7 minuti per allenare la mente  fanno la differenza, a tutti i livelli.

Il seguente articolo è un invito a dedicare una piccola parte del nostro prezioso tempo, del tuo tempo,  al training mentale, una proposta orientata a concederci 7 minuti per allenare la mente .

Non sarà di certo tempo sprecato, te lo assicuro!

Si possono infatti ottenere grandi risultati con piccoli cambiamenti, anche in pochi minuti.

Il piccolo cambiamento che vi propongo riguarda la prospettiva.

Una prospettiva che consideri finalmente la mente prioritaria nella nostra vita, poiché essa ci guida nelle nostre scelte, ancora purtroppo non sempre in modo continuo, chiaro e consapevole.

Ecco il perché del training mentale.

Tutte le nostre città brulicano di palestre in cui la cura del corpo fisico è l’indiscusso protagonista.

Una cura del corpo più orientata all’estetica, peraltro discutibile, che non al suo reale benessere.

Senza per questo trascurare il corpo, considerandolo peraltro un veicolo dello spirito, della psiche intesa nel senso originario, il cambiamento di prospettiva che propongo riporta la mente in auge in qualità di oggetto principale delle nostre attenzioni, in quanto spetta a lei guidare le azioni del nostro corpo; ricordiamo infatti che l’antico paradigma dei nostri illustri antenati riguardava una “mens sana in corpore sano”. Sembra invece che l’importanza di una mente sana sia sempre più scivolata in basso, relegata nella cantina impolverata della nostra casa interiore, un angolo che per lo più visitiamo raramente e controvoglia.

Quello che allora vi propongo è un ritorno alle origini con una corretta mental fitness.

Occorrono infatti solo 7 minuti per allenare la mente .

7 minuti ti sembrano pochi?

Non lo saranno nella misura in cui questi 7 minuti per allenare la mente ti aiuteranno a intraprendere un nuovo circuito, parte essenziale e integrante di un circolo virtuoso che desideri rendere quanto più possibile la nostra mente uno strumento utile, efficiente, chiaro e consapevole.

Non si tratta soltanto di evitare l’invecchiamento celebrare, e ci sono sicuri dati scientifici che dimostrano l’efficacia del training mentale in questa direzione, ma anche di potenziare la nostra mente in modo che possa offrire il meglio, rendendo tutte le nostre azioni un chiaro riflesso della lucidità mentale che le ha partorite.

L’allenamento mentale ci consente di utilizzare sicuramente in modo più efficace tutte le nostre risorse interiori e le potenzialità specifiche.

Dal punto di vista qualitativo 7 minuti ben impiegati possono fare una notevole differenza nella nostra vita, innescando gradualmente un positivo effetto farfalla nel nostro organismo e nella vita che conduciamo.

Per quanto riguarda l’aspetto quantitativo 7 minuti per allenare la mente sono sufficienti perché rispondono bene al requisito di allenamento intensivo: offrire il meglio di sé in un tempo circoscritto.

Naturalmente, l’idea dei 7 minuti per allenare la mente , o dei 7 minuti in generale di training, è quella di ripeterli spesso durante l’arco della giornata, ogni qualvolta ne abbiamo l’opportunità o ne sentiamo la necessità, in modo da consolidare il nostro status.

Gli effetti benefici di 7 minuti di consapevolezza ben realizzati, 7 minuti per allenare la mente , perdureranno per molto tempo nell’organismo, inducendo in noi un senso di calma, attenzione rilassata, lucidità mentale e consapevolezza, che potremmo riproporre proprio quando sentiremo affievolirsi questi stessi elementi sintomatici positivi.

Quando ci accorgeremo di aver smarrito la nostra Forza Interiore, allora sarà sicuramente il momento di concederci nuovamente una pausa per ripetere 7 minuti di allenamento mentale mirati a ritemprare il nostro organismo.

