre attività convulse, in onde Alfa e Theta, consuete del rilassamento, dello stato rigenerativo e meditativo. Essere in  questa modalità operativa mentre crei la tua Mappa Mentale ti aiuta a attingere a tutte le tue risorse, anche e soprattutto a quelle inconsce e pre-conscie, e anche a migliorare la memorizzazione a lungo termine.

Se invece crei una Mappa Mentale al computer, queste aree cerebrali non vengono quasi per nulla coinvolte e sollecitate e dunque difficilmente hai accesso a tutti quei dati che hai da tempo immagazzinato, che magari non sai nemmeno di conoscere, i quali spesso vengono fuori in modo improvviso e imprevedibile, talvolta persino in maniera disfunzionale.

 L’ATTEGGIAMENTO GIUSTO PER LA TUA MAPPA MENTALE

Non appena decidi di accostarti alla Mappa Mentale predisponiti con il giusto atteggiamento godendoti ciò che fai.

Quindi, prima di tutto, emozionati, appassionati ed entusiasmati mentre la crei.

Appena sei pronto, apriti alla sensazione del momento e arricchisci la Mappa Mentale delle percezioni dei tuoi 5 sensi e di tutte le emozioni del tuo repertorio, in modo che la tua esplorazione si attivi con più intensità, in profondità, e il frutto della ricerca possa essere adeguatamente fissato in termini di memorizzazione a lungo termine.

A questo scopo serviti di immagini, colori e quant’altro possa sollecitare e ottimizzare le tue associazioni. Anche per questo motivo Tony Buzan suggerisce di colorare fin dall’inizio senza posticipare la colorazione.

Dai quindi un colore alle tue emozioni e sensazioni; l’idea di base è che stai colorando la tua vita, risvegliando proprio quelle aree che altrimenti non si accenderebbero con uguale facilità.

Sentiti libero e creativo nelle tue espressioni, pieno di entusiasmo, energia e passione, in modo da divertirti. 

Non ti porre limiti, liberati di inibizioni, schemi, credenze limitanti e, soprattutto, del giudizio che peraltro ti impedirebbe di apprezzare questo attimo ludico e creativo.

Lascia che le idee scorrano, e tu fluisci con esse: l’errore più grave è autolimitarci, censurarci, criticarci e giudicarci, limitando in questo modo l’efficacia del nostro potenziale.

Lasciati andare e sii innovativo nel tuo approccio all’argomento, spingendoti oltre il conosciuto.

Non aver paura di far emergere tutti i tuoi lati, anche quelli nascosti, lato oscuro compreso.

Soprattutto, esalta il tuo lato artistico.

E divertiti nel farlo, donandoti gioia e piacere attraverso ciò che crei, aspetto fondamentale per disporti al flow.

Libera la tua mente da qualsiasi interferenza, utilizzando così tutto il bagaglio a tua disposizione.

In principio, come allenamento, registra su carta in forma di Mappa Mentale ogni tuo pensiero.

Un consiglio in caso di blocco creativo: allenati in principio sul braistorming e sulle libere associazioni di pensiero in modo da sbloccare tutto il tuo potenziale creativo. Nei casi in cui ti percepisci troppo frenato, chiediti: “Come posso dare luce, voce e significato a questo tema?”.

Quindi attendi, rifletti, raccogli e crea!

COME SI CREA UNA MAPPA MENTALE

Le Mappe Mentali sono molto più semplici da creare che non da spiegare.

Proverò comunque a spiegarle nel modo più semplice possibile, incominciando dalla loro struttura.

Le Mappe Mentali hanno una struttura gerarchico -associativa, con una disposizione grafica degli elementi che solitamente appare a raggiera, ma è possibile strutturarle anche in accordo con altre forme, come quella ad albero o con altri modelli creativi.

Gerarchiche, in quanto collegano in ordine d’importanza ciascun elemento con quello che lo precede e, in funzione della sua struttura gerarchica, la Mappa Mentale si propaga dal centro verso la periferia, dall’interno all’esterno.  Dal primo livello d’importanza verso i successivi.

