La straordinaria e appassionante vicenda dell’atleta britannico Eddie Edwards, un improbabile saltatore con gli sci, ci aiuta a scoprire l’importanza della determinazione per vincere nello sport e nella vita.

La sua storia è un condensato altamente esplosivo di incoscienza, follia, immaginazione, coraggio, entusiasmo  e determinazione da cui non poteva che scaturirne un bellissimo film: Eddie the Eagle – Il coraggio della follia.

Il film è ispirato e si attiene fedelmente alle vicende sportive, e umane, dello sciatore inglese soprannominato “the eagle”, l’aquila, in seguito alla sua performance alle olimpiadi invernali di Calgary nel 1988.

L’IMPORTANZA DELLA DETERMINAZIONE PER VINCERE NELLO SPORT

Uno degli strumenti essenziali a disposizione di un coach professionista per valutare le capacità e le qualità dell’atleta che ha di fronte è la “Ruota delle Abilità dell’atleta”, che mette in evidenza gli aspetti fisici, tecnici, tattici e mentali dello sportivo in questione, che costituiscono i 4 pilastri di ogni prestazione.

È inoltre essenziale approfondire gli aspetti mentali della sua situazione personale, fotografandola nel qui e ora, in modo da comprendere da dove partire, cosa stimolare e su cosa fare leva per avviare il suo processo di crescita e potenziamento.

A questo proposito si prenderanno in considerazione la motivazione dell’atleta, l’autostima, la fiducia e l’autoefficacia, la capacità di resilienza, la perseveranza, l’ottimismo, la capacità di risultare vincenti, a partire dall’uscire vittoriosi dai pericoli ingannevoli del gioco interiore.

E, naturalmente, in questa valutazione è fondamentale vagliare la capacità di dimostrarsi determinati.

Cos’è esattamente la determinazione?

 E qual è l’importanza della determinazione per vincere nello sport e nella vita?

La determinazione è una caratteristica personale che ha almeno una doppia valenza: da una parte rappresenta l’attitudine a saper stabilire con esattezza qualcosa, appunto determinandola.

Dall’altra, implica la volontà nel portare a termine con successo le azioni necessarie al raggiungimento del fine desiderato.

In termini di prestazione sportiva, la determinazione ci aiuta a scegliere con cura gli obiettivi e i conseguenti piani d’azione con cui coglierli, il cosiddetto goal setting, sostenendo l’intero processo con concretezza, attenzione ed energia.

Adesso forse l’importanza della determinazione per vincere nello sport e nella vita risulta ancora più chiara e evidente ad ogni lettore attento, e lo sarà ancor di più dopo aver ripercorso la commovente storia di Eddie, che nonostante gli impedimenti interni e le numerose interferenze esterne è riuscito a coronare il suo sogno olimpico.

IMPARA L’IMPORTANZA DELLA DETERMINAZIONE PER VINCERE NELLO SPORT CON LA STORIA DI EDDIE

Eddie Edwards è un ragazzino che ha un grande sogno: diventare un atleta olimpionico.

La sua è un’autentica mania, un’ossessione.

Le cose però per lui si mettono male fin dall’inizio, non appena concepisce questo sogno, a partire dalle indicazioni di Madre Natura: infatti Eddie da piccolo ha un grave problema ad un ginocchio, ha un fisico gracile, poi diventato pesante, tutt’altro che prestante e adatto allo sport, vista problematica e ipermetropia che lo costringe a grosse lenti, non ha particolari talenti, non è bello né carismatico. Insomma, non c’è nulla in cui spicchi in modo particolare, a parte la capacità di sognare  e di risultare determinato nel suo progetto olimpionico.

Nemmeno la famiglia lo incoraggia particolarmente, il padre soprattutto ne mina spesso la fiducia e l’autostima, e i compagni di gioco rincarano la dose burlandosi sempre di lui, eppure questo non scoraggia e non impedisce a Eddie di continuare sognare in grande e di volare alto, proprio come le aquile.

Nato in Inghilterra, un paese con scarse tradizioni sciistiche, Eddie incomincia a sciare a tredici anni su una pista di neve artificiale; e lì, sulla collina di Gloucester, che avviene la sua iniziazione e l’inevitabile chiamata all’avventura del suo viaggio eroico, che lo porterà anni dopo, nel 1988, alle olimpiadi invernali di Calgary, in Canada, nei panni di un improbabile atleta nella gara di salto con gli sci.

Infatti, ha incominciato a saltare soltanto da un anno e compete con atleti che hanno iniziato già a 6 anni, ma Eddie non demorde né si scoraggia, nonostante gli infortuni e gli incidenti di percorso: cade e sempre si rialza, anche se piuttosto malconcio, ma non nello spirito.

Tuttavia, anche in questa disciplina Eddie non dimostra un particolare talento, eppure ogni suo atteggiamento, gesto e azione rivelano e sottolineano un particolare fondamentale: l’importanza della determinazione per vincere nelle sport .

Per Eddie questa vittoria non consiste nel podio, bensì nel riuscire a coronare il suo grande sogno di bambino di partecipare alle olimpiadi.

Nulla di più.

Nulla di meno.

EDDIE THE EAGLE IL FILM- IL CORAGGIO DELLA FOLLIA

Il film del 2016 è diretto da Dexter Fletcher, con Hugh Jackman nella parte dell’allenatore Bronson Peary e Taron Egerton in quella del protagonista.

Interessanti le dichiarazioni di quest’ultimo che ha rivelato di aver tribolato tanto quanto l’atleta Eddie prima di essere stato riconosciuto e consacrato come attore.

Durante le riprese si è dunque sentito tantissimo vicino allo spirito di Eddie, che è riuscito a interpretare a meraviglia, mettendo sempre in evidente l’importanza della determinazione per vincere nello sport , proprio come Eddie desiderava più di ogni altra cosa.

Fanno anche una breve comparsa nel film i premi oscar Christopher Walken e Jim Broadbent.

La storia si attiene quanto più possibile ai fatti e si concentra in modo particolare sugli eventi che precedono l’olimpiade di Calgary, quella in cui Eddie guadagna l’appellativo di “Eagle” grazie alla propria simpatia, all’entusiasmo e al coraggio che lo aiutano a diventare un vero e proprio simbolo eroico popolare.

Ad allenare questo impossibile eroe è l’ex campione Chuck Berghorn (Hugh Jackman) che dedito ormai soltanto al bere, avrà anch’egli un’ulteriore possibilità di riscatto, dopo aver sprecato il proprio talento.

LA DETERMINAZIONE DI EDDIE

Alle olimpiadi canadesi di Calgary Eddie prese parte alla gara del trampolino K70 dove si classificò al 58º e ultimo posto. A sorpresa partecipò anche alla gara del trampolino K90 e anche in questa gara arrivò ultimo, al 55º posto con un salto da 71 m, che pur con amplissimi distacchi dalla penultima posizione, rappresentava comunque il suo inatteso record personale e nazionale.

Perché dunque tanto scalpore?

Cosa ha spinto il presidente del comitato organizzatore, Frank King, alla fine dei giochi olimpici a celebrare gli sforzi di Edwards tributandogli un personale omaggio?

Ecco le sue significative parole:

In questi giochi, alcuni atleti hanno vinto la medaglia d’oro, alcuni hanno battuto dei record, e alcuni di voi hanno addirittura volato come un’aquila“.

Perche dunque guardare e ascoltare la storia di Eddie ci fa tanto emozionare?

Perché Eddie è riuscito a coronare il suo sogno, e qualunque persona che riesca ad acciuffare i propri legittimi sogni aiuta tutti gli altri a sognare e merita per questo massimo rispetto e ammirazione.

Eddie rappresenta apparentemente la persona senza talenti, il tipo comune, che gli altri volevano persino al disotto della media.

Eppure non lo è!

Egli ha un sogno: un grande sogno che alimenta anche da adulto.

Quanti adulti possono dire altrettanto?

Quanti hanno ancora vivi questi sogni?

In questo Eddie è diverso da quasi tutti gli altri e in questo ha un particolare talento: nel vivere con determinazione e lucidità il proprio grande sogno, che lo motiva fin da quando ne ha memoria.

Quel sogno per lui è diventato un autentico obiettivo; i suoi pensieri si tramutano immediatamente in azioni specifiche e concrete.

Ragiona come un vero e proprio coach ed è diventato allenatore e maestro di se stesso.

Ma è soprattutto l’archetipo del bambino, del fanciullo meraviglioso direbbe Jung, a svettare su tutto e tutti.

Il bambino che vive in lui, il Grande Decisore, ha fatto da tempo la sua scelta.

E non c’è verso che molli.

La sua determinazione la dice lunga su cosa sia necessario per giocare al meglio la vita e la partita interiore: fiducia, coraggio, divertimento, un pizzico di incoscienza e di sana follia, e tanta determinazione

Eppure, ci si chiede da cosa sia stata alimentata la fiducia di Eddie, dato che tutto sembrava dargli torto e remare contro di lui.

Sicuramente James Hillman avrebbe a questo punto tirato in ballo il daimon e la sua necessità di autodeterminarsi, o anche il seme della ghianda che lo spingeva a diventare una possente e maestosa quercia.

Ciò che c’è di sicuro in Eddie è l’essere riuscito a bypassare le opinioni degli altri, a evitare gli sguardi di umiliazione, gli scherzi di chi si prendeva gioco di lui, alimentando soltanto la voce interiore, virtuosa e potenziante, che lo invitava a continuare a credere nel suo sogno di bambino. Quel bambino coraggioso, e un po’ incosciente, che aveva deciso per lui la via da percorrere, facendola diventare un dolce ossessione, più forte di qualsiasi sacrificio necessario a sostenerla.

Per Eddie non è una questione di vincere o di perdere, ma di liberarsi di queste stesse illusioni come direbbe Kipling e, soprattutto, dei limiti e delle etichette che gli avevano appiccicato addosso fin da bambino, gridandogli che era una nullità destinato soltanto ad una vita incolore e mediocre. Doveva quindi imparare subito, secondo gli altri, a non alzare troppo  la testa e a volare basso.

Questo soprattutto ha spinto Eddie a scegliere un destino diverso in cui poter spiccare il volo e  librarsi in alto, rischiando più volte la vita, a dispetto di qualsiasi conseguenza.

Voleva spingersi fin dove solo le aquile sanno osare, territori immacolati in cui vincere o perdere non ha alcun senso. Solo librarsi più in alto possibile, per realizzare e trascendere la propria natura, autodeterminandosi.

Questo forse è un ulteriore significato di determinazione che scopriamo infine insieme, sospinti dalla storia di Eddie: non solo la capacità di scegliere e di sostenere concretamente le proprie decisioni, ma anche e soprattutto la capacità di determinare fino in fondo se stessi.

Costi quel che costi.

Ed Eddie ci ha mostrato come.

Rialzandosi ogni volta che la vita lo ha messo in ginocchio, senza mai lasciar vacillare la sua motivazione, dimostrando così una grande resilienza.

Ecco,  quando la determinazione si combina armoniosamente alla resilienza si può volare molto in alto, tra le cime innevate, fin dove è giunto Eddie, e magari anche oltre.

 

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