Il dizionario essenziale per una prestazione vincente.

Quando operiamo sul nostro pc lasciando più file aperti constatiamo spesso il suo rallentamento, così quando carichiamo il desktop di troppo materiale.

Ecco, questo è esattamente ciò che accade al nostro cervello in talune occasioni quando ci si avvicina o ci si trova a confrontarci con una prestazione delicata: è pieno di informazioni, spesso contrastanti, che interferiscono con il suo naturale funzionamento.

Quello che non di rado accade è che funzioniamo al di sotto dei nostri standard abituali. Solo talvolta riusciamo ad eguagliarli e quasi mai, fatta eccezione per pochi eletti e in rare occasioni, riusciamo a sopravanzarli.

Dobbiamo comprendere che il nostro cervello con il suo computerino di bordo vanno continuamente resettati, in modo particolare nei frangenti più importanti e delicati, per esempio in prossimità di una prestazione in cui dobbiamo dare il meglio di noi; altrettanto occorre fare per tutte le altre componenti interiori.

Occorre quindi affidarci all’essenziale togliendo tutto il superfluo, cioè le interferenze e le inutili zavorre che ci impediscono di spiccare il volo attraverso una prestazione ottimale.

Azzerare, per poi ripartire da capo.

Un bel respiro lungo e profondo ad occhi chiusi, nel nostro schermo nero interiore, è l’inizio di questo azzeramento e della successiva ricostruzione, nell’attesa che il nostro schermo si riaccenda diventando chiaro e luminoso, non più sfocato, e ci conduca per mano verso uno stato di coscienza elevato, uno stato di grazia estatico, superiore, che gli esperti del settore definiscono lo stato di Flow, in cui tutto fluisce a meraviglia e noi siamo liberi di esprimere il nostro pieno potenziale e tutta la forza interiore che ci caratterizza.

Ecco come accostare perfettamente le nostre mappe mentali al vocabolario essenziale cui fanno riferimento coloro che ogni giorno si confrontano con se stessi per ottenere una prestazione di picco.

 

A: ABBANDONO

Potrebbe sembrare paradossale consigliare l’abbandono ad una persona che sta impegnandosi in una prestazione e che è intenta ad ottenere dalla stessa il massimo rendimento.

Eppure, una volta acquisita attraverso la continua ripetizione la necessaria padronanza in merito ai gesti da replicare durante la prestazione, occorre poi chiedere a noi stessi, al nostro ego, un piccolo passo indietro, un temporaneo indietreggiamento allo scopo di evitare fuorvianti interferenze.

Possiamo a questo punto lasciar fare al nostro Sé superiore, ma dobbiamo averne fiducia.

Quando la posta in palio per noi è alta crescono anche aspettative e tensioni; a questo punto diventano pericolose le nostre interferenze mentali ed emozionali, che si ripercuotono sul piano del fare, limitando l’efficacia della nostra prestazione.

Chiedere a noi stessi di fare un passo indietro con il nostro io teso e contratto non ci indurrà a perdere totalmente il controllo e nemmeno ci impedirà di mantenere correttamente la rotta verso una prestazione eccellente.

Se lasceremo fare al nostro centro, esso ci guiderà saggiamente evitando distrazioni e distorsioni di ogni tipo, che inevitabilmente contaminano la nostra forza interiore assumendo la forma di immagini, pensieri, credenze, emozioni e quant’altro.

Naturalmente non potremo improvvisare ma dovremo aver allenato più e più volte il nostro centro interiore a prendersi cura di noi, e noi a fidarci di lui.

Non può esserci abbandono senza totale fiducia e un cuore aperto.

La fiducia che consente il pieno abbandono, aspetto portante della nostra forza interiore a livello emozionale, dovremo guadagnarcela gradualmente, passo dopo passo, affidandoci alla nostra intelligenza superiore, quella emotiva.

Una volta riacciuffata, le chiederemo di guidarci anche nelle prestazioni più difficili e di prendere il controllo del mezzo che guidiamo, poiché ora abbiamo piena fiducia e abbiamo imparato ad abbandonarci anche nei momenti di maggiore intensità e difficoltà.

B: BILANCIAMENTO

Equità, giusta misura ed equilibrio sono necessari per accostarci ad una performance e per portarla a termine nel migliore dei modi.

L’equilibrio è una tensione armoniosa tra due o più aspetti opposti e complementari e riguarda l’intero nostro assetto interiore.

Quando pensiamo all’equilibrio spesso lo vediamo in termini statici e rigidi, come realizzato una volta per tutte.

Qui si considera il bilanciamento come un equilibrio realizzato ad un’ottava superiore.

