Pur essendomi occupato più volte dell’ atteggiamento vincente nel tennis sento spesso, soprattutto in qualità di coach esperto degli aspetti mentali, la necessità di farvi ritorno, di scriverne ancora una volta, magari da un’altra prospettiva.

Penso infatti che rimarcarne continuamente l’importanza non sia soltanto auspicabile, ma anche doveroso e necessario se si vuole procedere, senza pause né limiti, nel processo di crescita, come giocatore e individuo.

Un atteggiamento vincente nel tennis , in generale, presuppone la capacità di trasformare pensieri, emozioni e situazioni apparentemente avverse in possibili alleati.

Gli ostacoli diventano opportunità, i problemi soluzioni, i pensieri azioni.

Questa è l’essenza del coaching nella palestra mentale.

Nella nostra palestra mentale è dunque necessario avviare u un processo “alchemico” che acceleri la trasformazione, sia quando riguarda qualcosa di più astratto e impercettibile, come lo sono pensieri, emozioni, sentimenti e sensazioni, oppure di più reale, percepibile e concreto come certe situazioni,  ad esempio quelle che come tennisti possiamo ritrovare nel campo di gioco.

Ora, è noto che per poter trasformare qualcosa occorre prima riconoscere l’oggetto in questione e porlo sotto la nostra attenzione con quell’intento.

L’unione dell’intenzione in connessione con l’attenzione è un focus eccezionale che ha il potere di sprigionare l’energia necessaria alla trasformazione di ciò che può essere cambiato.

Questa combinazione di elementi, che possiamo anche sottolineare e riproporre come sintesi di un atteggiamento vincente nel tennis , corrisponde ad una legge universale dell’energia, intesa come processo di manifestazione della forma; la formula analoga, una delle 7 principali “leggi” riscontrabili li anche nel tennis e analizzate in un precedente articolo, è: E= I+A-T.

La sua traduzione sul piano pratico ci ricorda che l’Energia che si riesce a sviluppare da una certa azione corrisponde all’Intento che l’ha generata e all’Attenzione con cui si segue l’azione, azzerando nel frattempo ogni possibile Tensione interna ed espressiva.

Il processo connesso all’Energia, che di fatto è l’altra faccia della materia e di ogni forma visibile,  afferma e ribadisce dunque il concetto che il percorso energetico della manifestazione della forma necessita di una specifica Intenzione da parte del suo “creatore”, il quale poi segue il processo attraverso una continua Attenzione in assenza di sforzo, cioè di Tensione.

Ecco allora da dove hanno origine i nostri comportamenti manifesti, figli dei nostri atteggiamenti psicoemotivi: traggono spunto e forza dalle nostre specifiche e talvolta inconsce intenzioni, dall’attenzione con cui tendiamo a manifestarle e dal livello di tensione con cui accompagniamo le nostre relative azioni.

Ed ecco soprattutto da dove nasce l’esigenza di una maggiore consapevolezza: dalla necessità di dirigere coscientemente le nostre intenzioni e azioni, senza subirle passivamente.

Consapevolezza che è soprattutto l’obiettivo del metodo RAD, che in campo può diventare la chiave per l’ atteggiamento vincente nel tennis .

RAD: RICONOSCI, AMA, DIVENTA, L’ ATTEGGIAMENTO VINCENTE NEL TENNIS

Una volta riconosciuti tutti gli elementi in gioco, quelli che compongono la situazione nel suo insieme, occorre accettarli e accoglierli  prima di avviarli verso una progressiva trasformazione attraverso la nostra azione di facilitazione.

Ecco quindi riassunto, almeno nell’essenza teorica, il processo di trasformazione dei nostri errati atteggiamenti in modalità migliori e più costruttive attraverso la ben nota formula RAD, più volte ribadita nei post del mio blog.

Essa ci invita a riconoscere gli elementi e le parti in causa, ad amarli con gratitudine, offrendo loro uno spazio di accettazione e accoglienza incondizionata in cui essere valutati, in modo da non innescare una lotta interna.

Un atteggiamento che consente l’elaborazione cosciente di ogni aspetto considerato, che non viene respinto né negato, ma sospinto  verso il conseguimento della propria migliore essenza.

È un metodo sicuro e efficace per incoraggiare i nostri comportamenti mirati e le azioni specifiche.

Ci permette di adottare un atteggiamento vincente nel tennis e in ogni altro campo della vita.

Ma in che modo, praticamente, il metodo RAD può diventare  l’ atteggiamento vincente nel tennis ?

In che modo e in che termini è utile riconoscere, amare e trasformare nel campo da tennis?

Nel tennis come nella vita riconoscere è il primo step necessario a un processo di eventuale ottimizzazione dei singoli elementi ed aspetti in causa, come pure della situazione nell’ottica complessiva.

PADRONEGGIA LA MENTE CON L’ATTEGGIAMENTO VINCENTE DEL TENNISTA

Padroneggiare la mente del tennista e farne un punto di forza e un atteggiamento vincente nel tennis significa scegliere di quali pensieri avvalersi, accantonando tutte quelle espressioni mentali disfunzionali e depotenzianti.

Un modus operandi in cui è necessario saper separare lo spesso dal sottile, ovvero ciò che in termini mentali crea pesantezza da ciò che ci aiuta a procedere in modo leggero, rapido, efficace.

Un’operazione che ancor prima ha tuttavia bisogno, da parte nostra, della capacità di riconoscimento e discernimento.

E, in seguito, di accettazione.

In verità, accettare e accogliere la realtà così com’è non ci costringe a legittimarne le richieste  attraverso le nostre intenzioni e attenzioni. Possiamo dunque scegliere, secondo la formula energetica espressa in precedenza, a cosa desideriamo dare seguito attraverso il nostro intento e cosa invece escludere dalla nostra attenzione, togliendogli dunque  potere ed energia.

Occorre dunque osservare e valutare e, in un secondo tempo, scegliere.

Scegliere a cosa dare seguito e forma, a cosa dare energia e attenzione, a cosa ancorarsi per dare consistenza, valore e significato alla nostra vita attraverso specifiche azioni e comportamenti.

E tutto nasce dall’atteggiamento corretto.

Un atteggiamento vincente nel tennis  , e non solo.

L’atteggiamento che ci aiuta a padroneggiare la nostra mente, cioè a selezionare e scegliere, tra il miasma di materia grigia e di vie neuronali, quale percorso mentale rafforzare attraverso le nostre specifiche ripetizioni operative.

Giunti a questo punto, le domande corrette da ripeterci all’infinito per incoraggiare l’atteggiamento vincente nel tennis sono: a cosa scelgo di dare energia?

Quali obiettivi intenzionali mi pongo?

Dove porto la mia attenzione?

In che modo la supporto?

Domande aperte ed esplorative di questo genere, alla base della maieutica socratica che sostiene il processo di coaching, incoraggiano la consapevolezza necessaria a stimolare un continuo percorso generativo e formativo, saggio e maturo, delle nostre azioni e delle intenzioni che le scaturiscono.

Ciò è vero per il tennista come per chiunque altro.

Nel tennis come nella vita, di cui sappiamo essere una perfetta metafora.

NELLA PALESTRA MENTALE CON L’ ATTEGGIAMENTO VINCENTE NEL TENNIS

I muscoli psichici ed emozionali che alleni e potenzi ogni giorno in mille modi nella tua personale palestra mentale hanno la funzione di permetterti di eliminare le interferenze attive che limitano il tuo potenziale in azione.

Interferenze che debbono essere riconosciute e accettate prima di essere trasformate e diventare risorse utili. E non si tratta soltanto di eliminare ciò che è nocivo, ma anche di facilitare ed esaltare le proprie risorse, virtù e le potenzialità, le quali ci permettono di esprimere chi siamo in modo unico e irripetibile.

Eppure, anche qui si tratta, ancora una volta, di riconoscere questi tratti caratteriali e amarli per come sono, amandoci senza se e ma, accettandoci e accogliendoci per quello che siamo, senza pre-giudizi.

Solo in questo modo, smettendo di combattere con noi stessi ma anzi incoraggiandoci ad essere, potremo diventare realmente tutto ciò cui siamo destinati.

Se consideri il campo da tennis come la tua personale palestra, allora avrai a disposizione interi match e lunghe sessioni ripetute di allenamento per allenare i muscoli mentali ed emozionali, allo scopo di padroneggiarli con pieno controllo.

Come?

Innanzitutto partendo dall’ atteggiamento vincente nel tennis , che nella sua prima regola ci suggerisce di fare ciò che amiamo e di amare ciò che facciamo.

Il giocatore vincente impregna di amore il proprio tennis e tutte le azioni che esprime in campo. È grato di essere in campo, di poter manifestare le proprie qualità energetiche, fisiche, tecniche, tattiche, emozionali e mentali, di averle organizzate in un sistema compatto e funzionale al servizio di un obiettivo: stare al meglio in campo, rendendola un’esperienza gioiosa e ottimale.

Un’esperienza di flusso della coscienza in cui ci si allea con se stessi e con tutte le proprie risorse: non c’è spazio per il combattimento interno, come troppo spesso si vede sul campo tra i giocatori in balìa della loro partita interiore, e nemmeno per “combattere” contro le condizioni esterne, il tempo, il sole, il vento, il campo, le palline e così via. Persino lo scontro con l’avversario passa in secondo piano, se ci si concentra davvero nel far fluire se stessi verso l’esperienza ottimale, incoraggiata da una semplice predisposizione d’animo: riconoscere, accogliere e facilitare, tanto quando ci troviamo dinanzi a risorse che agli ostacoli.

Cosa significa tutto ciò in campo?

Forza interiore, equilibrio e serenità.

Impiego la mia mente di tennista nel tentativo di riconoscere gli elementi in gioco, non a giudicarli.

Mi predispongo ad accettarli e accoglierli, senza negarli o respingerli.

Utilizzo la mia energia con resilienza per facilitare i cambiamenti necessari, senza ostacolare o resistere al cambiamento.

Sono dunque concentrato totalmente nel qui e ora e non combatto contro qualcosa, bensì mi predispongo per fluire al meglio. Non guardo al deficit interiore ma al potenziale e alle risorse, non resto nel problema ma mi volgo verso le soluzioni e le opportunità con un atteggiamento resiliente.

E mentre gioco come un bambino, penso da saggio e  lotto come un guerriero, ho comunque i tratti del volto distesi, compiaciuti, perché sto facendo ciò che amo e metto in campo tutte quelle risorse che più mi rappresentano e che mi rendono un essere unico e irripetibile. E felice.

Questo è senz’altro l’atteggiamento che anche nel tennis paga di più: scelgo di accettare, accogliere e allearmi con me stesso e con ogni altro possibile elemento esterno funzionale al mio scopo e alla situazione.

COME ALLENARE L’ ATTEGGIAMENTO VINCENTE NEL TENNIS IN CAMPO E FUORI: OSSERVA, ACCOGLI, VALUTA, SCEGLI, FACILITA

Non occorre essere dei tennisti professionisti per comprendere l’incidenza dei pensieri e delle emozioni sul proprio gioco.

Quando il processo psicoemotivo che vive interiormente il giocatore è di buona qualità, allora pensieri ed emozioni si traducono in un carburante di ottima fattura, utile a guidare il giocatore verso il successo. All’opposto, quando emozioni e pensieri vengono espressi interiormente in modo disfunzionale diventano un limite insuperabile per il malcapitato giocatore di turno.

Come è possibile evitare e superare questo problema presente tanto tra i dilettanti che tra i professionisti del tennis?

La soluzione è nascosta, come visto finora, nei tratti fondamentali dell’ atteggiamento vincente nel tennis , nel comportamento consapevole che il giocatore riesce a manifestare in campo, il quale a questo scopo può avvalersi efficacemente della bussola RAD.

Si tratta essenzialmente di diventare osservatori e testimoni della realtà che si vive, a partire dalle emozioni  e dai pensieri interiori, per poi considerare ciò che accade in risposta alle proprie sollecitazioni reattive.

Rendersi conto della qualità dei propri pensieri e delle emozioni è senz’altro il primo passo. 

Senza questa presa di coscienza non può esserci alcun valido cambiamento.

1 DIVENTA L’OSSERVATORE

D’ora in poi, ogni volta che scendi in campo cerca di osservare cosa accade dentro di te a livello mentale ed emozionale.

Dopo l’allenamento o la partita raccogli tutte le impressioni e le voci che sono emerse dentro di te ed appuntale  per iscritto su di un quaderno.

Puoi anche dare una valutazione da uno a dieci alla tua capacità di essere presente ai tuoi processi interiori tramite l’osservazione e l’ascolto interiore.

L’obiettivo è di incrementare la tua capacità di essere presente a te stesso, ai tuoi pensieri e alle emozioni, di aumentare la tua consapevolezza.

2 DIVENTA ACCOGLIENTE

A questo punto in cui sei in grado in campo di osservare le emozioni e i pensieri cui dai vita, lasciati soltanto attraversare dagli stessi. Ne prendi atto, consapevolezza, accetti ed accogli in te, e poi ti lasci semplicemente oltrepassare senza creare ulteriore attrito né resistenza o conflitto.

Osservi e accetti come se in verità tali pulsioni non ti appartenessero davvero; sei disposto a lasciar andare, senza trattenere la paura, la rabbia e qualsiasi pensiero, soprattutto quelli meno adatti al momento.

Come hai fatto prima, valuta ancora da uno a dieci la tua capacità di lasciarti attraversare in modo innocuo dalle tue emozioni e pensieri,  soprattutto da quelli disfunzionali.

Al momento non devi bloccare, cambiare o reagire a nulla, solo osservare come tutto passa rapidamente attraverso di te se tu non ti opponi e non crei resistenza né attrito.

3 DIVENTA IL FACILITATORE

Bene, per ora hai osservato il tragitto interiore dei tuoi pensieri e delle emozioni mentre ne vieni attraversato. Ne hai preso distanza e non ti sei attaccato a nulla in modo morboso e nemmeno hai innescato degli ulteriori conflitti.

Ora che hai imparato ad essere presente a te stesso attraverso l’osservazione e l’ascolto di pensieri ed emozioni, evitando un ingorgo interiore, puoi anche valutare e scegliere cosa seguire con  la tua attenzione, cosa facilitare e portare a compimento.

Adesso puoi scegliere con consapevolezza!

Quella consapevolezza che ti sei guadagnato attraverso un impegno attento e responsabile.

Scegli unicamente a cosa vuoi dare maggiore consistenza ed espressione attraverso le tue esplicite intenzioni e l’attenzione che li segue, che insieme creano energia di ottima qualità, soprattutto quando si eliminano dal processo tensioni ed interferenze.

Scegli sulla base di ciò che al momento è vero, buono ed utile per te.

Questa indicazione è sempre un’ottima bussola per definire il tuo atteggiamento vincente nel tennis ,  soprattutto quando comprendiamo cosa occorre riconoscere, accettare e facilitare.

Pratica questo training per apprendere il corretto approccio comportamentale anche fuori dal campo di gioco per abituarti a osservare pensieri ed emozioni, scegliendo poi cosa alimentare e da cosa lasciarti soltanto attraversare, prendendone una progressiva distanza.

Dopo alcuni giorni nella tua palestra mentale coglierai già dei sensibili miglioramenti nella capacità di scegliere anziché di subire, in modo spesso passivo e automatico, così  da sviluppare altri muscoli fondamentali per la tua crescita personale e sportiva, a partire dalla consapevolezza.

Una nuova coscienza che ti proietta dal vecchio circolo vizioso e depotenziante verso altri orizzonti ricchi di scenari virtuosi, resi  possibili e praticabili grazie ad un atteggiamento vincente nel tennis e nella vita.

Parola di Coach! gianfranco santiglia parola di coach


 

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