L’APPROCCIO DEI 7 MINUTI PER ALLENARE LA MENTE

Possiamo concederci 7 minuti per allenare la mente senza troppe difficoltà: non abbiamo infatti bisogno di andare in palestra ad un orario prestabilito, dato che qualsiasi ora e luogo andranno benissimo.

Il nostro tempio interiore, la psiche in senso lato, sarà la nostra palestra e gli orari saranno scanditi dalle nostre effettive necessità.

Inoltre, la varietà di attrezzi che puoi utilizzare nel mental fitness ti stupirà in quanto sarà del tutto illimitata, alcuni creati ad arte dalla nostra immaginazione e dalla capacità di visualizzare oggetti e situazioni d’allenamento, altri individuati come oggetti esterni reali e strumenti presi in prestito dal mondo meraviglioso che ci circonda.

La visualizzazione è un potente strumento mentale di cui servirsi quando pratichiamo mental fitness, uno dei più efficaci tanto per creare che per metabolizzare e consolidare mentalmente l’oggetto delle nostre attenzioni.

L’attivazione sensoriale ci consente sicuramente di destare fino in fondo la nostra attenzione, permettendoci di dimorare nel qui e ora evitando i consueti voli pindarici della mente, e altrettanto possiamo fare richiamando le nostre emozioni positive, che agiscono sulla mente come un piacevole e corroborante massaggio rigeneratore.

Ma più in generale sarà la tua creatività il vero strumento e il piano di lavoro privilegiato per escogitare metodi sempre nuovi e piacevoli con cui destare la tua attenzione, la concentrazione, la consapevolezza, la curiosità e quant’altro si dimostri utile alla causa dell’allenamento mentale.

La mente infatti necessita di una continua sollecitazione che possa catturarne l’attenzione, rompendo così gli abituali schemi ripetitivi con cui risponde alla vita, interpretando, interagendo e soprattutto reagendo automaticamente alla realtà, spesso in maniera inefficace e disfunzionale.

Utilizzando efficacemente nuove prospettive, punti di vista e soluzioni creative e innovative può rinnovare e affrontare al meglio i propri obiettivi sfidanti evitando quella apatica e pericolosa noia che impedisce l’esperienza ottimale di flusso, nota come Flow.

Lo scopo ultimo dell’approccio all’allenamento mentale è quello di considerare la mente un “muscolo” e di trattarla come tale: allenandola spesso, rilassandola quando occorre, poiché l’eccessiva tensione le impedirà di esprimersi al meglio, così la mancanza di focus.

A prescindere dal tipo di esercizio e di tecnica mentale utilizzati, si cercherà in ciascun training di coniugare due componenti essenziali: la concentrazione, che se realizzata in termini di attenzione  rilassata ha sulla mente e sull’intero organismo un effetto calmante, e la chiarezza, che induce consapevolezza e una comprensione profonda a proposito di ciò che facciamo e di cosa accade quando lo facciamo.

Qualunque sia l’esito dei nostri esercizi abbiamo comunque già ottenuto lo scopo di riportare l’attenzione alla mente e a tutte le sue risorse e capacità, grazie alle quali possiamo finalmente incarnare al meglio la nostra esistenza.

7×7 = 7 MINUTI PER ALLENARE LA MENTE CON 7 TECNICHE

Utilizza nell’arco della giornata ciascuna di queste tecniche abbinandola magari con i momenti diversi e le situazioni che ti sembrano più compatibili agli esercizi.

Protrai l’esercizio per almeno 7 minuti, ripetendolo ogni volta che ne hai l’opportunità o che ne senti il bisogno, in accordo con le necessità del momento.

Per la scelta lasciati guidare dalle sensazioni e dalle tue intuizioni del momento, utilizzando delle sessioni tecniche di 7 minuti, che organizzi preventivamente servendoti di un timer o di altro adatto allo scopo.