Un equilibrio sottile inteso in una forma più dinamica, valutato, rettificato ed espresso cammin facendo, apportando dei continui e piccoli ma necessari aggiustamenti dei piatti della bilancia, in modo che pesino sempre in egual misura.

Rettificare costantemente man mano che procediamo ci consente quei piccoli aggiustamenti che spesso si rivelano necessari in certi tipi di prestazione in cui le variabili, soprattutto di ordine ambientale, ma non solo, lo richiedano.

Nel frangente specifico di una prestazione di picco, saper bilanciare in modo adeguato tutti gli elementi interni creando un sofisticato meccanismo d’equilibrio funzionale al proprio scopo, diventa indispensabile per l’esito della nostra impresa.

Un interno perfettamente bilanciato con l’sterno: l’essere con il fare.

Inoltre, questo equilibrio dinamico dovrà essere creato e mantenuto in accordo con le variabili esterne sempre mutabili e protratto per l’intero arco della prestazione.

Un compito non da poco considerata l’importanza della posta in palio, da cui è impossibile prescindere se si desidera mantenere elevato il livello della prestazione.

C: CORAGGIO

A mio modo di vedere, il coraggio non è l’opposto della paura.

Avere coraggio non significa infatti non avere paura, ma solo aver scelto di considerare la paura nella migliore prospettiva possibile, come un limite temporaneo che ci sospinge naturalmente in avanti, per crescere ed evolvere gradualmente.

A questo scopo la nostra paura, nella maggior parte dei casi, non ci suggerisce di indietreggiare ma solo di temporeggiare e di prendere bene la rincorsa prima di spiccare il balzo per superarla di slancio, con generosità, grazie al nostro immenso cuore, che non arretra nonostante le difficoltà.

Ecco, in questo senso è il nostro cuore, inteso come amore, il vero antidoto e l’opposto della paura, di cui il coraggio è solo una delle possibili conseguenze.

Inteso così il coraggio è direttamente connesso con quella forza interiore che promana in modo diretto dalle nostre emozioni.

Coraggio, peraltro, non significa incoscienza, poiché ci sono indubbiamente delle circostanze che dobbiamo giustamente temere e soprattutto tenere in debito conto. In questo senso la paura avrebbe anche una funzione educativa, istruttiva e costruttiva.

Il coraggio, tuttavia, ci servirà a rompere quegli schemi, le credenze e i tabù che debbono necessariamente essere destrutturati e ridisegnati secondo i nostri modelli, che cambiano di continuo se abbiamo il coraggio di ritoccarli, disegnandoli nuovamente.

Durante una performance che si rispetti non possiamo fare a meno di tutto il nostro coraggio, che ci spingerà di continuo a rischiare qualcosa in più non accontentandosi mai del tutto del proprio status quo.

Solo così possiamo rendere la nostra vita e le nostre prestazioni degli autentici capolavori.

Dopotutto, gli antichi giustamente dicevano: “ Chi non risica non rosica”, ovvero non ottiene nulla. E poi, purtroppo, si rosica dentro.

D: DISCIPLINA

La disciplina è direttamente connessa con l’elemento terra che ci sostiene.

È parte delle fondamenta e dell’impalcatura della nostra casa interiore, la quale crollerebbe senza il supporto necessario della disciplina.

È un erigere una casa dai muri solidi e con una base consistente e sicura su cui edificare tutto ciò che è necessario per sostenere i nostri obiettivi.

Consiste essenzialmente nel diventare discepoli della nostra vita.

Infatti, la nostra grandezza e la forza che ci rappresenta possono essere rivendicate e conquistate solo a patto di un atteggiamento umile, di un costante impegno e di una ferma applicazione nei confronti di se stessi, per iniziare, e di ogni nostra possibile interazione, per finire.

In questa prospettiva, autodisciplina significa imparare ad applicare le lezioni della vita attraverso l’unicità e l’ìntento che ci sostengono. Una linea di condotta con la quale ci si allena e allinea alla vita, giocandola e mettendola in pratica.

Tuttavia, per riuscire a mantenere i nostri buoni propositi sostenuti dalla necessaria disciplina quotidiana è indispensabile allontanare e sbarazzarsi delle cattive abitudini che potrebbero mandare all’aria i nostri piani.

Dobbiamo sostituire il circolo vizioso con un più funzionale circuito virtuoso.

Grazie alla disciplina possiamo continuamente dire sì alle nuove abitudini costruttive, in modo da non vedere dissipare le nostre energie e intenzioni.

Durante la prestazione la disciplina ci aiuta a stringere i ranghi e ad esercitare al meglio il nostro potere e l’intento senza mostrare il nostro lato debole.

 

Scopri le altre lettere del dizionario essenziale per una prestazione vincente:

E F G


Se desideri interagire lascia un commento e magari condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *