Che tu sia uno sportivo, magari un giocatore di tennis o di basket, un professionista della finanza, un manager, un insegnante o altro, in te dimora anche un giocatore vincente che desidera essere destato e poi allenato per interpretare al meglio le sfide della vita.

Ma chi è il giocatore vincente ?

Cosa lo differenzia dagli altri?

Incominciamo con lo sgombrare ogni dubbio dal campo di gioco, liberandolo dagli inutili intralci: il giocatore vincente non è nato vincente, lo è diventato.

In verità, anche se fosse stato designato vincente sin dalla nascita, in funzione del patrimonio genetico ricevuto o in grazia di chissà quale altro benevolo karma, quel privilegio dovrà poi essere confermato più e più volte, agito e allenato, proprio come vale per tutti gli altri apparentemente meno dotati.

E nessuno è del tutto privo di questa magia, nessuno è del tutto escluso dal gioco in cui diventare un vincente, se è questo che desidera, a patto che abbia una buona dose di motivazione e di programmazione a sostenerlo, e anche di consapevolezza nello scegliere delle sfide adeguate alle proprie personali risorse e attitudini specifiche.

Non tutti infatti possono essere scienziati, calciatori o modelle, stilisti e così via, ci vogliono delle specifiche attitudini e delle personali risorse. Ma tutti, indistintamente tutti, possono emergere in qualche campo di gioco nel grande scenario della vita, se questo è il loro desiderio e intento, poiché è proprio quel desiderio che si fa obiettivo e la relativa programmazione in merito a fare tutta la differenza, o quasi.

Il giocatore appassionato, in virtù delle proprie caratteristiche espresse al meglio, è sicuramente diventato anche un vincente, in modo sufficientemente rapido e indolore, imparando continuamente anche dai propri errori e da tutto ciò che accade dentro e intorno a lui, da tutti gli aspetti e le persone scelte come riferimento, a maggior ragione da quelle più brave. Persone che il giocatore vincente osserva continuamente con spirito analitico, cercando di emularli, ma senza mai snaturarsi.

Sì, perché il vincente ha comunque una buona autostima accompagnata dalla necessaria autoefficacia in ciò che fa; è dunque contento e rispettoso di ciò che ha avuto in sorte, che cerca di onorare ed esprimere in ogni possibile frangente, tuttavia non si stanca mai di imparare a migliorarsi.

Questa è comunque una delle ragioni perché sceglie dei modelli impeccabili e vincenti nei loro rispettivi campi d’azione, in modo da imparare sempre dai migliori, considerandoli veri e propri modelli d’esempio da seguire.

Ha così eletto anche i suoi più degni avversari e persino i nemici più temibili e agguerriti al nobile rango di maestri, e questo certo gli fa onore e contribuisce soprattutto a rendere ogni sfida fonte di apprendimento e non motivo di disputa, rivalsa e contesa.

Dato che, giocando, ha avuto modo di riconoscere la nobiltà della sconfitta, anch’essa diventa spesso ai suoi occhi maestra e consigliera, stimolandolo continuamente ai necessari cambiamenti e alle più opportune trasformazioni, anche quando profonde e dolorose.

Dunque, il giocatore vincente non crede soltanto in sé e nei propri mezzi, avendone sempre massima fiducia, ma crede anche nella vita, per cui sa pazientemente attendere le giuste occasioni, trasformandole appena possibile in preziose opportunità da cogliere e realizzare.

A mio parere, il vincente ha soprattutto un segreto che svetta su tutti gli altri, un segreto che in verità non ha alcuna reticenza nel comunicare, anche e soprattutto in modo pratico, attraverso il proprio agire: vive appassionatamente tutto ciò che fa, a maggior ragione quando si trova nel proprio raggio specifico d’azione. Sicuramente ama ciò che fa e fa ciò che ama, ovvero i giochi che ha scelto per esprimere tutto quello che ha dentro, senza inibizione, paura né risparmio.

Dato che è un giocatore non si dimentica mai di giocare, cioè di trattare ciò che fa come un gioco, proprio come faceva da bambino, con la stessa dedizione e passione, divertendosi sempre, comunque vadano le cose, perché il gioco viene prima di tutto ed è proprio questo atteggiamento a renderlo un vincente: l’enorme amore che in termini energetici ed emotivi riesce ad esprimere in tutto ciò in cui si impegna a portare a termine, con la massima impeccabilità ed attenzione.

È proprio questo intento di fondo a donargli i meritati frutti seminati, sapientemente curati e pazientemente attesi.

Ecco allora che riassumiamo quanto detto elencando le caratteristiche del giocatore vincente in dieci esemplari punti.

10 CARATTERISTICHE DEL GIOCATORE VINCENTE

schema con le 10 caratteristiche del giocatore vincente

 

  1. Sa assumersi tutta la responsabilità, nel caso anche quella della sconfitta, senza scuse né alibi.
  2. Nel caso della sconfitta sa comunque come uscirne: con dignità e onore, a testa alta, facendo tesoro di ciò che è accaduto, promettendosi che non accadrà più, non in quel modo.
  3. Lotta e si impegna fino all’ultimo secondo e si dichiara sconfitto solo a giochi finiti, mai prima.
  4. Pianifica tutto ed elabora continue strategie, che sa eventualmente cambiare a partita in corso se non adeguate, affidandosi anche all’intuito, per cui sa avvalersi del piano A, ma anche del B, C e D, se e quando necessario.
  5.  Riesce, comunque vada, a dare ed esprimere tutto quello che ha dentro, o quasi, in modo da terminare la propria prestazione senza avere la sensazione di inconcludenza o incompletezza. Di conseguenza, quando perde viene sconfitto tecnicamente, nel gioco in sé, mai nello spirito.
  6. Trae profondi insegnamenti da tutto ciò che accade, in modo da uscire sempre arricchito da ogni confronto. L’ultimo errore è il suo miglior maestro. L’esperienza e la relativa interiorizzazione diventa fondamentale e maestra di vita, viatico vittorioso del proprio cammino.
  7. Ha imparato a lasciarsi indietro tutto ciò che non funziona e non serve, che immediatamente cerca di rettificare, cambiare, trasformare a proprio vantaggio. Il cambiamento non lo impaurisce, ma anzi lo stimola.
  8. Affronta tutte le sfide con una forte carica emotiva e motivazionale, che comunque considera e tratta come il vero carburante del viaggio verso il successo.
  9. Fa ciò che ama e ama ciò che fa, in modo da esprimere grande energia, passione, entusiasmo e forza in ogni suo gesto, che si traduce in massima efficienza e funzionalità.
  10. Non ha mai fatto proprio il motto secondo cui l’importante è partecipare, in quanto l’idea vincente che ha concepito è che soltanto agendo senza alcun risparmio, sempre al massimo della propria carica energetica e spinta emotiva si possono cogliere i risultati desiderati. L’importante, quindi, è dare sempre il massimo e se non puoi darlo forse non ha senso nemmeno partecipare.

Parola di coach! gianfranco santiglia parola di coach

 


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4 commenti. Nuovo commento

Me ne mancano parecchie di caratteristiche, ma siccome voglio impegnarmi a essere un giocatore vincente, mi impegnerò a sviluppare quelle che mi mancano.
Sarà una grande fatica, ma sono fiducioso! Prima o poi ci riuscirò!

Gianfranco Santiglia
1 Maggio 2017 8:45

Bene Adriano, la tua motivazione e la determinazione sembrano adeguate all’impegno.
Cavalca sempre la loro energia e nessun obiettivo ti sarà precluso.

Io ho scarsa autostima, quindi parto già svantaggiata purtroppo, e i 10 punti che proponi sono davvero tosti da sostenere a lungo termine. Cerco di fare sempre del mio meglio.

Gianfranco Santiglia
1 Maggio 2017 8:43

Abbiamo già sottolineato il fatto che vincenti non si nasce ma si diventa, anche se indubbiamente una predisposizione esiste ed aiuta.
Si tratta allora di allenarsi a diventarlo.
Come?
In tanti modi diversi, naturalmente.
Coltivare questi punti, uno per uno, aiuta.
Con metodo, pazienza, perseveranza.

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