Associative, in quanto collegano aspetti disposti in zone differenti della Mappa che hanno tra di loro un legame di diversa natura.

La struttura portante di una Mappa Mentale è soprattutto gerarchica, ma le eventuali  relazioni associative evidenziano la presenza di ulteriori legami tra le diverse componenti e in questo modo consentono di accrescerne la complessità cognitiva ed espressiva.

Una Mappa Mentale può costituire spesso il prezioso punto di partenza di un processo creativo, che conduce successivamente alla realizzazione di importanti progetti. Di frequente, soprattutto nei gruppi di lavoro e di studio, la si accompagna con il brainstorming collettivo che, coadiuvato da una Mappa Mentale, conduce alla definizione di obiettivi sfidanti e motivanti.

Oltre a essere utili come strumento di apprendimento le Mappe Mentali stimolano molto la creatività e hanno mille altri vantaggi rispetto ai metodi classici e consueti che conosciamo e utilizziamo.

Lavorare e studiare attraverso le mappe mentali altrui è utile ma il modo migliore per utilizzarle e crearne di proprie. Dobbiamo soltanto vincere la resistenza di fondo rispetto al “nuovo” e al diverso, che avanzano e incalzano inesorabilmente.

Vediamo ora come procedere!

IN PRATICA

Ecco gli unici  “ferri del mestiere”che ti servono per creare una Mappa Mentale: un foglio bianco almeno delle dimensioni A4, meglio ancora A3, una matita, una penna e dei pennarelli colorati.

Disponi il foglio bianco in orizzontale, che rispetto alla dimensione verticale ti garantisce una migliore prospettiva e una sensazione di maggiore apertura, peraltro con la possibilità di una più ampia e funzionale visione panoramica.

Fai brainstorming e poi un primo abbozzo raccogliendo tutte le tue idee.

In seguito scegli tra pensieri, idee e concetti, quelli che ritieni più opportuno inserire nella Mappa finale.

Parti dal centro e disegna un’immagine colorata che rappresenta l’argomento principale, da questa nasceranno tutte le tipiche ramificazioni della Mappa con delle linee che ti suggerisco all’inizio a raggiera.

Disegnare immagini e icone aiuta a stimolare la creatività e a condensare concetti, richiamandoli più facilmente alla memoria visiva e fotografica. Non ti preoccupare dell’efficacia del tuo disegno, non è questo certo che conta in questo caso;  bada invece a non inibirti con l’autocritica.

Se non digerisci tanto bene le icone, passa alla parola chiave che hai scelto per designare il tuo argomento, una sorta di titolo: proprio al centro del foglio, accanto all’immagine, scrivi con la penna il relativo argomento che stai trattando.

Connetti ogni elemento che di volta in volta inserisci con una linea. Per stimolare maggiormente ogni tua componente psicoemotiva disegna vari tipi di linee curve e colorate; in questo modo eviterai di essere ripetitivo utilizzando soltanto linee rette, diminuendo così le possibili associazioni mnemoniche. Fai in modo di disegnare le linee con precisione, evitando che risultino troppo corte o troppo lunghe rispetto alle successive parole chiave che scegli. Rendi le linee sempre più sottili e le parole più piccole mentre procedi dal centro verso la periferia, dall’interno all’esterno.

Sviluppa i concetti chiave in maniera ordinata gerarchica. Scegli con cura tutte le parole chiave associandole ad ogni passaggio; esse devono risultare appropriate, semplici e chiare.Se ti è possibile cerca di personalizzare il più possibile la tua Mappa, magari creando simboli originali e funzionali; a questo scopo anche gli acronimi hanno la loro bella efficacia. E soprattutto scegli i colori con molta cura: colori diversi e appropriati per ogni ramificazione. Utilizza quei colori che maggiormente ti aiutano a risvegliare e impiegare al meglio la tua creatività, quelle tinte che ti sembra aumentino l’impatto psicologico ed emotivo di ogni elemento.

Bene, è tutto!

Ora rivedi il tuo lavoro e osserva se ha bisogno di qualche aggiustamento qua e là.

Tutto in costante evoluzione e progresso.

 


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