1 – IL RESPIRO CONSAPEVOLE

Porta l’attenzione all’aria che entra ed esce spontaneamente dalle tue narici, scegliendo in modo intenzionale e consapevole i ritmi e la modalità, senza tuttavia mai forzare alcunché, rispettando la naturalezza dell’atto, con l’obiettivo di lasciare andare e venire il respiro azzerando tensioni, resistenze, sforzi ed interferenze.

Inspirando, gonfia la pancia come un palloncino, espirando sgonfiala del tutto, svuotando del tutto il ventre, visualizzato appunto come un palloncino.

Inserisci gradualmente una pausa consapevole tra l’inspirazione e l’espirazione, portando le due fasi respiratorie a quattro.

Quando senti di padroneggiare a sufficienza la tecnica cerca di accompagnarla alle tue azioni, senza perdere il ritmo e la funzionalità. Allora puoi guidare, camminare, cucinare, lavorare, scrivere al pc senza smettere di respirare consapevolmente.

2 – IL TESTIMONE

L’atto di saperci osservare diventa fondamentale per acquisire una maggiore consapevolezza in merito a come agiamo ed, eventualmente, correggerci.

Talvolta può essere utile rallentare le nostre azioni fino a fermarle del tutto, quando possibile, in modo da osservare cosa accade dentro e fuori di noi mentre svolgiamo un dato compito proprio in quel particolar modo.

Quindi, durante un movimento specifico, un’azione, una postura, un gesto particolare, una reazione, un dialogo interiore o altro, concediamoci un fermo immagine e diventiamo i testimoni dell’esperienza.

I testimoni, non i giudici.

Mettiamola ben a fuoco, guardando l’azione senza interpretarla né giudicarla.

Pura osservazione.

Quando riavviamo il fotogramma vediamo se siamo bravi a continuare ad osservarci in movimento con il nostro sguardo interiore, e non solo.

Osserva tutto oggettivamente, come se non ti appartenesse, applicando il necessario distacco.

3 – INTEGRAZIONE EMISFERICA

Muovi lentamente la testa per tre volte da destra verso sinistra e viceversa, respirando con lenta e profonda consapevolezza. Gli occhi sono chiusi, rivolti all’interno. Quindi posiziona delicatamente la testa al centro, ancorando la tua attenzione proprio al centro della fronte.

Adesso immagina e poi visualizza una grande X luminosa che parte dal lato destro del tuo cervello e connette tutto il lato sinistro del corpo. Non appena senti ben salda questa connessione, immagina e poi visualizza la X luminosa che ora collega la parte sinistra del cervello con il lato destro del tuo corpo.

Muovi ora in modo circolare la testa per tre rotazioni, prima in senso antiorario e poi orario.

Infine immagina e visualizza l’intero corpo illuminarsi.

4 – ATTIVAZIONE SENSORIALE

La vista è per la maggior parte di noi il senso più utilizzato, quindi nel seguente esercizio facciamo in modo di attivare prima gli altri sensi, lasciando per ultima la vista, utilizzandola peraltro in una maniera diversa dal solito, magari cambiando la prospettiva, il focus e i consueti parametri e “punti di vista”.

Usa l’immaginazione.

Ascolta con attenzione i suoni intorno a te e persino quelli interni, lievissimi e appena percepibili, per esempio il suono dell’aria che entra ed esce dalla narici.

Percepiscine la consistenza e il gusto, annusa l’aria e cattura gli odori del luogo in cui ti trovi, come pure le esperienze tattili, per esempio dei piedi che aderiscono al terreno.

Cerca di amplificare ogni percezione.

Gioca con le sensazioni che emergono.

5 – RIEVOCARE L’EMOZIONE POSITIVA

Siediti comodamente e recupera dalla tua mente un ricordo piacevole accompagnato da un’emozione o una sensazione positiva che vuoi richiamare mentalmente qui e ora.

Può per esempio essere un’emozione di gioia che deriva da un momento felice connesso all’amore, all’autostima, alla fiducia, alla sicurezza e così via.

Di fatto possiamo richiamare con facilità, ed efficacia, qualsiasi ricordo associato ad una condizione piacevole, magari per infondere in noi proprio quello stato d’animo che ci è particolarmente utile adesso.

Dopo averlo richiamato mentalmente, lasciati quindi pervadere da quelle stesse emozioni piacevoli, quindi dalle corrispettive sensazioni fisiche, amplificandole volutamente e utilizzandole come più ci sembra utile.

Ricorda che la nostra mente non distingue del tutto tra ciò che è reale e ciò che riesce ad immaginare perfettamente, quindi non nutrire alcun dubbio sulla funzionalità di questa tecnica in modo da non comprometterla con le tue credenze limitanti.

6- ATTENZIONE CONSAPEVOLE E PRESENZA MENTALE

La tecnica di mindfulness prevede che tu riesca a mantenere un’attenzione rilassata, una concentrazione vigile e una continua presenza mentale in tutto ciò che fai, spostando continuamente l’attenzione dall’interno all’esterno.

Inizia dunque a spostare gentilmente l’attenzione sul respiro consapevole, orientandola verso l’aria che entra ed esce dalle tue narici, quindi trasferisci l’attenzione a tutto il tuo corpo e alle diverse sensazioni che emergono.

Senza smarrire questa consapevolezza sposta l’attenzione, di volta in volta, come una telecamera, su tutti gli altri oggetti che catturano la tua attenzione, senza perdere la consapevolezza di te stesso che respira, che interagisce in generale con la vita e i suoi elementi e che agisce nello specifico.

L’attenzione diventa in questo senso divisa e tripartita: te stesso e il tuo respiro, l’oggetto delle tue attenzioni, che cambia di volta in volta, le tue microazioni distinte e specifiche.

Ti capiterà più volte di smarrire i diversi focus della tua attenzione.

Sii comunque indulgente abbandonando ogni critica e giudizio.

Ricomincia ogni volta che perdi l’attenzione, riportandola proprio là dove l’avevi precedentemente smarrita.

7 – DE-SCRIVI L’ESPERIENZA

Descrivere mentalmente un’esperienza, un concetto, un’immagine, una sequenza di azioni, o qualsiasi altro aspetto, ci aiuta a comprendere più profondamente.

Sicuramente descrivere attraverso la scrittura, considerata anche la complessità e il grande valore del gesto grafico, ci aiuta ad analizzare, consapevolizzare, metabolizzare e consolidare meglio l’esperienza che si sta vivendo o quello che si è vissuto da tempo, richiamandola alla memoria con più facilità, profondità e ricchezza di dettagli e particolari.

Inoltre, scrivere di tanto in tanto con la mano non dominante, quindi con la mancina se siamo destrorsi, e viceversa, stimola le diverse aree del cervello, soprattutto quelle meno utilizzate, con le relative sinapsi che permettono la comunicazione tra i neuroni.

Per scrivere con la mano non dominante si ha inoltre bisogno di incrementare il nostro livello di attenzione, concentrazione e applicazione, a tutto vantaggio dell’allenamento mentale.

Non sempre abbiamo a disposizione carta e penna per poterlo fare liberamente, e allora possiamo magari soltanto immaginare di farlo e se siamo bravi nella visualizzazione i risultati saranno pressoché i medesimi, con una solita e unica differenza che i nostri antenati latini conoscevano perfettamente: “scripta manent, verba volant”.

Sicuramente, una volta a casa, con il tempo necessario a disposizione, possiamo riportare nero su bianco l’esperienza desiderata immergendoci del tutto nell’esperienza in modo da integrarla perfettamente, ricordandoci di usare la mano non dominante quando vogliamo fare e vedere le cose da un’altra prospettiva, spesso illuminante.

Sicuramente il nostro cervello ne trarrà massimo beneficio, come pure per le altre tecniche qui descritte di mental fitness, esercizi di 7 minuti per allenare la mente , da richiamare ad oc quando la circostanza giusta, al momento opportuno, ce lo suggerisce.

Parola di Coach! gianfranco santiglia parola di coach

 


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