Dopo aver considerato, nei precedenti post, tutta l’importanza di una conoscenza approfondita di noi stessi e del nostro avversario, insieme agli elementi che costituiscono la contesa, è infine indispensabile fare nostro l’ultimo anello che congiunge noi alla meta: il terreno dello scontro, ovvero il luogo fisico dell’incontro.

Tutte le antiche tattiche mirate e le strategie vincenti in merito alle contese, anche belliche, ci ricordano  l’estrema importanza di conoscere perfettamente ogni centimetro che costituisce il cosiddetto “campo di battaglia”, il terreno specifico in cui avviene lo scontro, allo scopo di capire come meglio muoversi in ogni centimetro a propria disposizione, sfruttandolo più possibile.

Un piccolo, talvolta enorme vantaggio, sempre fondamentale.

Per il saggio Sun Tzu (Sunzi), generale e filosofo cinese, vissuto fra il VI e il V secolo a.C., autore di uno dei più importanti trattati di strategia militare di tutti i tempi,  “Il combattimento è la via dell’inganno”.

Nel suo ben noto scritto “L’arte della guerra”, nel quale l’autore illustra le conoscenze necessarie per assicurarsi la vittoria in campo bellico, la strategia vincente consigliata dall’autore passa sempre dal riconoscimento del terreno dello scontro .

Lo studio del campo, fatto proprio sul terreno dello scontro , diviene propedeutico rispetto al modo in cui scegliere l’“inganno”, ovvero le false apparenze con cui distrarre l’avversario: lo stratagemma e la strategia vincente per garantirsi la propria invincibilità, che significa anche, come minimo, garantirsi di non essere sconfitti.

Per assicurarsi del tutto la vittoria, infatti, non basta ancora, ma è sicuro che attuando al meglio le 3 mosse qui illustrate saremo senza dubbio più vicini al successo di ogni altro contendente.

È proprio in funzione del terreno dello scontro che è necessario combinare e adottare la strategia vincente che maggiormente si adatta a tutti gli elementi del confronto, che per la verità sono molteplici.

È in base, dunque, al tipo di terreno, alle condizioni esterne, comprese quelle meteorologiche, e a tutti gli elementi in gioco che si struttura la tattica vincente mirata al caso specifico.

Sun Tzu ha individuato almeno 9 tipologie differenti di terreno in relazione alla contesa, e questa sua accurata ricerca analitica certo ci aiuta a comprendere la meticolosità che ciascuno di noi deve riversare su questo aspetto al fine di elaborare una strategia vincente che possa avvicinarlo al successo.

A noi quindi il compito di studiare in particolare il terreno dello scontro, delineando il tipo di ambiente e le relative caratteristiche con cui doverci confrontare.

LE 3 CHIAVI D’ACCESSO PER RICONOSCERE IL TERRENO DELLO SCONTRO

Ecco nel dettaglio i 3 aspetti fondamentali inerenti a riconoscere debitamente le qualità del terreno dello scontro :

  • Elementi in gioco.
  • Condizioni ambientali.
  • Possibili strategie.

 1 RICONOSCI GLI ELEMENTI IN GIOCO

Qualunque sfida si tratti di giocare e di vincere, gli elementi in gioco sono comunque molteplici.

Sono tutti quegli elementi che caratterizzano il gioco in sé, e li passi in rassegna uno per uno, riferendoli alla sfida che hai in mente, te ne renderai subito conto.

Naturalmente essi cambiano di volta in volta, in relazione alla sfida specifica che ti appresti ad affrontare.

È il tipo di sfida che chiama a sé gli elementi essenziali in gioco, i quali sono sempre diversi, e le variabili quasi…infinite.

Conoscerli tutti non sempre è possibile né proponibile, eppure, quando abbiamo l’occasione, nei limiti oggettivi del caso, conoscerli uno ad uno fa la differenza. Ciascuno di loro, difatti, anche il meno significativo, può all’improvviso ergersi al di sopra di tutto, diventando fondamentale.

Non è il caso quindi di trascurare nulla, se desideriamo assicurarci la vittoria.

Per intenderci più nello specifico, pensiamo agli elementi in gioco in una partita di tennis.

Qui puntiamo l’attenzione sull’attrezzatura sportiva necessaria, che fa parte del nostro bagaglio essenziale: racchette, corde, palline, abbigliamento, scarpe, integratori alimentari e liquidi e quant’altro.

Naturalmente, questi elementi in gioco dovranno essere combinati con altri per risultare vincenti; si deve comprendere cosa utilizzare in relazione a quando, dove e come, cioè a che ora si gioca la partita, con quali palline, su che superficie, e quindi che tipo di attrezzatura prediligere, al meglio di quanti set, dove è ubicato il campo, la sua esposizione e così via.

Ciascuno di questi elementi gioca in generale un ruolo importante, che talvolta può persino diventare determinante.

Consideriamo allora tutti gli elementi e le forze in campo, come procedono e si muovono, con quale orientamento, a che velocità avanzano, in che direzione specifica, che tipi di movimento compiono, con quali strategie e applicazioni e così via, e una volta ultimata questa analisi spostiamo la nostra attenzione sugli altri elementi fondamentali, studiandoli perfettamente.

Nulla deve essere trascurato o lasciato incompiuto, intentato.

2 RICONOSCI LE CONDIZIONI AMBIENTALI

Le condizioni ambientali sono degli elementi estranei al gioco in sé, presupposti esterni, che tuttavia lo influenzano considerevolmente, come per esempio le condizioni climatiche e la struttura dell’ambiente che caratterizza l’ambiente della performance.

Pensiamo per un attimo a una sfilata di moda che all’occorrenza venga allestita in spiaggia o in una piazza con la scalinata; essa dovrà necessariamente tener conto dell’ambiente specifico, dell’ora della manifestazione, della temperatura esterna e così via.

Se preferisci l’esempio precedente della partita di tennis, considera dove si svolge la partita, su quale terreno, a che ora e in quale specifica circostanza.

Per condizioni ambientali, interne o esterne, non si intendono gli elementi specifici in gioco, quelli considerati precedentemente, ma il contesto nel quale si effettua la prova, che ad esempio varia se questa avviene in uno spazio aperto e grande o chiuso e piccolo, in presenza di pubblico o meno, di giorno o di sera, al caldo o al freddo, e così via.

Talvolta queste condizioni si intrecciano con gli elementi, le abilità  e gli umori in gioco a tal punto da condizionarli significativamente, esaltandoli a dovere o impoverendoli.

Ecco allora perché è il caso di tenerli in massima considerazione, sempre.

Anche quando una sfida si gioca in un territorio interno è comunque soggetta a delle particolari condizioni ambientali. A maggior ragione lo è quando la sfida si gioca fuori, all’esterno.

Se giocata indoor, alcuni ulteriori fattori possono incidere sulla prestazione e debbono essere studiati con cura: per esempio l’intensità della luce, il tipo specifico di illuminazione, la posizione delle fonti luminose rispetto alla nostra prospettiva, la temperatura a cui saremo sottoposti, e alcuni altri fattori che potrebbero risultare di disturbo o alleati.

All’esterno dovremo considerare il tipo di clima, magari in combinazione con le peculiarità del terreno su cui si svolge la sfida, la luce specifica, le condizioni atmosferiche e climatiche, come per esempio il vento, l’umidità e il sole, e così via.

In entrambi i casi, se la prova si svolge in presenza di pubblico, questo rientra nelle condizioni generali e rappresenta un elemento a cui adattarsi, evitando che diventi un’interferenza spiacevole, facendone anzi un vantaggio.

Appare evidente che, riferendoci alle condizioni ambientali nello specifico, la nostra capacità di dimostrarci resilienti in modo da adattarci perfettamente può fare una grande differenza, risultando un’arma a nostro vantaggio, o all’opposto.

3 RICONOSCI LE POSSIBILI STRATEGIE

In generale, è già possibile delineare delle particolari strategie di massima se mettiamo insieme, combinandoli, gli elementi in gioco e le condizioni ambientali.

Per esempio, una gara di corsa, di qualsiasi tipo, con le bici, le moto, le macchine o a piedi, risulterà particolarmente suscettibile alle condizioni ambientali e dovremo cambiare e adattare gli elementi in gioco, ad esempio i pneumatici e l’abbigliamento, in relazione alla pista, al meteo e ad altri fattori mutevoli che cambiano rapidamente.

Di conseguenza cambierà possibilmente anche la strategia da adottare in generale.

E, ancor di più, nello specifico: qui si terrà anche conto della capacità o meno degli altri contendenti di adattarsi alle diverse condizioni e la loro resa specifica su questo tipo particolare di terreno, fissando così una strategia particolare da adottare.

Per fare un buon lavoro, in tal senso, occorre selezionare e combinare tutti gli elementi presi finora in considerazione: la conoscenza che abbiamo di noi in merito alle nostre risorse e ai limiti, e la capacità di rendere al meglio in determinate circostanze, o di non rendere affatto.

La stessa cosa varrà per i nostri contendenti: dobbiamo conoscerli quanto più possibile.

Dobbiamo quindi chiederci: in che modo le condizioni specifiche ambientali e tutti gli elementi in gioco condizioneranno le capacità non solo mie ma anche dei contendenti con cui mi confronto?

Prima formulo una strategia generale che mi suggerisce, ad esempio, di utilizzare quel tipo di gomma sul bagnato. Ma mi devo anche chiedere che cosa faranno gli altri, e se è il caso dovrò differenziare ulteriormente la mia strategia, rendendola quanto più appropriata al caso.

Come?

Sulla base di ciò che ho imparato dall’osservazione interiore e da quella esterna, avversario e terreno dello scontro compresi.

Quindi, riassumendo: inizialmente mi occupo di individuare una strategia funzionale alle mie capacità.

Successivamente, tengo anche conto di una strategia che possa effettivamente mettere in difficoltà tutti gli avversari, cogliendo le loro fragilità.

Se avremo la capacità di tenere insieme tutti questi elementi combinandoli appropriatamente, allora faremo bene a puntare su noi stessi scommettendo sulla nostra vittoria.

Parola di coach! gianfranco santiglia parola di coach

 


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